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Effetto Covid: dalle semplificazioni al decreto Agosto, rischio ingorgo per le Camere a settembre

Gli scogli dell’election day del 20-21 settembre e dell’inizio della sessione di Bilancio a fine ottobre.

di Andrea Marini

Decreto di agosto: cartelle bloccate fino al 15 ottobre

Gli scogli dell’election day del 20-21 settembre e dell’inizio della sessione di Bilancio a fine ottobre.


2' di lettura

L’effetto Covid si fa sentire anche sul lavoro delle Camere. Con la pausa estiva alle porte, si preannuncia un settembre di fuoco per il parlamento. Dovranno essere convertiti in legge tre decreti fondamentali: quello sulle Semplificazioni, quello sulla proroga dello stato di emergenza e il decreto Agosto (quest’ultimo deve ancora avere l’ok del consiglio dei ministri. Con tempi strettissimi: molti parlamentari saranno sul territorio per l’election day del 20-21 settembre; e il 27 il governo dovrà presentare alle Camere la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Def), anticipazione della sessione di bilancio che si apre il 20 ottobre con l’arrivo della legge di Bilancio 2021 alle Camere.

Tempi stretti per il decreto Semplificazioni

Il 16 luglio il governo ha presentato al Senato il decreto Semplificazioni. Il testo scade il 14 settembre. Questo significa che Palazzo Madama dovrà dare il via libera al testo a fine agosto, per poi inviarlo alla Camera. Montecitorio avrà solo il tempo di dare rapidamente il via libera definitivo, senza poter apportare modifiche. La commissione Affari costituzionali del Senato sarà alle prese questa e la prossima settimana con l’esame di 2.889 emendamenti.

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Decreto Agosto atteso al Senato

È atteso il via libera dal consiglio dei Ministri di un altro testo fondamentale: il decreto Agosto che conta sui 25 miliardi autorizzati dallo scostamento di bilancio. Il Senato intanto si è portato avanti e il 18 agosto si riunirà proprio per incardinare il testo, che presumibilmente dovrà essere convertito in legge entro la prima settimana di ottobre.

Il 28 settembre scade il decreto Emergenza

Sul fronte della Camera, il si è appena concluso l’iter in commissione del decreto sulla proroga dello stato di emergenza al 15 ottobre. Il testo dovrà essere convertito in legge entro in 28 settembre. Dopo l’ok della Camera, a inizio settembre, il testo dovrà passare al Senato, che ha già un calendario fittissimo.

Lo scoglio del voto del 20-21 settembre

In questo calendario già fitto, si aggiungono due scogli. Primo, l’election day del 20-21 settembre (referendum sul taglio dei parlamentari, regionali e comunali) che vedrà le settimane precedenti molti parlamentari lontano da Roma per fare campagna elettorale sul territorio. C’è poi il pressing del Pd, che chiede il via libera prima del 20-21 settembre, almeno alla Camera, del disegno di legge con la nuova legge elettorale proporzionale (il Germanicum). Il tutto per evitare gli effetti distorsivi del probabile via libera al taglio dei parlamentari.

Sessione di bilancio dal 20 ottobre

C’è poi la scadenza, quasi invalicabile, dell’inizio della sessione di bilancio. Il 27 settembre il governo presenta alle Camere la Nota di aggiornamento al Def (con le nuove stime su Pil, deficit e debito), che dovrà poi essere votata attraverso una risoluzione. Il 20 ottobre, poi, è la volta del disegno di legge di Bilancio: entro quella data il testo deve essere approvato dal consiglio dei Ministri e inviato alle Camere (anche se per prassi il testo definitivo non arriva mai in Parlamento prima di fine ottobre - inizio novembre).

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