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Edf, Parigi prepara l’assegno: fino a 10 miliardi per il 100%

Il titolo del gruppo energetico francese è stato sospeso in Borsa in attesa di dettagli sull’operazione di nazionalizzazione

di Monica D'Ascenzo

 Edf pronta a tornare completamente di proprietà statale

2' di lettura

La crisi energetica europea e le misure messe a punto dal governo francese per tutelare i consumatori dal rialzo dei costi dell’energia hanno pesato negli ultimi mesi su Edf. Tanto da far decidere l’esecutivo di procedere alla completa nazionalizzazione della società, che già è in mano allo stato per l’84% del capitale. L’annuncio della prima ministra ha fatto scattare ieri la sospensione in Borsa delle azioni Edf, chiesta dalla stessa società fino a comunicazione ufficiale dei dettagli dell’operazione. Il titolo , però, oggi è tornato alle contrattazioni e continua a macinare progressi.

Naturalmente il mercato sta già facendo i conti su quanto costerà l’acquisizione e quanto sarà riconosciuto agli azionisti per ogni azione. Alcune fonti riportate dalle agenzie di stampa internazionali parlano di un ammontare che potrebbe arrivare a 10 miliardi per il 16% non in mano allo Stato francese (1% dipendenti, 15% mercato), compreso anche l’acquisto di obbligazioni convertibili e il premio riconosciuto ai soci. Il prezzo per azione dovrebbe, quindi, aggirarsi attorno ai 13 euro (contro i 10,22 alla chiusura di martedì), con un premio del 30% rispetto agli attuali prezzi di mercato, secondo i calcoli fatti da Reuters.

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Il prezzo, comunque, sarebbe di molto inferiore a quello di quotazione nel 2005 di 33 euro per azione. «Un premio del 30% non sembra irragionevole date le fluttuazioni di mercato del prezzo delle azioni - stiamo ancora parlando di una perdita dal 50% al 60% per gli azionisti» ha sottolineato Antoine Fraysse-Soulier, responsabile dell’analisi di mercato di eToro a Parigi. Anche gli analisti di JP Morgan sono sulla stessa lunghezza d’onda e in un report scrivono: «Il governo potrebbe offrire un premio sufficiente per evitare contestazioni legali e conseguenti ritardi nell’offerta». Appare probabile che l’esecutivo francese voglia procedere al più presto, per evitare anche che il titolo possa salire ulteriormente in Borsa, considerato che dopo l’annuncio ha già guadagnato il 30 per cento.

Sul fronte industriale Edf sta vivendo un momento di difficoltà, dovuto agli sforamenti di budget per la costruzione di nuovi impianti in Francia e Gran Bretagna e per l’usura di alcuni reattori. Il gruppo, che in Italia controlla Edison, ha già comunicato che la produzione di energia dei suoi reattori nucleari francesi è diminuita del 27,1% a giugno rispetto all’anno precedente, anche perché su un totale di 56 la metà sarebbe al momento fuori uso per manutenzione o per corrosione dell’impianto. L’impatto sugli utili viene stimato attorno ai 18,5 miliardi di euro a cui si aggiungono altri 10,2 miliardi di euro di perdite dovute al tetto imposto per il prezzo dell’energia dal governo.

Da quanto dichiarato dalla prima ministra Elisabeth Borne «Questa evoluzione consentirà a Edf di rafforzare la sua capacità di portare avanti al più presto possibile progetti ambiziosi e indispensabili per il nostro futuro energetico». I tempi quindi sono stretti, anche se sembra che maggiori dettagli sull’operazione potrebbero non arrivare prima del 19 luglio.

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