i dati su lle vendite nel 2018

Editoria, dopo tre anni di crescita stop al fatturato. Aie: «Servono politiche di sostegno alla domanda»

di Andrea Biondi


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(Fotogramma)

4' di lettura

L’indice è puntato contro la crisi della Gdo che non ha tenuto il passo in termini di vendite; contro un generale rallentamento dei consumi, ma anche contro il ritardo di 6 mesi, da giugno a dicembre, nell'entrata in vigore di “app18” (il bonus di 500 euro da spendere in cultura destinato a tutti i neo 18enni) per i ragazzi nati nel 2000. Per il mercato del libro il 2018 si chiude quindi in flessione: 0,4% di fatturato, dopo il + 5,8% del 2017, nei canali trade (librerie, grande distribuzione organizzata- Gdo, store on line compresa la stima di Amazon, 203 milioni, a cura dell’Aie). Si parla di circa 1,442miliardi di euro a prezzo di copertina. Una flessione che arriva dopo un 2017 di boom, ma che arriva anche dopo tre anni consecutivi di crescita.

È questo in estrema sintesi il dato saliente contenuto nella consueta fotografia annuale del settore del libro che il presidente dell'Aie, Ricardo Franco Levi, darà domani a Venezia, nella giornata conclusiva del XXXVI Seminario di Perfezionamento della Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri. Si tratta di un appuntamento annuale in cui l’associazione degli editori traccia un bilancio dell'anno trascorso fotografando lo stato di salute del mercato del libro. E sicuramente si tratta di un appuntamento che quest'anno cade in un momento molto particolare, all’indomani della decisione di Aie e Fiera Milano di non procedere per il 2019 all'organizzazione di Tempo di Libri, la kermesse milanese che negli ultimi due anni ha fatto molto parlare di sé per il dualismo con il Salone di Torino.

A sua volta, proprio nel capoluogo piemontese si inizia a intravedere qualche barlume per l'organizzazione della 32esima edizione del Salone, con l'attribuzione del marchio a una nuova associazione, ma dopo un’asta e i 29 indagati dalla Procura per presunte malversazioni della Fondazione del Libro, i precedenti organizzatori.

L’appuntamento veneziano arriva anche a pochi giorni di distanza dall'incontro che il ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli, ha avuto a Milano con le componenti della filiera del mondo del libro. In quell'occasione, riferendosi al problema molto spesso tirato in ballo del dualismo fra fisico e digitale il ministro Bonisoli ha voluto dire che «il mercato editoriale italiano non deve essere visto a somma zero. Chi entra non porta via qualcosa a chi c'è già. La domanda da porsi è come far crescere questo mercato». E a tal fine, «se serviranno saranno attivati o rafforzati degli incentivi e sarà una delle variabili sulle scelte da prendere».

Certo ci sono alcune cose da tener presente quando si parla di libri. Ad esempio il fatto che il libro italiano si conferma la prima industria culturale del paese e la quarta editoria in Europa. «Il libro italiano è bello, forte e solido e tiene le proprie posizioni anche in un quadro di generale rallentamento dell’economia», commenta il presidente Aie Ricardo Franco Levi. Una considerazione fatta segnalando però «la necessità di un intervento di forti politiche di sostegno alla domanda e di promozione della lettura i cui più felici esempi sono stati la 18app, l'operazione a favore dei consumi culturali dei giovani, e #ioleggoperché, la più grande operazione di promozione della lettura, promossa da AIE, con oltre 650mila libri nelle scuole in soli tre anni e due milioni di alunni coinvolti nel solo ultimo anno scolastico».

Entrando nel merito dei dati, la libreria resta il canale di vendita privilegiato dai lettori e dai giovani, intercettando il 69% degli acquirenti 2018. Cresce il peso delle librerie online, che rappresentano il 24% degli acquisti di libri (1 libro su 4 oggi si compera così; era il 3,5% nel 2007). La grande distribuzione copre il 7% delle vendite (era il 17,5% nel 2007, l'8,7% nel 2017). Cresce (anche se più debolmente rispetto agli anni 2010-2016) il mercato ebook, che ha raggiunto quota 67milioni di euro, pari a circa il 5% del mercato trade di varia.

Legge nel 2018 il 65,4% degli italiani (popolazione 14-75anni). Sono 29,8milioni gli italiani che hanno letto almeno un libro nell'ultimo anno tra romanzi, saggi, gialli, fantasy, manuali e guide. I comportamenti di lettura si fanno sempre più articolati: legge solo libri di carta il 62% della popolazione, solo ebook e audiolibri l'8%, mentre per il restante 30% è indifferente il supporto di lettura. Con il 62% di lettori (di libri di carta) l'Italia continua, tuttavia, ad occupare le posizioni di coda nel ranking europeo: dietro ci sono solo Slovenia, Cipro, Grecia e Bulgaria.

I lettori forti sono poi il motore del mercato del libro. Chi legge più di un libro al mese (+ di 12 all'anno), i cosiddetti lettori forti, sono circa 5milioni: si stima che generino ben 54milioni di copie vendute. Se ad essi si sommano coloro che leggono 7-11 libri all'anno ne emerge che il 36% dei lettori generano il 68% delle copie vendute.

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