le ricadute sull’economia

Coronavirus: crolla domanda cinese di petrolio, Opec pronta al taglio. Lufthansa ferma voli per Cina fino al 29 febbraio

Effetto coronavirus sull’economia cinese, con l’attività manifatturiera che a gennaio cresce al ritmo più lento degli ultimi cinque mesi e la domanda di petrolio in netto calo

L’Italia pagherà lo 0,1% di PIL per il coronavirus

Effetto coronavirus sull’economia cinese, con l’attività manifatturiera che a gennaio cresce al ritmo più lento degli ultimi cinque mesi e la domanda di petrolio in netto calo


4' di lettura

Effetto coronavirus sull’economia cinese, con l’attività manifatturiera che a gennaio è cresciuta al ritmo più lento degli ultimi cinque mesi e la domanda di petrolio in netto calo, mentre l’allarme blocca la ripresa delle attività economiche in alcune province dopo il Capodanno.
Goldman Sachs prevede che iIl coronavirus rallenterà la crescita mondiale nel 2020, pesando fino a 0,3 punti percentuali. Con la revisione al ribasso, Goldman Sachs stima ora che la crescita mondiale si attesterà al 3,25% quest’anno, in leggero aumento rispetto al 3,1% del 2019.

La frenata della domanda di petrolio e il conseguente crollo delle quotazioni (con il Wti sceso intorno ai 50 dollari e il Brent a 54) starebbe spingendo l’Opec, secondo diverse fonti, a valutare un taglio immediato della produzione di greggio nell’ordine di 500mila barili al giorno. Martedì e mercoledì una riunione dell’Opec ne discuterà.

LA MAPPA DEL CONTAGIO NEL MONDO
Loading...

Non solo, ma secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg la Cina sta valutando se abbassare l’obiettivo di crescita per il 2020. Il governo potrebbe mettere in campo una serie di misure a sostegno dell'economia, tra cui un innalzamento del tetto al rapporto tra deficit e pil. Il target annuale di crescita cinese viene generalmente reso noto a marzo. Secondo gli economisti la Cina dovrebbe puntare a una crescita «attorno al 6%» dopo la forchetta del 6-6,5% fissata per il 2019, chiuso con una crescita del 6,1 per cento. Ma anche l’obiettivo del 6%, alla luce degli ultimi sviluppi, potrebbe essere rivisto al ribasso.

Coronavirus, le dieci cose da sapere: come si diffonde e come difendersi

Indice Caixin in frenata
L’indice Caixin, che misura appunto l’attività manifatturiera, a gennaio è sceso dal 51,5 al 51,1 (le attese erano del 51,3), anche se rimane comunque superiore alla soglia dei 50 punti, che separa la crescita dalla contrazione. Segnali analoghi erano arrivati venerdì dall’indice Pmi, sceso a quota 50.

Domanda di petrolio in picchiata
Diversi analisti citati da Bloomberg riferiscono inoltre di un brusco calo della domanda di petrolio, calata circa del 20% (tre milioni di barili al giorno), secondo le stime dell’agenzia. La flessione è forse il maggiore shock subito dalla domanda di greggio dalla crisi finanziaria del 2008-2009 e potrebbe forzare la mano all’Opec e ai suoi alleati, che stanno considerando una riunione di emergenza per tagliare la produzione e arginare il calo dei prezzi.

La Cina è il maggior importatore mondiale di petrolio dopo aver superato gli Stati Uniti nel 2016 e consuma oggi circa 14 milioni di barili al giorno: in pratica il fabbisogno di Francia, Germania, Italia, Spagna, Regno Unito , Giappone e Corea del Sud messe insieme.

Il coronavirus contagia l'economia

Ferma l’attività in aree chiave
La terza cattiva notizia per l’economia del gigante asiatico è la decisione di almeno 24 tra province e municipalità cinesi - tra cui Shanghai, Chongqing e il Guandong - che hanno rinviato la ripresa delle attività economiche e produttive a non prima del 10 febbraio per i timori di contagio del coronavirus. Si tratta di aree che nel 2019 hanno pesato per oltre l’80% in termini di contributo al Pil di Pechino e per il 90% sull’export.

I costruttori di auto rinviano la riapertura
Le aziende internazionali si stanno adeguando e a loro volta rinviano la riapertura delle attività. L’ultima ad annunciarlo è stata Renault, che ha deciso di rinviare al 13 febbraio la ripresa della produzione nello stabilimento di Wuhan, che impiega 2mila persone. Altri costruttori con stabilimenti nell’area, come Psa, hanno preso decisioni analoghe.

Huawei avanti con la produzione
Non tuttte le aziende si fermano. Il gigante cinese delle telecomunicazioni Huawei Technologies Co Ltd ha ripreso la produzione dopo le vacanze del Capodanno lunare, in linea con una speciale esenzione che permette ad alcune industrie strategiche di rimanere in funzione. La maggior parte della produzione si trova nella provincia meridionale del Guangdong.

Lufthansa: voli fermi fino al 29 febbraio
Ancora tutto fermo invece sul fronte dei collegamenti aerei. Lufthansa ha annunciato il prolungamento dello stop di tutti i voli verso la Cina fino al 29 febbraio. Il gruppo tedesco, che controlla anche Swiss Air e Austrian Airlines, non effettuerà voli da e per Pechino e Shanghai fino al 29 di febbraio e fino al 28 di marzo da e per Nanchino, Shenyang e Qingdao. La compagnia aerea tedesca aveva annunciato in un primo tempo la decisione di sospendere i voli fino al 9 febbraio. Continueranno invece a essere assicurati i voli da e per Hong Kong. A regime Lufthansa e le sue controllate effettuano 54 voli verso la Cina e 19 verso Hong Kong.

Hong Kong in recessione
Chi già soffre per motivi diversi ma che con il coronavirus rischia di peggiorare è l’economia di Hong Kong. Il Governo ha certificato la recessione, con il Pil in calo dell’1,2% nell’intero 2019 a causa delle proteste di piazza contro Pechino. «Il coronavirus - osserva Martin Rasmussen, economista di Capital Economics - farà probabilmente restare in recessione Hong Kong anche nel 2020».

Per approfondire:
La Cina fa i conti con il virus
Quanto pesa il coronavirus sulla Cina e le altre economie asiatiche
Il mercato del lusso paga un conto pesante

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti