energia elettrica

Edison lancia in Campania una nuova centrale

L’impianto di grande taglia e ad altissima efficienza servirà a sostenere la transizione energetica verso le fonti rinnovabili

di Jacopo Giliberto


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2' di lettura

Con una spesa di 370 milioni di euro l’ Edison costruirà una grande centrale elettrica a metano in Campania. L’impianto sarà di altissima efficienza (il rendimento del 63% è tecnicamente sfidante), sarà costruito a Presenzano (Caserta), avrà la potenza di 760 megawatt e sarà mirato alla cosiddetta transizione energetica e a sostenere la variabilità delle fonti rinnovabili. I tecnici lo chiamano capacity market , cioè il mercato della potenza rappresentato da quelle centrali tenute pronte ad accendersi in un battibaleno nel momento in cui una nuvola passa davanti ai pannelli fotovoltaici, accecandoli, o il vento smette di far girare i ventilatori eolici. La centrale di Presenzano, come quella simile in rampa di lancio a Marghera, sono mirate alla transizione energetica più che a un puro mercato della potenza.

Gli aspetti tecnici
Qualche dettaglio annunciato dalla società energetica di Foro Buonaparte. L’avvio della costruzione è previsto all’inizio del 2020.
Nella centrale termoelettrica di Presenzano — vicina a Venafro e a un passo dal confine con il Molise — verrà istallata la turbina a gas ad alta

efficienza GT36, classe H, sviluppata dall’Ansaldo Energia.
La turbina avrà la potenza di circa 505 megawatt; i fumi roventi andranno a un generatore di vapore e il vapore farà girare una seconda turbina della potenza di circa 255 megawatt.
La durata dei lavori per la messa in esercizio della centrale sarà di 30 mesi, con circa 500 persone impegnate nella costruzione.
Le tecnologie adottate permetteranno di raggiungere elevate prestazioni ambientali con emissioni ridotte. Per esempio l’anidride carbonica è circa il 40% in meno e gli ossidi di azoto del 60% in meno rispetto alle centrali simili. L’efficienza consentirà di ottenere i chilowattora bruciando meno combustibile e liberando in aria meno emissioni.

Nicola Monti, amministratore delegato dell’Edison

Il mercato della potenza
«Oggi il sistema elettrico è di fronte a una sfida. Dobbiamo favorire un aumento della generazione elettrica da fonti rinnovabili che sono per loro natura intermittenti e contemporaneamente garantire sicurezza e flessibilità al sistema elettrico nazionale e competitività alle imprese del nostro Paese», commenta Nicola Monti, amministratore delegato dell’Edison.

Per questo motivo sta nascendo il mercato della potenza, o capacity market. Attraverso le bollette elettriche i consumatori pagheranno con una tariffa a parte le centrali che moduleranno di continuo la loro produzione per riequilibrare l’incostanza delle principali fonti rinnovabili d’energia, cioè vento e sole, centrali che funzioneranno in una variazione continua come quella del piede sull’acceleratore di un’automobile.
In questo caso però la centrale futura di Presenzano e quella “sorella” di Marghera si prestano a favorire le fonti rinnovabili soprattutto attraverso una produzione di base ad alta efficienza, come indica anche il piano nazionale energia e clima.

Uno schema tecnico della turbina Ansaldo Energia

Un cenno sull’Edison
L’Edison (del gruppo francese EdF) è̀tra le più antiche aziende elettriche del mondo e fra i principali operatori di energia in Italia ed Europa con attività̀ nell’approvvigionamento, produzione e vendita di energia elettrica e gas naturale e nei servizi energetici e ambientali. Ha 5mila dipendenti, 14 centrali termoelettriche a ciclo combinato, 92 centrali idroelettriche (di cui 54 mini-idroelettriche), 46 campi eolici e 64 impianti fotovoltaici, per una potenza complessiva di 6.500 megawatt.

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