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Editori in pressing per l’attuazione della direttiva Ue Copyright

Gli editori chiedono di repecdire al più presto la direttiva europea sul copyright e diritto connesso

di Andrea Biondi

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(AdobeStock)

Gli editori chiedono di repecdire al più presto la direttiva europea sul copyright e diritto connesso


2' di lettura

Per gli editori nell’attuazione in Italia della direttiva Ue copyright c’è «una misura di rilevanza strategica per il nostro settore e che interviene, dopo anni di confronti anche accesi, a sanare l'enorme squilibrio – rilevato dall'Agcom sin dal 2014 nel Rapporto sui servizi di Internet e la pubblicità online – tra il valore che la produzione di contenuti editoriali genera per il sistema di Internet e i ricavi percepiti dai produttori degli stessi».

Fabrizio Carotti, direttore della Fieg, si è espresso così nell'ambito dell'audizione presso la commissione Politiche Ue del Senato sul Ddl di delegazione europea che è stata l’occasione per gli editori per rimettere l’accento su «uno squilibrio che provoca danni incalcolabili al finanziamento dell'intero sistema dell'informazione e rischia di comprometterne il funzionamento».

Da qui le richieste: immediato recepimento della direttiva Copyright e del diritto connesso e negoziazione obbligatoria con gli Ott per la remunerazione dell'utilizzo degli articoli. «Con una corretta e rapida trasposizione nel nostro ordinamento dell'articolo 15 della direttiva Copyright – ha rilevato Carotti – si raggiunge l'obiettivo di tutelare efficacemente il diritto d'autore anche nell'ecosistema digitale, senza pregiudicare la libera espressione degli utenti della rete, e al tempo stesso si riesce a garantire un riequilibrio nella distribuzione del valore prodotto».

Due gli interventi indicati per rendere più efficace la delega. La prima è la negoziazione obbligatoria tra le parti. E in caso di mancato accordo in un termine prestabilito intervento diretto dell'Autorità di settore che definisca le condizioni, anche economiche, della utilizzazione dei contenuti da parte delle piattaforme digitali.

L’altro punto sta nella definizione di “brevi estratti” tale da non vanificare la direttiva. Tutti punti da considerare attentamente e con velocità, soprattutto dopo l’esperienza del battistrada Francia, primo paese UE ad avviare l'iter di implementazione della Direttiva Copyright, partendo dal recepimento del solo articolo 15, con una legge – approvata nel luglio 2019 e in vigore dal 24 ottobre 2019 – che ha introdotto nell'ordinamento francese il diritto connesso per gli editori di giornali.

Proprio in Francia, a seguito di un reclamo formale all’Autorità garante della concorrenza per segnalare il presunto abuso di posizione dominante da parte di Google e Facebook, le associazioni degli editori francesi si sono viste riconoscere, poche settimane fa, la fondatezza delle loro richieste.

Con decisione del 9 aprile 2020, l'Autorità per la concorrenza francese ha stabilito l'obbligo per gli aggregatori e i motori di ricerca di condurre entro tre mesi dalla richiesta formale degli editori (su base individuale o per il tramite delle associazioni di categoria o enti delegati) i negoziati per il riconoscimento del diritto connesso introdotto dall'articolo 15 della Direttiva Copyright.

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