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EcorNaturaSì investe 40 milioni a Bologna per l’hub logistico del bio

di Ilaria Vesentini


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(Fotogramma)

2' di lettura

«È un progetto su cui stiamo lavorando da un anno e su cui abbiamo già investito 40 milioni di euro. Stiamo ultimando ora la parte di automazione, a inizio primavera contiamo di inserire i primi dei 130 addetti per arrivare a regime in settembre. Vorremmo inaugurare il nuovo polo logistico in occasione del Sana, il Salone del bio di Bologna». In poche battute il presidente di EcorNaturaSì, Fabio Brescacin, anticipa al Sole-24 Ore l’ambizioso piano di sviluppo che parte dal nuovo hub distributivo di 36mila metri quadrati nell’interporto di Bologna. Da cui il gruppo del biologico leader in Italia (nato nel 2009 dalla fusione tra Ecor, il maggior distributore all’ingrosso di prodotti biologici e biodinamici, e NaturaSì, il brand dei supermercati bio) servirà la rete di 240 negozi di proprietà o in franchising lungo lo Stivale, cui si sommano i circa 250 punti vendita associati CuoreBio.

Nella megastruttura all’interporto si trasferirà anche il magazzino bolognese della società controllata Baule Volante e Bologna diventerà così il più importante polo di distribuzione in Italia di prodotti biologici, ora che il centro logistico di San Vendemiano (Treviso, quartier generale di EcorNaturaSì) sta arrivando a saturazione: 18mila metri quadrati di magazzini da cui il gruppo continuerà a servire il Nord-Est del Paese e a promuovere l’espansione in Slovenia, Croazia e in generale in Est Europa. Dove EcorNaturaSì ha da poco acquisito anche una società distributiva polacca specializzata nel biologico, una dozzina di milioni di fatturato e 300 addetti.

«In Italia portiamo avanti il nostro piano annuale di 15 ulteriori aperture e 15 milioni di investimenti tra nuovi punti vendita e ammodernamento, ma dopo 30 anni di attività pionieristica nel biologico domestico è tempo di puntare all’espansione oltreconfine», aggiunge il presidente. Che dopo le crescite a due cifre degli ultimi anni non brinda al +8% del fatturato 2016: 355 milioni di consolidato (con 1.100 dipendenti diretti) quasi tutto realizzato in Italia. Con un portafoglio di 6.500 referenze bio, per oltre l’80% made in Italy.

Brescacin è a Bologna in occasione di una delle undici tappe del tour valoriale di EcorNaturaSì attraverso il Paese per ragionare con la comunità di riferimento (almeno 5mila persone tra dipendenti, agricoltori bio, agronomi, negozianti) «del futuro del biologico in Italia, ora che il nostro compito di apripista è finito, ma il bio resta una filosofia per creare e sostenere una filiera che abbia a cuore la terra e la sua salute e di conseguenza la qualità di ciò che mangiamo», afferma il presidente. Capostipite del commercio bio in Italia (nel 1985 aprì a Conegliano il primo negozio bio, Ariele) e tra i fondatori dell’ente no profit “Libera Fondazione Antroposofica Rudolf Steiner” che ancora oggi ha il controllo del gruppo distributivo. «Siamo nati come cooperativa agricola e di consumo e siamo diventati una Spa che mira al profitto, perché il profitto ci permette di perseguire nel tempo la nostra mission originaria: diffondere una cultura alternativa fondata sulla natura e sulla biodinamica, in agricoltura come nel commercio e nella pedagogia», conclude il presidente.

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