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Effetto Covid-19 sull’export di orologi in caduta libera ad aprile

Le esportazioni elvetiche si sono fermate nel mese a 328,8 milioni di franchi (310,1 milioni di euro), l'81,3% in meno rispetto a un anno prima

di Lino Terlizzi

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Le esportazioni elvetiche si sono fermate nel mese a 328,8 milioni di franchi (310,1 milioni di euro), l'81,3% in meno rispetto a un anno prima


2' di lettura

In aprile le riduzioni o i blocchi delle attività economiche legati al coronavirus hanno portato a una caduta verticale per l'export di orologi svizzeri. Le esportazioni elvetiche nel settore si sono infatti fermate nel mese a 328,8 milioni di franchi (310,1 milioni di euro), l'81,3% in meno rispetto a un anno prima.

Per l'insieme dei primi quattro mesi del 2020 la cifra è di 5,08 miliardi di franchi (4,79 miliardi di euro), in contrazione del 26,3% in rapporto allo stesso periodo del 2019. Dopo un gennaio ancora positivo, un febbraio in flessione contenuta e un marzo in discesa, aprile con il suo ampio effetto virus ha registrato inevitabilmente il crollo dell'export rossocrociato. Tra i mercati maggiori, solo la Cina, che aveva già avviato la ripresa delle attività, in aprile ha contenuto i danni.

Per la Federazione dell'industria orologiera svizzera i dati di aprile riflettono la situazione molto particolare determinata dal coronavirus, che ha anche impedito molti spostamenti e viaggi, e non possono essere presi come rappresentativi di una tendenza della domanda. Sembrano pensarla allo stesso modo per ora molti operatori del mercato, visto che questa mattina alla Borsa di Zurigo i titoli di Swatch Group e di Richemont – i due grandi gruppi elvetici del settore quotati – sono andati nettamente al rialzo dopo l'annuncio dei dati sull'export, in una seduta in cui l'indice svizzero Smi danza attorno allo zero.

Può sembrare paradossale un rialzo dopo cifre sull'export così in caduta, ma secondo molti analisti in realtà il mercato guarda già decisamente avanti, cioè ai possibili effetti per il settore della ripresa delle attività economiche in gran parte del mondo.

Tornando ai dati, questo l'andamento dei dieci maggiori mercati nel mese di aprile: Cina -16,1%, Hong Kong -83,2%, Stati Uniti -86,4%, Corea del Sud -68,6%, Giappone -85,9%, Germania -82,1%, Taiwan -53,7%, Olanda -54,4%, Singapore -92,3%, Emirati arabi uniti -89,2%.

L'Italia nel mese è sedicesima come cifra di export, con -95,8%. La caduta delle esportazioni ha coinvolto a livello mondiale in modo considerevole nel mese tutte le fasce di prezzo, compresa quella della gamma alta.

Per quel che riguarda i primi quattro mesi del 2020, questi sono nell'ordine i dieci maggiori mercati, con i relativi andamenti: Stati Uniti -10,7%, Hong Kong -48% (qui si sono fatte sentire anche le forti tensioni politiche locali), Cina -12,8%, Giappone -19,9%, Singapore -20,6%, Regno Unito -37,9%, Germania -29,1%, Emirati arabi uniti -29%, Corea del Sud -24,9%, Francia -30%. L'Italia nel quadrimestre è undicesima, con -39,1%.

Il polo elvetico degli orologi rappresenta oltre il 50% del fatturato globale del settore ed esporta oltre il 90% della sua produzione. I dati sulle esportazioni rossocrociate sono quindi un termometro rilevante per l'intero settore. Visto il contesto dovuto al coronavirus, le cifre di maggio e giugno quest'anno saranno naturalmente più importanti del solito anche per gli orologi elvetici. A metà anno, se la ripresa delle attività economiche proseguirà come previsto a livello internazionale, si potrà cercare di intravedere meglio le possibili dinamiche di un settore che più di altri è legato alla libera circolazione dei consumatori e, in parte non indifferente, anche agli acquisti collegati ai viaggi.

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