Sulla rotta verso il Mar Nero

Effetto crisi Ucraina: è ingorgo di navi russe e Nato a sud della Sicilia

Da almeno due settimane il tratto di mare a Sud della Sicilia è teatro di un affollamento eccezionale di navi e sottomarini russi provenienti anche da Atlantico e Pacifico che si stanno dirigendo in Mar Nero. Negli ultimi giorni, anche navi di Paesi Nato come le portaerei americana Truman, la francese Charles De Gaulle e l'italiana Cavour hanno partecipato a una esercitazione Nato (la Neptune strike)

di Gerardo Pelosi

Russia/Ucraina: perché i venti di guerra riguardano anche l’Europa

4' di lettura

Da almeno due settimane il tratto di mare a Sud della Sicilia è teatro di un affollamento eccezionale di navi e sottomarini russi provenienti anche da Atlantico e Pacifico che si stanno dirigendo in Mar Nero in coincidenza con l'aggravarsi della crisi ucraina. A seguire, negli ultimi giorni, anche navi di Paesi Nato come le portaerei americana Truman, la francese Charles De Gaulle e l'italiana Cavour hanno partecipato a una esercitazione Nato (la Neptune strike) ormai conclusa. Sommergibili di Paesi Nato continuano tuttavia a pattugliare canale di Sicilia e Mediterraneo orientale. Le autorità militari e di intelligence non manifestano, tuttavia, alcuna preoccupazione per l'ingorgo di navi militari vicino alle nostre coste. Lo stesso ministro della Difesa, Lorenzo Guerini si è detto certo che non vi siano rischi reali per la sicurezza nazionale. Dello stesso tenore anche le valutazioni del Copasir guidato da Adolfo Urso. «Semmai – osserva Urso – mi potrei preoccupare per le ultime manovre congiunte navali a largo dell'Oceano indiano tra navi russe, cinesi e iraniane: sarebbe, quello, un segnale di allarme sui rischi che potrebbe correre tutto l'Occidente».

Nel terremoto di Messina del 1908 i primi soccorsi arrivarono da navi russe

Del resto i siciliani non si sentono affatto minacciati dal recente passaggio delle navi russe e della Nato. Problemi potrebbero ripercuotersi soltanto sulle attività delle flotte di pescherecci. Al riguardo la Capitaneria di Pozzallo ha diramato pochi giorni fa un'allerta per un sommergibile Nato in immersione a largo di Ragusa che avrebbe potuto creare problemi alle attività di pesca. Del resto in Sicilia, e soprattutto a Messina, è ancora vivo tra i più anziani il ricordo di ciò che avvenne nelle ore immediatamente successive al terremoto del 1908 quando i primi soccorsi alla popolazione locale furono prestati proprio da equipaggi di navi russe che si trovavano ad Augusta in particolare le corazzate Cesarevtch e Slava e l'incrociatore Makaroff che arrivarono ben prima dei soccorritori italiani.

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Urso: non temo guerra tradizionale ma azioni ibride contro reti gas

Il presidente del Copasir, Urso ritiene poi altamente improbabile che un'azione offensiva da parte della Russia ricalchi schemi tradizionali. «Penso piuttosto – osserva Urso – minacce ibride come l'attacco a server di reti informatiche governative o interruzioni di infrastrutture strategiche per il trasporto di gas; basti pensare che dall'Ucraina passa il 40% del gas russo diretto in Europa e in Italia». Lo stesso Copasir, nella sua relazione annuale, ricorda che «la possibilità di attacchi di natura ibrida impone di mantenere alto il livello di attenzione, nella piena consapevolezza che l’Italia può e deve svolgere un ruolo di rilievo, di intesa con i partner Ue e Nato». L’aggressività russa, sostenuta dalla Bielorussia, nei confronti dell’Ucraina e sul fianco orientale dell’Alleanza, secondo il Copasir, «è certamente condannabile ma permane forte per l’Europa l’esigenza di mantenere aperti canali di dialogo diplomatico». Si segnala al riguardo l’imminente referendum confermativo di una nuova Costituzione bielorussa che non prevede più la neutralità internazionale del Paese. L’escalation delle ultime settimane, secondo il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica ritiene opportuno che «l’Europa riesca a partecipare attivamente alla ricerca di una stabilità strategica, sedendosi al tavolo delle trattative e giocando il suo ruolo su temi essenziali quali il controllo degli armamenti convenzionali, la controproliferazione nucleare e tutte le attività che hanno a che fare con le minacce ibride».

Scholz: vogliamo la pace, un’aggressione avrebbe conseguenze molto gravi

Sul fronte diplomatico intanto ieri si sono incontrati gli sherpa del cosiddetto formato Normandia (Germania, Francia, Russia e Ucraina) a Berlino. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz, in conferenza stampa coi leader dei paesi Baltici, ha giudicato «positive» queste consultazioni. «La posta in gioco in questo momento – ha detto Scholz - non è altro che prevenire una guerra in Europa. Vogliamo la pace. Un’ulteriore aggressione militare da parte della Russia contro l’Ucraina avrebbe conseguenze politiche, economiche e strategiche molto gravi per la Russia».

Colloquio Di Maio- Lavrov su crisi Ucraina e agenda bilaterale

Dopo il viaggio del presidente francese Emmanuel Macron a Mosca e Kiev (che ha rilanciato il ruolo di Parigie per un’autonomia strategica e militare della Ue) si muove anche la diplomazia italiana. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha avuto ieri un colloquio telefonico con il suo omologo russo Sergey Lavrov. Secondo il ministero russo «tra i due si è tenuto un approfondito scambio di opinioni su problemi internazionali di attualità tra cui la situazione in Ucraina. Al centro della discussione le iniziative della Federazione Russa per fornire garanzie legali di sicurezza a lungo termine in Europa». Il ministro russo ha sottolineato «la natura destabilizzante delle azioni della Nato per lo sviluppo militare dello spazio post-sovietico e la sconsiderata militarizzazione dell’Ucraina attuata da alcuni Paesi occidentali, e ha sottolineato la necessità di esigere da Kiev il rigoroso rispetto degli accordi di Minsk e degli accordi raggiunti all’interno del formato Normandia e del gruppo di contatto trilaterale».

Farnesina: sforzi dell’Italia per la de-escalation della crisi

La conversazione - si legge in una nota della Farnesina - si inserisce nel quadro degli sforzi di facilitazione del dialogo e della de-escalation che l’Italia sta svolgendo in coordinamento con i suoi Alleati e partner rispetto allo stato di tensione ai confini fra Russia e Ucraina, e alle relazioni tra la Federazione Russa e la comunità euroatlantica. Di Maio ha sottolineato che «eventuali azioni aggressive nei confronti dell’Ucraina avrebbero conseguenze gravi, evidenziando l’esigenza di segnali di distensione per un dialogo costruttivo, e l’impegno in tal senso dell’Unione Europea in stretto raccordo con la Nato e l’Osce». Di Maio ha inoltre ribadito che l’Italia continuerà a dare il proprio contributo al negoziato in corso sulla sicurezza in Europa, volto a ristabilire fiducia tra Nato e Russia.


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