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Questo articolo è stato pubblicato il 11 agosto 2013 alle ore 17:17.

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DIJON – Con tutti i problemi che oggi affliggono l’economia mondiale, l’inflazione sembra l’ultima delle nostre preoccupazioni. Nell’affrontare il malessere economico successivo al 2008, che scaturisce dall’eccessivo indebitamento, i policy maker fanno bene a focalizzarsi sulla minaccia della deflazione del debito, che può portare alla depressione.

Ma liquidare l’inflazione come il problema di ieri potrebbe compromettere gli sforzi fatti dalle banche centrali per affrontare le questioni più pressanti di oggi e per agevolare la ripresa dell’inflazione. Comprendere come è stata domata la Grande Inflazione scoppiata tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Ottanta offre degli insegnamenti importanti per la risoluzione dei grandi problemi economici, per quanto diversi dai nostri, e dà l’idea dei pericoli che ci attendono.

La prima lezione utile riguarda le aspettative. Nei decenni successivi la Seconda guerra mondiale, il pensiero economico era dominato dalla dottrina secondo cui l’inflazione dovesse essere barattata con l’occupazione – sulla base della relazione scritta da William Phillips nel 1958. Ma la curva di Phillips ha mostrato scarsi risultati negli anni Settanta, quando molti Paesi hanno sperimentato la stagflazione (elevati livelli di inflazione e disoccupazione).

Queste critiche capeggiate da Milton Friedman e Edmund Phelps, tra gli altri, avevano già iniziato a sostenere che la curva di Phillips rappresentasse puramente una relazione nel breve periodo. Se le persone non si aspettano l’inflazione, l’illusione dell’aumentato potere di acquisto può incentivare l’occupazione e la produzione per un lasso di tempo relativamente breve. Ma una volta che i lavoratori realizzano che i salari reali non sono aumentati, la disoccupazione ritornerà al sul livello naturale in linea con un’inflazione stabile.

Successivamente, gli economisti neoclassici come Robert Lucas e Thomas Sargent hanno dimostrato che una volta che le persone comprendono che l’inflazione viene manipolata per generare ottimismo nei mercati, gli interventi delle autorità monetarie perdono efficacia. Ne conseguono il rialzo dei prezzi e la mancata creazione di posti di lavoro.

Queste idee, combinate con un’efficace pratica politica come quella della Federal Reserve americana sotto la direzione di Paul Volcker, hanno condotto molti Paesi di tutto il mondo verso un regime più esplicito di inflation targeting, in cui le banche centrali stabilizzano le aspettative inflazionistiche impegnandosi in modo credibile a mantenere la stabilità dei prezzi. Negli anni Novanta l’inflazione era ormai un problema passato per le economie avanzate, cui avrebbe presto fatto seguito gran parte del mondo in via di sviluppo.

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