Storia dell'articolo
Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 27 gennaio 2014 alle ore 06:43.

My24

PAGINA A CURA DI
Matteo Rezzonico
Maria Chiara Voci
Il nome del documento che mappa l'efficienza energetica di un edificio è, quasi ovunque, lo stesso. Le Regioni, che hanno propri sistemi locali per il rilascio della targa dei consumi, hanno provveduto (eccetto Piemonte e Valle d'Aosta) a recepire la dicitura, contenuta nella direttiva 2010/31/Ue, di Attestato di prestazione energetica (Ape), al posto del vecchio Attestato di certificazione energetica (Ace). Passaggio che è stato effettuato anche dal Governo, lo scorso anno, con l'approvazione del Dl 63/2013, convertito nella legge 90/2013.
Tuttavia, le differenze fra procedure statali e regionali sono ancora parecchie, in almeno sette tra Regioni e Province autonome. Dai sistemi di calcolo ai requisiti dei certificatori, dall'obbligo di allegare l'Ape anche per l'affitto di singole unità fino al rapporto fra le sanzioni stabilite dallo Stato e quelle delle Regioni per chi non produce l'Ape in caso di compravendita e locazione.
La denominazione
L'ultima Regione in ordine di tempo a cambiare il nome dell'attestato in Ape è stata la Lombardia, che con la recente delibera 1216 del 10 gennaio 2014 ha aggiornato la disciplina regionale, ampliando fra il resto la platea dei titoli di studio riconosciuti e ammettendo, come disposto dal Dpr 75/2013, la classe di laurea LM 71 (Scienze e tecnologie della chimica industriale).
In estate, si era adeguata da Ace ad Ape anche la Provincia di Trento: in altri casi, come in Emilia Romagna e Liguria, già negli anni passati era stata recepita la direttiva europea e ammessa la doppia denominazione Ape/Ace. In Liguria, tuttavia, il sistema non è aggiornato e rilascia ancora Ace. Ultime a rispondere al l'appello saranno, infine, il Piemonte e la Valle d'Aosta. Ma è solo questione di tempo: su entrambi i territori è in corso l'iter di adeguamento.
Affitto di singole unità
Talvolta a creare disparità è il cambio repentino delle normative statali. Il Dl 145/2013, cosiddetto decreto destinazione Italia, in vigore dal 24 dicembre 2013, ha stabilito che non è più necessario allegare l'attestato energetico ai nuovi contratti di locazione per unità immobiliari. L'obbligo rimane solo per la locazione di interi edifici. È tuttavia richiesto l'inserimento nell'atto di una clausola con cui il conduttore dichiara di aver ricevuto le informazioni e la documentazione riguardanti l'Ape.
Il cambio di rotta del Governo pare mettere "fuori norma" le Regioni. Prime la Lombardia, il Piemonte e la Liguria che nelle proprie leggi hanno introdotto esplicitamente l'obbligo di consegna dell'Ace/Ape in caso di locazione anche di singole unità. In altri casi, come in Emilia Romagna, la formula è generica e parla di «obbligatorietà» dell'Ape sia per vendite e affitti, di interi edifici o singole unità.
Sanzioni
Fra le differenze, c'è anche la questione delle sanzioni. Sempre il decreto destinazione Italia ha cancellato la nullità degli atti in caso di mancata allegazione dell'Ape ai trasferimenti a titolo oneroso di immobili. In assenza di Ape scatta però una "multa", da 3mila a 18mila euro per le compravendite e da mille a 4mila per le locazioni. Alcune Regioni, come la Liguria, la Lombardia e il Piemonte, avevano però già in precedenza introdotto, nelle proprie discipline locali, sanzioni in caso di trasferimenti a titolo oneroso senza certificato. In Lombardia, le ammende sono più severe di quelle statali.
Di fronte a questa situazione, non è chiaro quale sia la sanzione che prevale. In attesa di un chiarimento nazionale, se si interpellano gli uffici regionali, i pareri sono discordi. Si va da chi, come la Lombardia, ritiene che si debbano seguire le norme locali; chi come il Piemonte avanza il dubbio che le multe si possano sommare; chi come la Provincia di Trento pensa che siano valide le ammende nazionali (ma qui la norma locale non prevede, già di suo, sanzioni in caso di attestato assente nei trasferimenti di immobili, perché «è materia civilistica, non di competenza locale», spiegano gli uffici tecnici).
In Lombardia, però, ci sono già casi di sanzioni elevate per mancata allegazione/consegna di Ape a compravendite e affitti: se sul primo punto a vigilare sono stati i notai, sul secondo spesso sono stati gli inquilini a denunciare la mancanza del documento che misura il rendimento energetico.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenta la notizia

Shopping24

Dai nostri archivi