LE MISURE PER LE IMPRESE

Effetto coronavirus, il governo ora valuta se bloccare plastic e sugar tax

L’ipotesi è sul tavolo del ministro dell’Economia. Se si trovano le risorse, lo slittamento dei due prelievi fiscali può rientrare nel provvedimento di aprile che l’esecutivo punta ad approvare entro Pasqua

di Andrea Carli

Da luglio 2020 plastic tax da 50 cent al chilo, fuori il tetrapack

L’ipotesi è sul tavolo del ministro dell’Economia. Se si trovano le risorse, lo slittamento dei due prelievi fiscali può rientrare nel provvedimento di aprile che l’esecutivo punta ad approvare entro Pasqua


3' di lettura

L’obiettivo in questa fase è recuperare il maggior numero di risorse possibile per coprire la nuova tranche di misure che, prima con un nuovo intervento sulle garanzie pubbliche così da garantire liquidità delle imprese e successivamente con il decreto Aprile, il Governo punta a mettere in campo a sostegno delle famiglie e delle aziende travolte dalla crisi economica scaturita dalla chiusura delle attività per l’emergenza coronavirus.

L’ipotesi di sospendere plastic e sugar tax
E in questo puzzle alquanto complicato, che si sviluppa in parallelo alla trattativa con l’Europa per la definizione d strumenti Ue anti crisi, nulla è escluso. Tra le ipotesi che si fanno in queste ore c’è anche quella di sospendere la sugar e la plastic tax. La soluzione è proposta dalla Lega ma una riflessione è aperta anche nella maggioranza: l’avrebbe esaminata il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. In questo modo si garantirebbe una boccata d’ossigeno alle imprese, in questo momento duramente colpite dalla crisi. Se si troveranno le risorse, l’occasione per far slittare al 2021 i due prelievi fiscali potrebbe essere fornita dal decreto Aprile, un pacchetto di misure per famiglie e imprese che in questi giorni è allo studio dell’esecutivo.

Le tasse al centro del dibattito in occasione della manovra
Insomma, in queste ore il dilemma - o meglio uno dei dilemmi - è: plastic tax sì, plastic tax no. Un dilemma, vale ricordarlo, che aveva tenuto alta la tensione anche all’interno del Governo fino al via libera definitivo alla manovra. In quell’occasione si era trovata una mediazione spostando l’applicazione della tassa (0,45 centesimi al chilogrammo) il più lontano possibile nel tempo, cioè a luglio quando, per ora, dovrebbe scattare. Ma i due balzelli rimangono sotto la lente di Italia viva.

L’emergenza sanitaria portata dal coronavirus non ha fatto sconti a nessuno. Così una delle misure per sostenere le imprese che potrebbero arrivare già nel prossimo decreto, è un colpo di spugna sulla plastic tax; una riflessione, questa, cui sta lavorando il ministero dell’Economia, e che comunque avrebbe bisogno di un passaggio in consiglio dei ministri, vista l’ampiezza dei ministeri coinvolti.

L’appello dell’industria delle bevande analcoliche
Quella che viene considerata dal ministro dell’Ambiente Costa come una «riflessione» sulla plastic tax, diventa un appello al Governo da parte di Confindustria, e in particolare di Assobibe, l’associazione che rappresenta le imprese che producono e vendono bevande analcoliche in Italia: sospendere subito sugar e plastic tax - è il messaggio - «per evitare il tracollo delle aziende» e non mettere «a rischio gli 80.000 posti di lavoro della filiera». Sulla stessa linea l’azienda che imbottiglia la Coca Cola: «La sugar e la plastic tax sono un ulteriore schiaffo per le imprese; vogliamo sostegni e sistemi di garanzia, non condanne a morte».

Il ministro dell’Ambiente Costa: «È una riflessione»
Costa lascia intendere quale sia lo spazio di lavoro su cui ci si sta muovendo: «Stiamo studiando una serie di possibilità di sviluppo e di riflessioni, di ripresa economica che sono sul tavolo del Mef. L’importante è far ripartire il Paese, se serve si fa, se non serve non si fa, se si deve sospendere si sospende».

Stop agli emendamenti al decreto Cura Italia
Intanto la soluzione prova a inserirsi tra le modifiche introdotte al Senato, nel primo passaggio parlamentare del decreto Cura Italia. Il tentativo fino a oggi non ha avuto successo: tra i 75 emendamenti al provvedimento finiti sotto la tagliola della improponibilità per estraneità alla materia da parte della presidenza della commissione Bilancio del Senato, sugli oltre mille presentati, ci sono appunto lo stop alla plastic tax e alla sugar tax chieste dalla Lega e, la seconda, anche da Forza Italia. La partita potrebbe registrare un secondo tempo nei prossimi provvedimenti.

Per approfondire:
Manovra, ambiente ed energia: dal Green new deal alla plastic tax
Plastic tax, a rischio 50mila addetti

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