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Effetto Covid sulla pubblicità: a marzo storico sorpasso del web sulla tv

Gli investimenti nel digitale hanno totalizzato 249,2 milioni di euro contro di 247,7 della televisione. Nel primo mese di lockdown c'è stato lo stop ai grandi eventi in televisione e la riduzione dei prezzi spot messi in atto dalle emittenti che hanno inciso sugli investimenti in valore

di Andrea Fontana

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(peshkov - stock.adobe.com)

Gli investimenti nel digitale hanno totalizzato 249,2 milioni di euro contro di 247,7 della televisione. Nel primo mese di lockdown c'è stato lo stop ai grandi eventi in televisione e la riduzione dei prezzi spot messi in atto dalle emittenti che hanno inciso sugli investimenti in valore


2' di lettura

L'anomalo mese di marzo degli investimenti pubblicitari porta con sè una sorpresa assoluta per quanto riguarda il settore in Italia: in base ai dati Nielsen, gli investimenti pubblicitari in media digitali hanno superato in valore quelli della televisione, storico mezzo di riferimento della comunicazione in Italia. Gli investimenti nel digitale hanno infatti totalizzato, sulla base delle stime di Nielsen, 249,2 milioni di euro contro di 247,7 della televisione. Il sorpasso, avvenuto nel primo mese di lockdown, viene spiegato proprio con le conseguenze derivanti dall'emergenza sanitaria: in primo luogo, lo stop ai grandi eventi in televisione e, in secondo, le politiche di prezzo messe in atto dalle emittenti in questa fase che hanno inciso sugli investimenti in valore.

Ma sul trimestre resta il primato della tv
Guardando ai primi tre mesi dell'anno, il primato della televisione viene invece confermato ma si ridimensiona proprio a causa della forte caduta di marzo (-31% contro -19% del digitale): nel periodo gennaio-marzo 2020 gli investimenti pubblicitari in tv sono stati pari a 846mln (944 mln un anno fa), quelli sul digitale 746 milioni (740 mln un anno fa).

Nielsen, -29% raccolta marzo, -9,2% il primo trimestre
Nel complesso i dati del primo trimestre hanno evidenziato investimenti pubblicitari in Italia in calo del 9,2% a 1,92 miliardi di euro con un mese di marzo in caduta del 29% (594,6 mln) colpito in modo rilevante dalle conseguenze dell'emergenza sanitaria per il Covid-19. Nei primi due mesi dell'anno gli investimenti erano saliti del 3,7%. "E' una crisi assolutamente anomala che ci ha colto tutti impreparati - ha commentato Dal Sasso - gli investitori e le agenzie hanno dovuto cambiare da un momento all'altro in modo importante.'.

Stima 2020 con calo in doppia cifra ma no crollo a -20%
Secondo lo stesso Dal Sasso, il bilancio finale del 2020 dovrebbe registrare una contrazione degli investimenti pubblicitari "in doppia cifra" ma è improbabile che si arrivi fino a una flessione del 20%. "Il trend della pubblicità seguirà quello dei consumi: dobbiamo avere il coraggio di favorire la ripresa dei consumi mettendo a disposizione delle famiglie liquidità. Molto della ripresa dei consumi dipenderà dalle politiche pubbliche e dalla loro rapidità" ha aggiunto Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente dell'Upa, l'associazione italiana degli investitori pubblicitari.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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