la bocciatura del cspi

Educazione civica, a scuola niente sperimentazione: al via solo dal 2020

Il nuovo ministro dell'Istruzione Lorenzo Fioramonti si adegua al "no" del Consiglio superiore ma annuncia un confronto con docenti e studenti per «fare quello che il precedente ministro non aveva fatto, cioè preparare in modo efficace le scuole nell'ottica dell'introduzione dell'Educazione civica»


Torna l’educazione civica a scuola e arriva lo stop alle note alle elementari

2' di lettura

Per l'anno scolastico ai nastri di partenza, porte ancora chiuse all'Educazione civica a scuola. All'unanimità, il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione ha espresso parere negativo alla sperimentazione dello studio obbligatorio dell'Educazione civica. Così, la legge che introduce l'insegnamento della "buona cittadinanza" entrerà in vigore, senza "anticipi", il prossimo anno scolastico.

Fioramonti: al lavoro per Educazione civica da gennaio 2020

Il nuovo ministro dell'Istruzione Lorenzo Fioramonti (M5S) si adegua al "no" del Cspi, ma annuncia un confronto con dirigenti, docenti e studenti. Per avviare « una seria programmazione a partire da gennaio 2020 (con tanto di fondi aggiuntivi in Legge di Bilancio)». E «per fare quello che il precedente ministro non aveva fatto, cioè preparare in modo efficace le scuole nell'ottica dell'introduzione dell'Educazione civica». L'ex ministro leghista della Scuola Marco Bussetti aveva predisposto una bozza di decreto ministeriale per consentire l'avvio dell'insegnamento (con almeno 33 ore annue e voto in pagella) già a partire da quest'anno, ma attendeva il parere del Cspi, obbligatorio ma non vincolante, prima di dare l'ultimo via libera..

Troppe «difficoltà tecniche di applicazione»
«Noi siamo favorevoli all'educazione civica a scuola - ha spiegato la vicepresidente Annamaria Santoro (Fp Cgil) commentando la decisione del Cspi- ma «non ci sono i tempi per mettere a punto questa nuova disciplina, la cui introduzione, ad anno scolastico iniziato, metterebbe in difficoltà le scuole: sono 33 ore di insegnamento ma le programmazioni sono già state fatte». «Il Cspi - si legge nel testo messo a punto dal Consiglio superiore - prende atto positivamente della approvazione quasi unanime da parte del Parlamento della norma che introduce l'insegnamento della educazione civica negli ordinamenti delle scuole di ogni ordine e grado. È evidente che si tratta di un provvedimento che risponde ad una esigenza molto sentita nella opinione pubblica, anche se la legge, nell'intento di seguire queste attese, presenta non poche difficoltà tecniche di applicazione».

Anticipo un danno al Piano di attività delle scuole
Approvata l'1 agosto 2019, la nuova legge sull'educazione civica entrerà dunque in vigore dal prossimo anno scolastico, l'1 settembre 2020, senza essere preceduta da alcuna sperimentazione. Idea che Santoro ha definito «un pò surreale» perché «le sperimentazioni sono volontarie, partono dal basso; questa sarebbe diventata una introduzione forzata per legge, una forzatura per anticipare i tempi di una legge che ne ha previsti altri». Nel documento Cspi si legge infatti che «questa sperimentazione, sia pure ad adesione volontaria, non è praticabile (in questo anno scolastico ndr) in quanto comporta una serie di adempimenti sul piano organizzativo e didattico di difficile attuazione e tale da compromettere la qualità ed il significato della sperimentazione stessa. Risulterebbe sicuramente sconvolto il curricolo e il piano di attività, già predisposto per l'anno scolastico 2019/20».

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