ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùProtesta di Cgil e Uil

Edilizia in piazza contro superbonus e codice appalti, cortei in cinque città

A Torino, Roma, Napoli, Palermo e Cagliari la manifestazione ‘Fai la cosa buona', la manifestazione promossa da Fillea Cgil e Feneal Uil contro i provvedimenti sulla cessione dei crediti e sugli appalti

Cgil e Uil in piazza per superbonus e codice degli appalti

3' di lettura

Gli edili scendono in piazza contro il nuovo superbonus e il nuovo codice degli appalti voluti dal Governo Meloni. Cinque le città - Torino, Roma, Napoli, Palermo e Cagliari - hanno ospitato il primo aprile «Fai la cosa buona», la manifestazione promossa da Fillea Cgil e Feneal Uil per chiedere che Governo «non faccia morire» il settore delle costruzioni con la cancellazione del bonus del 110%, senza valide alternative per favorire la crescita e gli investimenti. Il segretario generale della Feneal Uil Vito Panzarella ha fatto tappa a Torino mentre Alessandro Genovesi, segretario Generale Fillea Cgil è andato a Roma insieme ai leader Cgil e Uil, Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, replica di essere «orgoglioso» del testo.

Bombardieri: codice appalti mette a rischio sicurezza

Il nuovo codice degli appalti «mette in discussione l'applicazione dei contratti e la sicurezza sul lavoro con il subappalto a cascata», ha detto il leader della Uil Pierpaolo Bombardieri, alla manifestazione degli edili. «Questa norma, con la chiusura sostanziale dell'ispettorato del lavoro e l'affidamento della certificazione di sicurezza ai consulenti del lavoro, da' l'idea di come questo governo intenda affrontare il tema della sicurezza», ha spiegato, ricordando che ci sono 1000 morti nel settore. «Al primo incontro, il presidente del Consiglio ci ha detto che la sicurezza per lei è fondamentale».

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Landini: su appalti logica folle, non si aiuta la trasparenza

«Credo che sia necessario non perdere un'occasione irrepetibile per il nostro Paese» ha detto in un’intervista su Rai Radio1 sui ritardi sul Pnrr il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, sottolineando l'importanza del coinvolgimento delle parti sociali. Ma «introdurre la regola che non ci sono più gare fino ad appalti di 5 milioni 800mila euro - ha aggiunto - è una cosa sbagliata e folle che non affronta il problema della trasparenza. Rischia di far nascere cartelli e blocchi economici non a favore della qualità».

Giudizio negativo sugli apparli anche della Efbww, Federazione Europea dei Sindacati delle Costruzioni, che in una lettera inviata dal suo segretario generale, Tom Deleu, condanna «le recenti decisioni del governo italiano riguardanti l'eliminazione del limite del subappalto e la riduzione degli investimenti in bonus per le ristrutturazioni. Si tratta di un preoccupante passo indietro sulla strada verso un mercato del lavoro più equo, più sicuro e con posti di lavoro diretti», scrive.

In piazza anche le associazioni

Dello stesso avviso Legambiente, Libera ed Avviso Pubblico, scese in piazza con Cgil e Uil. «Governo e Parlamento - hanno sottolineato - hanno ancora la possibilità di accogliere le principali correzioni proposte, a cominciare da quelle sulle soglie di affidamento diretto, troppo alte, sul dibattito pubblico e sulle clausole sociali, previste per garantire lavoro ai giovani e alle donne. Non può essere la legalità, già seriamente minacciata nel nostro Paese a pagare il prezzo di una stagione decisiva di investimenti nelle opere pubbliche». Con i sindacati protestano anche tante associazioni, come accennato: dagli inquilini del Sunia e Uniat ai consumatori Federconsumatori e Adoc, dalla terza età Ada e Auser, Arci, Forum diseguaglianze e diversità, Ambiente e Lavoro alle associazioni ambientaliste, Kyoto Club, Nuove Ri-generazioni, numerose associazioni degli studenti universitari. Solidarietà e tantissime adesioni anche da parte delle altre categorie dei due sindacati, tra cui quelle del commercio e servizi, dell'agroindustria, del lavoro pubblico.

Salvini, orgoglioso di codice, bene sindacati che preferiscono confronto

Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha difeso il testo, ma mostrato qualche segno di apertura verso i sindacati che «preferiscono il confronto» alla conflittualità con l’esecutivo. «Orgoglioso del Nuovo Codice degli Appalti che garantirà più lavoro per tutti, operai e imprenditori, più sicurezza e meno burocrazia: per fortuna ci sono sindacati che preferiscono il confronto allo scontro, il futuro al passato. Chi attacca il Nuovo Codice, atteso da anni, parlando addirittura di mafia o di più morti sul lavoro, o è in malafede o è ignorante. Si tratta dei soliti professionisti del No a tutto».

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