La fotografia di Legambiente

Edilizia scolastica, metà degli edifici in Italia senza certificato di agibilità

L’XXI rapporto di Ecosistema Scuola: restano troppo pochi al Sud i servizi legati al servizio mensa, al trasporto scolastico e al tempo pieno, quest'ultimo attivo solo nel 16% delle scuole

di Andrea Carli

Scuola, Bianchi: pronti bandi per 5 miliardi entro novembre

4' di lettura

Un patrimonio edilizio scolastico vetusto e poco sostenibile, con la metà degli edifici privo del certificato di agibilità. Una scuola che in Italia scorre su un doppio binario, su un percorso che in un caso è in salita, nell’altro in discesa. Due le velocità: più lenta al Sud, più sostenuta al Nord. Resta dunque considerevole il divario tra le scuole del Centro Nord e quelle del Sud e delle Isole sul fronte dell'edilizia scolastica e dei servizi. È la scuola raccontata dal XXI rapporto di Ecosistema Scuola (dati 2020), l'indagine di Legambiente sulla qualità dell'edilizia scolastica e dei servizi, che fa il punto sullo stato di salute di 7.037 edifici scolastici di 98 capoluoghi di provincia, frequentati da oltre 1,4 milioni di studenti.

Un’indagine per fare il punto a pochi giorni dall'annuncio del ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi sulla ripartizione dei fondi del Pnrr previsti per questo settore (17 miliardi di euro, di cui 5 miliardi in arrivo entro novembre). Insomma, troppe ancora le emergenze strutturali da affrontare e le disuguaglianze da colmare, complice anche la pandemia che ha aumentato le disparità, la dispersione scolastica e il disagio sociale.

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Il gap sugli interventi urgenti

Nel 2020 i comuni del Centro-Nord in media dichiarano di avere necessità di interventi urgenti in poco più del 36% di scuole, contro quelli del Sud e delle Isole che li richiedono per quasi il 56% degli edifici, che per di più sono in area sismica 1 e 2 nel 74% dei casi, ben trenta punti percentuali sopra la media nazionale (44%).

Il divario sul piano dei servizi

Il divario tra “le due Italie” emerge anche sul fronte dei principali servizi, predominanti al Centro-Nord rispetto al Sud-Isole. Qualche dato può dare l’idea. Classi a tempo pieno: 43% nelle scuole del Centro-Nord contro il 16% del Sud-Isole. Servizio mensa: 65,5% contro 47,9%. Servizio scuolabus: nel 29% degli istituti rispetto al 13,6%. Ancora troppo basse le pratiche che consentono i percorsi casa-scuola in autonomia e sicurezza: il servizio di pedibus è presente nella Penisola nel 5% delle scuole, in gran parte concentrato nelle regioni settentrionali, così come il servizio di bicibus presente esclusivamente nello 0,2% delle scuole del Nord. Per quanto riguarda gli edifici presenti in strade scolastiche, il 10,8 % si concentra al Nord, il 5,3% al Centro contro il 4,1% del Sud e lo 0,0% delle isole; altro dato riguarda gli edifici posti in Zone 30, il 16,4% si trova al Nord, il 9,3% al Centro mentre il 20% si concentra al Sud e lo 0,0% nelle isole.

Strutture vetuste e poco sostenibili

È un patrimonio edilizio scolastico vetusto e poco sostenibile. Nella Penisola un edificio su due non dispone ancora del certificato di collaudo statico (46,8%), di agibilità (49,9%), prevenzione incendi (43,9%). Sale al 41% la percentuale degli edifici che necessitano di manutenzione urgente contro il 29,2% del 2019. Pochissimi i nuovi edifici costruiti con criteri di bioedilizia, sono lo 0,9%. Appena 387 quelli classificati in classe energetica A.

Nel 2020 realizzate 788 nuove aule

Dall’indagine emergono anche elementi positivi. A cominciare dall'impegno delle scuole nel 2020 (il 21% di esse) per realizzare nuove aule (788) e recuperane altre (411) da spazi inutilizzati. Bene anche il potenziamento della rete internet per la Dad realizzata mediamente dal 61% dei comuni nelle scuole e il completo cablaggio della rete in più della metà degli edifici. Cresce anche l'attenzione per il trasporto con quasi il 68% delle amministrazioni che nel 2020 dichiara di aver adottato misure specifiche per l'organizzazione del servizio scolastico, di aver incrementato per più del 35% delle scuole i mezzi di trasporto pubblico (per un 28% utilizzando aziende private) e di aver ampliato nel 30,4% le fasce orarie per il trasporto. Sul fronte mense, aumentano del 20% quelle che utilizzano stoviglie monouso probabilmente per effetto del Covid, passando dal 56,3 del 2019 al 72,5% nel 2020.

Il 40% degli edifici scolastici non ha il servizio mensa

Il servizio mensa, secondo i dati del report, anche per carenze infrastrutturali, è assente mediamente in circa il 40% degli edifici scolastici della Penisola, circa il 64% nelle isole. Nota positiva è che dove sono presenti, in più del'85% delle mense vengono serviti prodotti biologici, quasi il 100% servono prodotti di stagione e circa l'81% privilegiano i prodotti a km 0. Quasi il 98% dei Comuni prevede menù alternativi per motivi culturali e religiosi.

Legambiente: priorità a messa in sicurezza degli edifici in area sismica 1 e 2

Legambiente chiede di investire i 17 miliardi di euro del Piano nazionale di ripresa e resilienza dove c'è più bisogno per fragilità strutturale e sociale. Propone di partire con la messa in sicurezza degli edifici in area sismica 1 e 2 e con l'efficientamento energetico, si garantiscano servizi scolastici dove carenti o assenti. «Ora più che mai, con le ingenti risorse del Pnrr previste anche per le scuole, l'asticella della sfida in termini di messa in sicurezza, riqualificazione e sostenibilità ambientale si fa sempre più alta», sottolinea Claudia Cappelletti, responsabile nazionale scuola Legambiente - è al centro della transizione ecologica nella doppia e interconnessa veste di principale leva educativa e culturale del Paese che deve interpretare le sfide di cambiamento alle quali educare le nuove generazioni e nello stesso tempo beneficiaria di risorse e opportunità, per essere messa nelle condizioni di essere capace di assolvere a questo ruolo. La qualità diffusa dell'edilizia scolastica e l'accesso per tutti e in tutti i territori ai servizi connessi alla scuola, è una parte dirimente del ripristino di queste condizioni. Investire fortemente nella sostenibilità ambientale, riteniamo, possa tenere assieme queste due velocità della transizione ecologica».

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