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Ecosistema dell’innovazione, la Sicilia accelera

La rete Sikelia nella rete European digital innovation hub e va avanti il progetto Samothrace che punta su microelettronica e microtecnologie

di Nino Amadore

I punti chiave

  • European digital innovation hub: entra Sikelia
  • In arrivo il bando Connessioni
  • Il progetto Samothrace punta sui fondi Pnrr
  • Fondi a innovazione e startup: il bilancio di Musumeci
  • Gli In.Sicily Awards a startup e spinoff

5' di lettura

La Sicilia accelera sulla strategia di innovazione e punta a cogliere tutte le opportunità che offre il Pnrr ma non solo. Da un lato consolidando il lavoro di coordinamento fatto nei mesi scorsi, dall’altro mettendo in campo nuovi bandi per sostenere la creazione di nuovi ecosistemi e la nascita di start up. Un disegno che l’assessore alle Attività produttive Mimmo Turano ha illustrato nel corso della due giorni che si è tenuta ad Alcamo in provincia di Trapani (il 16 e 17 giugno): la prima edizione della Borsa della Ricerca - In.Sicily, organizzata dalla Fondazione Emblema di cui è presidente Tommaso Aiello. Per due giorni, oltre 40 tra imprese, enti e investitori hanno incontrrato 31 start up siciliane (13 catanesi, 11 palermitane, 1 nissena, 2 ragusane, 1 siracusana, 2 messinesi e 1 trapanese) selezionate nei mesi scorsi.

European digital innovation hub: entra Sikelia

Intanto con la rete regionale per l'innovazione digitale Sikelia, aderente al partenariato Artes 5.0 – Restart Italy, la Sicilia entra a far parte dei 13 European digital innovation hub italiani selezionati dalla Commissione europea: progetti italiani finanziati al 100 per cento dall'Ue e dal Ministero dello Sviluppo economico. «La Sicilia – dice Turano - può e deve essere un grande incubatore di sviluppo, innovazione e ricerca per questo entro luglio pubblicheremo un bando destinato a sviluppare luoghi di innovazione, capaci di promuovere sviluppo e rendere attrattivi i territori. Abbiamo una dotazione di oltre 2 milioni di euro che intendiamo investire per sviluppare luoghi di innovazione generativi, di produzione e di lavoro, che devono far convivere l'impresa e il giovane creativo, start up, eventuale coworking e fab lab, formazione. L'obiettivo è facilitare l'incontro tra domanda e offerta di innovazione, stimolare l'adozione di tecnologie avanzate, con particolare riguardo alla microimprenditorialità e a iniziative innovative».

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Il bando Connessioni

Il bando cui fa riferimento l’assessore è quello definito Connessioni e «prevede – spiega Carmelo Frittitta, direttore generale dell’assessorato regionale alle Attività produttive – di supportare la nascita e/o l'ampliamento di luoghi deputati alla connessione di esperienze e competenze in campo di Ict. Non si tratta di semplici luoghi dove comunque è possibile il coworking ma contesti dove su iniziativa di privati si possano sviluppare progetti innovativi e dove si possa entrare in relazione col sistema del venture capital». Il bando sosterrà il 50% del costo del progetto ed il budget assegnato è di 2,4 milioni e sarà pubblicato entro luglio.

Il progetto Samothrace punta sui fondi Pnrr

Intanto l’ecosistema dell'innovazione Samothrace, acronimo che sta per SiciliAn Micro and NanO TecHnology Research and InnovAtion Center, ha appena superato la seconda fase di selezione da parte del ministero dell'Università e della ricerca nell’ambito del quadro di attuazione del Pnrr: nei giorni scorsi è stata costituita la Fondazione che gestirà tutte le attività del programma. L’ambizione, in questo caso, è di utilizzare le ali della microelettronica e delle microtecnologie per portare la Sicilia a realizzazioni che avranno un impatto tangibile sullo sviluppo del tessuto sociale e del tessuto industriale.

L’iniziativa, di cui è Hub coordinatore l’Università di Catania, prevede 120 milioni di budget da impiegare in tre anni (uno dei maggiori investimenti singoli in Sicilia nella «Missione 4 – Istruzione e ricerca» del Piano nazionale di ripresa e resilienza, finanziata dall'Unione europea – Next Generation EU) coinvolge 17 membri fondatori e 28 partner complessivi tra cui 4 università, 5 istituti di ricerca, 4 grandi aziende di livello internazionale e 10 piccole e medie imprese. I progetti ‘raggio' sono 9 e sono caratterizzati ciascuno da azioni e obiettivi specifici collegati con il progetto principale proposto e coordinato dall'Università di Catania, in sei aree di applicazione: energia, ambiente, smart mobility, sistemi intelligenti per l’agricoltura di precisione, salute, beni culturali. Prevista l’assunzione di 115 ricercatori e poi 69 borse di dottorato di ricerca, 8 milioni di euro per “bandi a cascata” destinati a ulteriori realtà industriali da coinvolgere.

Fondi a innovazione e startup: il bilancio di Musumeci

la Borsa della ricerca è stata anche l’occasione per il presidente della Regione siciliana nello Musumeci per fare il punto sul lavoro fatto in questi anni: «La Regione Siciliana in quattro anni ha destinato 289 milioni di euro alla ricerca e all’innovazione, finanziando 946 imprese – ha detto Musumeci – . Segno evidente che qualcosa è cambiato rispetto al passato. Il governo regionale ha voluto intraprendere una sfida difficile ma entusiasmante perchè consentirà all’Isola di diventare competitiva in un mercato sempre più esigente. A differenza del passato - ha proseguito il governatore - oggi al centro dell’attenzione del governo regionale c’è l’impresa, unica vera fonte di ricchezza per il territorio. Basta assistenzialismo, basta contributi a pioggia improduttivi. I giovani hanno bisogno di formazione, chi ha talento ha bisogno di applicarlo nella ricerca e nell’innovazione, le imprese hanno bisogno di diventare competitive».Sono, invece, circa 597 i milioni di euro del Fondo europeo di sviluppo regionale impegnati a sostegno della competitività delle piccole e medie imprese siciliane dal 2018 al 2021. Si tratta di risorse che hanno contribuito a finanziare 73.060 imprese.

Gli In.Sicily Awards a startup e spinoff

Nel corso della manifestazione di Alcamo sono stati consegnati, durante gli In.Sicily Awards, quattro premi speciali: Best Pitch, Best Player, Best Design e Best Vision, per celebrare l'impegno e la ricerca delle realtà ad alto contenuto tecnologico che rappresentano un valore importante per il nostro Paese. A Navhetec, una start up innovativa derivata dallo spinoff accademico dell'Università di Palermo, il premio “Best Pitch”. Il team composto da ricercatori universitari offre una tecnologia per isolare i composti biofunzionali vegetali con proprietà salutistiche. Navhetec, utilizzando le vescicole del limone, da sole o in combinazione, mira ad offrire prodotti naturali da utilizzare in diverse applicazioni: composti antinfiammatori, cosmetici, alimenti e bevande.
Il premio “Best Player” è andato a Ohoskin, una start up innovativa che nel 2019 ha brevettato un materiale alternativo alla pelle, ottenuto dai sottoprodotti di arance e cactus. Per realizzarlo usa un processo di economia circolare che, grazie a una filiera trasparente e certificata, trasforma lo scarto in un nuovo materiale di lusso per le industrie dell'automobile, della moda e dell'arredamento.
A Kemonia River, una start up palermitana, la giuria ha conferito il premio “Best Design”. Gli ideatori hanno prodotto e commercializzato Odla, una tastiera di scrittura digitale della musica accessibile anche ai non vedenti che potranno, per la prima volta, scrivere e leggere la musica in autonomia e senza bisogno di Braille o altri dispositivi.
Infine, il premio speciale “Best Vision” è stato conferito a Kymia, una start up tutta al femminile che ha brevettato Pistactive-f, il primo principio attivo estratto dal mallo del pistacchio di Bronte dal più alto potere antiossidante del mercato. Nasce così una crema viso antirughe ecosostenibile dagli scarti dell'oro verde siciliano. Il principio attivo presto sarà fruibile per il mercato nutraceutico, farmaceutico ed alimentare, grazie alle ricerche in collaborazione con l'Università degli studi di Catania che ne ha scoperto ulteriori proprietà.

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