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Edf crolla a Parigi tra stop a reattori e misure contro caro bollette

Ritirati target sul rapporto tra indebitamento finanziario netto e margine operativo

di Paolo Paronetto

(AFP)

1' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Venerdì nero per Edf alla Borsa di Parig. Il gruppo dell'energia è al centro dell'attenzione dopo che il governo francese le ha chiesto di aumentare del 20% il volume dell'elettricità di origine nucleare venduta a prezzo ridotto ai concorrenti nel corso dell'anno per limitare il rincaro delle bollette pagate dai consumatori finali.

La quota a prezzo calmierato salirà così a 120 terawattora dai precedenti 100, con un impatto sul margine operativo lordo di circa 8,4 miliardi ai prezzi di dicembre 2021 e di 7,7 miliardi ai prezzi di gennaio. In seguito all'annuncio, Edf ha anche ritirato il proprio target sul rapporto tra i ndebitamento finanziario netto ed Ebitda. L'impatto negativo sui conti del gruppo appare tuttavia inferiore a quanto stimato da alcuni analisti: «I numeri sembrano brutti ma in realtà la decisione è migliore di quanto avessimo previsto», commentano da Ubs. Gli analisti calcolano infatti che le decisioni del governo avranno un impatto negativo di 0,3 euro per azione contro gli 1,3 stimati in precedenza «quindi c'è una differenza positiva di un euro per azione». La vera brutta notizia, sottolineano gli esperti, è invece il taglio della produzione nucleare per il 2022 di 30 terawattora a 300-330 a causa dello stop di cinque reattori, che secondo Ubs avrà un effetto negativo misurabile in 2,2 euro per azione. A oggi 10 dei 56 reattori francesi di Edf sono fermi per manutenzione o altri problemi, pari al 20% della capacità produttiva transalpina.

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