al via le iscrizioni per i test

Effetto Covid a Medicina, per chi sogna il camice i posti in palio salgono a 13mila

È verosimile immaginare che al prossimo test per entrare in Medicina in calendario il 3 settembre ci sarà una nuova corsa alle iscrizioni che saranno possibili fino al 23 luglio

di Marzio Bartoloni

Università, Manfredi: al lavoro verso le lauree abilitanti

È verosimile immaginare che al prossimo test per entrare in Medicina in calendario il 3 settembre ci sarà una nuova corsa alle iscrizioni che saranno possibili fino al 23 luglio


3' di lettura

«Eroi in camice bianco». Così sono stati ribattezzati i medici in trincea in questi mesi nella battaglia contro il Covid. E se già prima di questo tsunami la carriera medica era molto ambita è verosimile immaginare che al prossimo test per entrare in Medicina in calendario il 3 settembre ci sarà una nuova corsa alle iscrizioni che saranno possibili fino al 23 luglio. In media negli anni si sono presentati in 60-70mila, quest’anno potrebbero essere molti di più. La buona notizia è che i posti in palio per entrare ai corsi sono 1.500 di più: in tutto 13.072 .

I posti in più a Medicina

L’anno scorso i posti disponibili erano già cresciuti da 9.779 a 11.568, quest’anno per chi supererà i test a quiz del prossimo 3 settembre superano i 13mila, (13.072 per l’esattezza). «Abbiamo aumentato il numero di posti disponibili, 1.500 in più rispetto allo scorso anno, sfruttando al massimo - avverte il ministro dell’Università Gaetano Manfredi - la capacità formativa, considerando sia Medicina che le professioni sanitarie: è il massimo che possiamo fare con il numero di docenti e di strutture a disposizione». Nel decreto appena firmato dal ministro dell’Università sono indicati i posti disponibili per ogni corso e sede, con 9 new-entry tra debutti e distaccamenti: 2 per Odontoiatria (Roma UniCamillus e Cagliari); 7 per Medicina e Chirurgia (a Enna e Trento si aggiungono cinque nuove sedi distaccate come Treviso per Padova, Taranto per Bari, Forlì e Ravenna per Bologna, Cotignola per Ferrara).

La Sanità avrà bisogno di medici

Se c’è una lezione che va tratta dalla tragica esperienza del Covid è che il nostro Paese non può più permettersi una carenza di medici specialisti. Carenza che ha costretto il Governo durante l’emergenza ad assunzioni straordinarie anche tra i medici già andati in pensione. Ora anche in vista dei fondi straordinari che potrebbero arrivare dalla Ue per mettere in sicurezza il Servizio sanitario nazionale potrebbe aprirsi una stagione mai vista di assunzioni di medici e infermieri. Da qui l’aumento dei posti a disposizione a Medicina, corso da sempre a numero chiuso, ma anche delle altrettanto preziose borse di specializzazione, quelle indispensabili dopo la laurea per diventare medico specialista con corsi che durano in media 4-5 anni.

Il rischio imbuto formativo

Le borse di specializzazione medica in passato sono sempre state troppo poche (6-7mila) rispetto ai laureati in Medicina e così si è creato un imbuto formativo che ha tenuto fuori dal percorso di specializzazione 10-15mila giovani medici. Ma anche qui i numeri stanno finalmente crescendo: l’anno scorso le borse per i corsi di specializzazione sono diventate in tutto 8.900, ma nel 2020 potrebbe salire a 13mila grazie ai fondi in più stanziati nel decreto Rilancio ora all’esame del Parlamento che si tradurranno in 4.200 borse in più. Numeri che però potrebbero non essere sufficienti come ha sottolineato anche il presidente dell’Ordine dei medici Filippo Anelli che dice «no all'aumento dei posti per entrare nella facoltà di Medicina senza aver prima azzerato l'imbuto formativo in cui si trovano migliaia di laureati che ancora non hanno potuto accedere alla specializzazione. Serve subito la riforma: a ogni laurea deve corrispondere una borsa di formazione». Anelli sottolinea come le borse non siano sufficienti con undicimila medici, già laureati e abilitati, che rischiano di restare «prigionieri a tempo indefinito dell'imbuto formativo, il collo di bottiglia tra la laurea e la specializzazione».

I test di ingresso il 3 settembre

Le prove a quiz per l’anno accademico 2020/2021 si terranno il prossimo 3 settembre. I test di ingresso (nazionali) saranno in presenza e rispettando tutte le norme di sicurezza, mentre «la novità - ha spiegato Manfredi - è che i test di Medicina si potranno sostenere nella provincia di residenza». Il decreto del Miur spiega in particolare che, in considerazione dell'emergenza coronavirus,«le università devono assicurare, sia nella fase di accesso ai locali adibiti allo svolgimento delle prove sia nelle fasi successive, il distanziamento fisico e sociale tra i candidati stessi nonché l’adozione, da parte dei candidati e di tutti gli altri soggetti presenti, delle misure igieniche personali e ambientali» adeguate.

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