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Edifici green: decide il Governo, no ai diktat dell’Europa

La posizione del ministro dell’Ambiente Gilbero Pichetto Fratin sul tema della normativa europea sulla sostenibilità ambientale del patrimonio immobiliare

di Gilberto Pichetto Fratin*

(onephoto - stock.adobe.com)

3' di lettura

Caro Direttore,

in merito al dibattito che si è sviluppato intorno al tema sulla proposta della direttiva Ue riguardante la prestazione energetica degli edifici, ci tengo a precisare che sarà il Governo italiano e nessun altro a decidere tempi e modi per rendere sostenibile il patrimonio immobiliare del nostro Paese. Su questo tema il governo non ha accettato alcun testo penalizzante per l’Italia. Al contrario, il nostro Paese ha vinto una battaglia a Bruxelles, facendo passare una soluzione di mediazione sugli standard minimi di prestazione che alcuni Paesi volevano più stringenti. L’alternativa sarebbe stata rimanere sull’Aventino e subire decisioni altrui che ci avrebbero solo danneggiato.

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Ciò che questo governo ha accettato, a valle di una vittoria diplomatica, è stato infatti solo «l’orientamento generale della direttiva», che punta a ottenere un parco immobiliare decarbonizzato e ad alta efficienza energetica entro il 2050. Sarà poi il nostro piano nazionale di ristrutturazione a prevedere una tabella di marcia con obiettivi stabiliti a livello nazionale in vista dell’obiettivo della neutralità climatica nel 2050 che l’Italia ha siglato e che il Presidente Meloni ha ribadito in più occasioni.

Va ricordato che lo strumento della Direttiva, rispetto a quello del Regolamento, stabilisce un obiettivo comune da conseguire per i Paesi europei, che rimangono però liberi di definire la traiettoria nazionale con cui conseguirlo. A tal proposito va chiarito che:

- nessun obbligo di ristrutturazione degli edifici esistenti è previsto al 2030, anno dal quale solo gli edifici residenziali di nuova costruzione dovranno essere ad emissioni zero. Per gli edifici residenziali esistenti, l’orizzonte è il 2050;

- non sono previsti obblighi per i proprietari: la realizzazione degli obiettivi di ristrutturazione è in capo agli Stati Membri;

- la proposta non prevede alcuna limitazione della possibilità di vendere o affittare gli edifici non riqualificati;

- gli Stati membri potranno stabilire criteri per esentare alcune categorie di edifici come gli immobili di valore architettonico o storico di cui l’Italia è il Paese più ricco al mondo; gli edifici di proprietà delle Forze armate o del Governo centrale e destinati a scopi di difesa nazionale; edifici adibiti a luoghi di culto e allo svolgimento di attività religiose.

Stiamo parlando quindi di una misura con ampi margini di elasticità, che declina un impegno già assunto dal nostro Paese, la neutralità carbonica al 2050, e che tiene conto - invece di ignorarla come s’è detto e scritto - della peculiarità del nostro Paese, indicando per gli edifici esistenti un percorso da qui ai prossimi 27 anni i cui step saranno decisi a Roma e non a Bruxelles.

Inoltre, il percorso legislativo della direttiva è ancora lungo. La Commissione Industria e Energia del Parlamento avvierà la trattazione del provvedimento il 9 febbraio, in vista di una adozione da parte della Plenaria di metà marzo. Il voto parlamentare peraltro costituisce solo un tassello dell’iter legislativo, accanto a quello del Consiglio, che è l’altro co-legislatore. Una volta che entrambe le Istituzioni avranno adottato le proprie posizioni negoziali, potranno cominciare i “triloghi”, ovvero i negoziati tra Presidenza svedese del Consiglio, Parlamento e Commissione per trovare un accordo politico su un testo finale, che rappresenterà un nuovo compromesso tra le diverse posizioni.

Realisticamente i negoziati inter-istituzionali potrebbero protrarsi per tutto il 2023 e l’Italia ha le idee ben chiare sulle nostre esigenze e su come farle valere in sede europea. Il Governo ha il dovere di tutelare gli interessi del Paese e il valore del nostro patrimonio immobiliare di oggi e di domani. Non possiamo inoltre perdere l’occasione di rafforzare con le nostre imprese quel ruolo di leadership nel campo delle ristrutturazioni e adeguamenti ambientali degli immobili che nasce dalle caratteristiche delle nostre città e dei nostri centri storici.

Nel mercato immobiliare globale siamo un’eccellenza e dovremo continuare ad esserlo, operando con gradualità, intelligenza, cura della bellezza e quel talento italiano che nessuna direttiva potrà mai mettere in discussione.

*Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica

Riproduzione riservata ©

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