La classifica di Legambiente

Ecosistema urbano, la città più green resta Trento e risale Cosenza

Anche Reggio Emilia e Mantova sul podio. Palermo e Catania in coda: città del Sud in sette degli ultimi dieci posti. Crolla il trasporto pubblico (-48% passeggeri), ma non migliora di molto la qualità dell’aria

di Giacomo Bagnasco

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3' di lettura

Un anno a dir poco travagliato, messo sotto la lente da Legambiente con il apporto Ecosistema urbano. I dati della 28ª edizione dell’indagine si riferiscono in gran parte al 2020, quando il Covid batteva più forte e la versione più severa del lockdown costringeva le persone a stare in casa, con un traffico di auto molto ridimensionato. Un periodo cui è seguita l’onda lunga del telelavoro. Da qui i “pronostici” sui risultati che sarebbero scaturiti nel campo ambientale. Ipotesi a volte azzeccate e a volte no.

Ecosistema urbano 2021, tutti i dati

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Effetto Covid «limitato»

Nelle città capoluogo di provincia è arrivato il crollo del trasporto pubblico locale (con un 48% medio in meno di passeggeri), mentre la qualità dell’aria non è migliorata in modo particolarmente significativo. Continua, in realtà, e si intensifica un poco, un trend in diminuzione per i valori di polveri sottili, biossido di azoto e ozono, ma senza che ci sia stata una vera punta al ribasso. D’altronde (si veda in proposito «Il Sole 24 Ore» dello scorso 17 ottobre) risulta che nell’area padana , quella con la situazione peggiore sul fronte dell’aria, più che dalle auto l’inquinamento sia determinato da fattori come il trasporto delle merci, l’agricoltura e gli allevamenti, il riscaldamento a legna o pellet con camini e stufe.

LE PRIME E LE ULTIME 10
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Per il resto, complessivamente la situazione dei centri urbani non muta rispetto alle annate precedenti. Tra gli aspetti positivi ci sono l’ulteriore incremento della raccolta differenziata (passata in media al 59,3 per cento, oltre un punto in più dell’anno prima, ma comunque abbastanza lontana dalla soglia del 65% a suo tempo fissata per il 2012) e la maggiore disponibilità di piste ciclabili: da 8,65 a 9,47 “metri equivalenti” ogni 100 abitanti.

Una delle criticità più evidenti è costituita invece dai buchi nella rete idrica, con il 36% dell’acqua potabile che va disperso.

LE 18 PAGELLE
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Trento in cima al podio

La classifica generale, determinata dall’insieme di 18 indicatori, non mette in mostra grandi variazioni al vertice. Tanto per cominciare, Trento si riconferma prima (raggiungendo un valore di quasi 85 punti rispetto ai 100 che verrebbero attributi a un centro urbano ideale). Il podio vede al secondo posto Reggio Emilia, salita dalla quinta posizione e sempre in testa in relazione alle strutture per chi si muove in bicicletta. Mantova scende dal secondo al terzo gradino.

Come 12 mesi prima - in una top ten monopolizzata da città medie e piccole del Nord - la sola eccezione è Cosenza. Il centro calabrese non è nuovo alle zone nobili della graduatoria (quinto nel 2018, era ottavo l’anno scorso) ma stavolta è addirittura quarto. Grazie a prestazioni più che accettabili in quasi tutti gli indicatori e ad alcuni acuti, come il primo posto per basso numero di incidenti e - in coabitazione con altre realtà - per il 100% di acque depurate, il quarto per le isole pedonali, il quinto per la diffusione del solare termico e fotovoltaico su edifici pubblici e il nono per la “ciclabilità”.

Rispetto all’edizione scorsa, sono due gli avvicendamenti nelle prime dieci. Treviso termina nona e Ferrara è decima, mantenendo sempre il comando per quanto riguarda la raccolta differenziata: il Comune emiliano migliora ancora la sua performance portando dall’86,2 all’87,6 per cento la quota di rifiuti separati.

La questione meridionale

In fondo alla lista, si rileva il quartultimo posto di Alessandria (con due rappresentanti del Centro, Massa e Latina, rispettivamente 98ª e 100ª) ma sette degli ultimi dieci capoluoghi appartengono al Sud. Di questi ben cinque sono siciliani: si va da Siracusa 96ª a Palermo 105ª e ultima. Male pure Isernia (99ª) e Brindisi (103ª, anche a causa delle poche risposte fornite).

Il Meridione, insomma, lamenta sempre un divario complessivo netto, nonostante alcuni piazzamenti nella prima metà della classifica - di Cagliari, Teramo, Oristano, Vibo Valentia, Agrigento ed Enna, oltre a Cosenza - e una serie di citazioni sul fronte delle buone pratiche: in evidenza tra le altre Bari, Cagliari, Lecce, Napoli e Teramo.

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