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Questo articolo è stato pubblicato il 02 gennaio 2012 alle ore 06:38.

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Crescono le offerte a volantino, migliora l'efficacia delle promozioni, si incrementa la vendita dei prodotti private label e della marca industriale. Questi in sostanza i trend più evidenti che emergono dall'Outlook Largo Consumo Confezionato di SynphonyIri Group.
Le prospettive, però, sono tutt'altro che rosee. Il quadro macroeconomico italiano indica una tendenza in atto di crescita debole sia per il Pil sia sul versante consumi. Questi, infatti, non hanno prospettive di crescita a breve sia per la dinamica sostenuta dei prezzi, sia per l'impatto delle manovre correttive.
Se nel primo semestre dello scorso anno il largo consumo ha mostrato una crescita dei volumi, negli ultimi mesi si sono evidenziati un deciso indebolimento della domanda nel comparto alimentare e una forte flessione dei volumi della drogheria, danneggiata da una crescita dei prezzi al consumo.
Il 2011 è stato però l'anno del private label, che ha registrato una crescita sostenuta in tutti i segmenti della scala di prezzo. Dopo due anni di flessioni, poi, nella marca privata sono tornati a crescere i "primi prezzi". Meno energica, invece, la crescita della marca industriale. Dopo un 2010 contrassegnato dall'indebolimento della domanda, l'anno scorso questa ha registrato un trend positivo, seppur con livelli di crescita contenuti.
In un mercato dove la pressione promozionale registra una crescita da 4 anni, emerge il trend sostenuto dei volantini. Ad esclusione di quelli che promuovono elettrodomestici ed elettronica di consumo, infatti, i volantini registrano una crescita di circa il 20% sull'anno precedente. L'utilizzo di questo strumento di promozione è stato molto forte soprattutto nei supermercati – con in media 128 referenze a volantino (+16% sul 2010), meno negli ipermercati – in media 78 referenze – dove la crescita è però stata maggiore (+25% ), mentre nei Superette ha contato 54 referenze medie e un incremento del 23%.
Dal punto di vista del consumatore – e valutando il vantaggio in base al canale distributivo – hanno risparmiato di più le famiglie che hanno effettuato i loro acquisti presso gli ipermercati (9,8% di risparmio) rispetto a chi si è rivolto soprattutto a strutture più piccole di vicinato (5,3%).
Sul fronte dell'efficacia promozionale il 2011 ha registrato un segno di ripresa. «Un segnale positivo, – spiega Roberto Ravazzoni, Ordinario nell'Università di Modena e Reggio Emilia e Cermes Bocconi – forse un punto di svolta nella gestione delle iniziative promozionali: non più azioni "mitragliate", ma iniziative sempre più mirate, più precise, anche grazie all'analisi delle preziose informazioni raccolte con le carte fedeltà. Insomma, se è vero che nel largo consumo il consumatore non è mai sazio di convenienza, è altrettanto corretto sottolineare che non cerca solo quella quando effettua i propri acquisti, nemmeno in un momento critico come quello che stiamo vivendo».
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