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Questo articolo è stato pubblicato il 09 gennaio 2014 alle ore 17:16.
L'ultima modifica è del 15 ottobre 2014 alle ore 14:30.

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LONDON – Quale dei seguenti eventi è più probabile che accada quest’anno: che la Scozia voti la secessione dal Regno Unito nel suo referendum di settembre, o che almeno uno dei paesi della zona euro decida di uscirne? La saggezza comune suggerisce che l’indipendenza scozzese è possibile, anche se non molto probabile, mentre l’allontanamento di qualsiasi paese dalla moneta unica è un’ipotesi fantasiosa.

Ma le decisioni che la Scozia dovrà prendere circa la propria situazione monetaria nei mesi successivi al voto per l’indipendenza hanno almeno la stesse probabilità di presentarsi per alcuni paesi della zona euro nei prossimi due anni. In realtà, vi è un legame naturale tra le due situazioni.

La possibilità di continuare ad usare la Sterlina britannica da parte di una Scozia indipendente - la posizione ufficiale del governo scozzese - potrebbe essere affrontata in due modi. La prima, quella che il Primo Ministro Alex Salmond sembra avere in mente, comporterebbe un’unione monetaria sotto la guida di una banca centrale che dovrebbe rendere consto sia alla Scozia che al Regno Unito.

Ma il governo britannico potrebbe porre il veto -e senza dubbio lo farà- a qualsiasi adeguamento delle responsabilità della Banca d’Inghilterra riguardo alle politiche monetarie, alla stabilità finanziaria e alla supervisione delle banche. Qualsiasi altro modello concepibile di unione monetaria- incluso quello basato su una banca centrale con un livello di indipendenza simile a quello della Banca Centrale Europea- sarebbe soggetto allo stesso rifiuto. Come il giornalista Martin Wolf , il resto del Regno Unito non è certo sfuggito agli orrori della zona euro solo per creare orrori simili in casa propria.

L’alternativa per una Scozia pienamente sovrana sarebbe quella di continuare a utilizzare la sterlina senza conservare alcuna influenza sui tassi di interesse o sul tasso di cambio. Questo è stato il percorso intrapreso dallo Stato Libero d’Irlanda (in seguito la Repubblica d’Irlanda), che per diversi decenni ha utilizzato una sterlina irlandese ancorata (il punt). Anche se il Regno Unito disapprovava la disposizione, non potrebbe impedire alla Scozia di adottarla-così come l’Unione Europea deplora ma non può fermare l’uso unilaterale dell’euro da parte del Montenegro.

Mentre la decisione avrebbe un significativo svantaggio politico -cioè, un immediato indebolimento della recente sovranità scozzese - le sue implicazioni economiche sono contrastanti. Fare propria la credibilità di un’autorità monetaria riconosciuta - in particolare di una istituzione che emette valuta di riserva globale- sarebbe tatticamente vantaggioso per la Scozia del dopo indipendenza; ma il nuovo paese sarebbe esposto al rischio di uno shock inflazionistico e di una crisi della sterlina derivanti dalla politica monetaria espansiva della Banca d’Inghilterra.


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