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Questo articolo è stato pubblicato il 20 dicembre 2011 alle ore 08:17.

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MILANO - Più di 2 miliardi di dollari di nuove garanzie a finanziamenti in sostegno alle esportazioni di decine di imprese italiane sono stati deliberati dal consiglio di amministrazione della Sace nell'ultima riunione del 2011 che si è svolta nei giorni scorsi. Se si aggiungono i 624 milioni di garanzie per il finanziamento di un pool di banche internazionali alla società turca Tupras per l'ammodernamento di una raffineria nei dintorni di Istanbul e un'altra operazione più piccola in Russia, l'importo totale che il gruppo assicurativo-finanziario che fa capo al ministero dell'Economia ha deliberato negli ultimi mesi sale a 2,9 miliardi di dollari (2,3 miliardi di euro). In totale, sono coinvolte più di un centinaio di imprese esportatrici, soprattutto Pmi, a cui si aggiunge l'indotto della sub-fornitura.

Questo risultato in Sace viene ritenuto molto positivo per il sostegno finanziario assicurato alle imprese, che le rendende più competitive in un momento difficile per la crisi del debito sovrano e il conseguente taglio del rating dell'Italia a cui è agganciato quello della Sace (A+ per Fitch).
Fatta eccezione per due rilevanti operazioni in progetti infrastrutturali in Russia (tra cui un aeroporto) per 800 milioni e ancora in corso di finalizzazione, gli altri interventi autorizzati dal cda della Sace negli ultimi mesi riguardano tutti il settore energetico, in particolare l'oil & gas in cui gli investimenti rischiano di subire un rallentamento provocato dalla nuova frenata dell'economia mondiale. In Russia, sono stati garantiti anche 144 milioni nel progetto di una nuova raffineria nella Repubblica del Tatarstan del valore complessivo di 4,9 miliardi.

Nell'elenco dei progetti approvati dalla Sace figura il finanziamento di 210 milioni per l'ammodernamento e l'espansione della raffineria della Ecopetrol a Cartagena, in Colombia.

Di dimensioni più rilevanti è l'impegno per garantire il finaziamento di 500 milioni per l'ampliamento degli impianti petrolchimici di Reliance Industries, la più grande compagnia privata indiana, nell'ambito di un piano di investimenti di oltre 11 miliardi. La chiusura dell'operazione è prevista entro fine anno. Altri 355 milioni sono stati garantiti in Qatar per un impianto di estrazione off-shore e liquefazione on-shore di Qatar Petroleum ed Exxon. Nuovo Pignone e Cameron tra le imprese italiane coinvolte. L'ultimo progetto (300 milioni di garanzie) riguarda il settore energy in Australia ma è ancora da finalizzare. (G. Ch.)

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