AnalisiL'analisi si basa sulla cronaca che sfrutta l'esperienza e la competenza specifica dell'autore per spiegare i fatti, a volte interpretando e traendo conclusioni al servizio dei lettori. Può includere previsioni di possibili evoluzioni di eventi sulla base dell'esperienza.Scopri di piùtrattativa De Benedetti-Agnelli

Editoria in fibrillazione sui listini per il riassetto L'Espresso-Repubblica

La proposta della Exor di John Elkann per raggiungere il controllo del gruppo editoriale romano sarà esaminata dal consiglio di amministrazione di Cir, la holding che è azionista di maggioranza relativa

di Andrea Fontana

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2' di lettura

Salgono in Borsa le holding protagoniste del riassetto del Gruppo Gedi Gruppo Editoriale L'Espresso, ma guadagnano tutti i principali titoli dell'editoria italiana aspettando l'esito del cda della holding della famiglia De Benedetti sull'operazione: venerdì sera Cir Ord, in una nota, ha confermato le indiscrezioni annunciando le trattative in corso con Exor interessata a rilevare la quota di controllo del gruppo editoriale Gedi. Oggi è in programma il consiglio di amministrazione di Gedi per l’esame della possibile operazione.

Denaro anche sugli altri editoriali
Mentre le azioni della società target sono sospese dalle contrattazioni, le Cir (società che detiene il 44% circa del capitale di Gedi) guadagnano il il 5% circa, e toccano i massimi dalla primavera scorsa, e le Exor, che già detiene circa il 6% dell'editoriale che pubblica La Repubblica, L'Espresso, La Stampa e Il Secolo XIX, sono tra le migliori del Ftse Mib.
Tra gli altri titoli dell'editoria, Rcs Mediagroup segna +4,5%, Mondadori oltre l'1%, Il Sole 24 Ore il 2,9%, Class Editori il 5,2%, Cairo Communication l'1,8%.

Gedi vale oltre 140 milioni in Borsa
Gedi capitalizza ai prezzi di venerdì 144,47 milioni di euro e di conseguenza il pacchetto Cir ai valori attuali vale circa 63 milioni di euro. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore nel week end, il riassetto sul tavolo del cda di Cir passerà dal lancio di una offerta pubblica sul mercato da parte di Exor finalizzata a ritirare il titolo da Piazza Affari mentre, sotto il profilo industriale, non ci sarebbe un progetto di scorporo delle diverse attività in capo a Gedi.

Il gruppo da mesi nel mirino di più compratori
I destini del gruppo Gedi sono tornati nelle ultime settimane sotto i riflettori con lo scontro in famiglia tra Carlo de Benedetti e i suoi figli e con la proposta formulata dalla società dell'Ingegnere, Romed, di rilevare il 29,9% da Cir per 0,25 euro per azione. Nei mesi scorsi invece erano circolati rumors su progetti di ingresso in Gedi da parte del manager Flavio Cattaneo affiancato dal fondo Peninsula, per un valore di 37 centesimi per azione, ma l'ipotesi non si è mai concretizzata. In Borsa il prezzo di chiusura di venerdì di Gedi è di 0,284 euro.

Analisti fanno i conti su effetti per Cir e Exor
Secondo Equita Sim, la cessione della sua quota in Gedi a un prezzo ipotetico di 35 centesimi per azione farebbe incassare 77 milioni al gruppo Cir portando la cassa a disposizione della holding sopra quota 300 milioni e aumentando l'interrogativo sui possibili utilizzi delle risorse. Per Exor, secondo Mediobanca Securities, l'operazione sarebbe positiva perché aumenterebbe la diversificazione nel comparto media (che conta anche la quota in The Economist) senza avere impatti significativi sull'indebitamento che comunque resta intorno al 10% degli attivi e si appresta a scendere nel caso vada a buon fine l'alleanza tra Fiat Chrysler e Peugeot che comporterebbe il pagamento di un dividendo straordinario ai soci del gruppo italo-americano.

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