Camera e senato

Effetto Covid: dal salario minimo al voto ai 18enni, tutte le proposte ferme in parlamento

Con la crisi post Covid che ha costretto il parlamento a concentrare la propria attività sui decreti legge per arginare l’emergenza

di Andrea Marini

Conte in Senato tra gli applausi: piano rilancio sarà collettivo

Con la crisi post Covid che ha costretto il parlamento a concentrare la propria attività sui decreti legge per arginare l’emergenza


2' di lettura

Con la crisi post Covid che ha costretto il parlamento a concentrare la propria attività sui decreti legge per arginare l’emergenza sanitaria ed economica, sono spariti dai radar del parlamento provvedimenti fondamentali che pure avevano tenuto banco. Dalla riforma della legge elettorale in senso proporzionale (per cui il Pd chiede un primo via libera entro il 20 settembre) fino al salario minimo, passando per il voto ai diciottenni. C’è poi la revisione dei decreti sicurezza targati Salvini, fino all’obbligo dei defibrillatori nella pubblica amministrazione, che ha avuto l’ok unanime dalla Camera a luglio dell’anno scorso ma è ancora in discussione in commissione al Senato.

Germanicum fermo da gennaio

Il Pd chiede che venga rispettato l'accordo che ha portato alla nascita del Conte II, a trazione Cinque Stelle-Pd-Iv e LeU. La riforma del taglio dei parlamentari - il voto per il referendum confermativo sarà il 20 e 21 settembre - va legata al rilancio del “Germanicum” (un proporzionale puro con soglia al 5% sui cui i partiti della maggioranza hanno siglato un accordo di massima a gennaio) per evitare effetti distorsivi «antidemocratici» dovuti a una drastica riduzione del numero degli eletti. Il testo è fermo in Commissione alla Camera ormai da gennaio.

Salario minimo fermo da luglio 2019

«La tutela del reddito è una priorità, anche con il salario minimo», ha annunciato il premier Giuseppe Conte lo scorso 15 giugno. Tuttavia, tutte le proposte di legge sono ferme, in attesa che si trovi una intesa nella maggioranza tra Pd e M5S. In teoria i due contraenti dell’alleanza di governo sono d’accordo sul principio, ma lontani sull’ammontare della misura e sul ruolo dei contratti collettivi. Sta di fatto che tutte e 7 le proposte presentate sono tutte ferme all’esame in commissione in 2 luglio 2019.

Voto ai 18enni fermo dal 29 gennaio 2020

Sembrava una delle proposte di modifica costituzionale con più chance di ricevere il via libera definitivo in tempi rapidi. Eppure l’estensione del voto ai 18enni anche al Senato è stata una delle vittime dell’emergenza Covid 19. Il testo era stato approvato quasi all’unanimità alla Camera. Arrivando poi allo stato di relazione la discussione in commissione al Senato. Ma lì si è fermata dal 29 gennaio scorso.

Pressing Pd sui decreti sicurezza

il Pd in pressing per la revisione dei decreti sicurezza Salvini in tema di sicurezza e gestione dei flussi migratori. Una richiesta che procede di pari passo con quella di riforma della cittadinanza e per l’introduzione dello Ius Culturae. Qui però pesa la resistenza di una parte del M5S, per cui non che con il coronavirus si sia tutto fermato, con le proposte di legge ferme da aprile in commissione Affari costituzionali alla Camera.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti