AnalisiL'analisi si basa sulla cronaca che sfrutta l'esperienza e la competenza specifica dell'autore per spiegare i fatti, a volte interpretando e traendo conclusioni al servizio dei lettori. Può includere previsioni di possibili evoluzioni di eventi sulla base dell'esperienza.Scopri di piùSondaggio Assiom Forex

Effetto Draghi su orizzonte borsa e spread, fra operatori cresce ottimismo su outlook

Operatori ottimisti sulle prospettive dei mercati nel corso dei prossimi mesi. I mercati dovrebbero beneficiare inoltre di un deciso miglioramento sul fronte dello spread che secondo il 69% di quanti hanno preso parte al sondaggio si attesterà stabilmente fra i 50 e i 100 punti. La maggioranza vede inoltre un ulteriore rafforzamento del prezzo del greggio con effetto di trascinamento sull'inflazione headline

di Corrado Poggi

3' di lettura

L’orizzonte di Piazza Affari volge al sereno. Ne è convinto il 66% degli operatori Assiom Forex che hanno preso parte al sondaggio di febbraio realizzato insieme a Il Sole 24 Ore Radiocor. Secondo questa netta maggioranza, Piazza Affari è destinata a mettere a segno rialzi nel corso dei prossimi sei mesi, rialzi che secondo il 63% saranno contenuti fra il 3 e il 10 per cento mentre per il rimanente 3% saranno in doppia cifra. Un mese fa guadagni erano attesi nel complesso dal 56% degli operatori. Rimane stabile al 21% il campione di quanti attendono mercati stabili (con variazioni massime del 3% sia al rialzo che al ribasso) mentre scende al 13% la percentuale di quanti si attendono ribassi. “Nel mese di febbraio in Italia abbiamo assistito certamente ad un recupero della fiducia degli operatori soprattutto dalla seconda metà del mese in poi a seguito della ufficializzazione dell’incarico a Mario Draghi di formare un nuovo governo – spiega il presidente di Assiom Forex Massimo Mocio - I primi effetti di questa “luna di miele” non si sono fatti attendere , specialmente sullo spread, che è rientrato molto velocemente verso i livelli più virtuosi del passato. Pertanto, nonostante le incertezze dell’ultima settimana legate alle nuove restrizioni imposte a causa della terza ondata pandemica, non c’è dubbio che il sentiment degli operatori sia indubbiamente rivolto al bello nonché ad un’attesa nel miglioramento delle condizioni economiche in generale. La speranza è che l’implementazione del nuovo piano vaccinale possa immunizzare velocemente la popolazione entro l’estate e che possa assicurare il recupero economico e di conseguenza dei listini azionari, Piazza Affari compresa”.

Euro: operatori puntano sulla stabilità del rapporto con il dollaro

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“La luce in fondo al tunnel – aggiunge Mocio - sembra schiarire anche le prospettive sul cambio eurodollaro, con gli operatori schierati verso il mantenimento o la rivalutazione dai livelli attuali per i prossimi sei mesi. La ripresa dei settori ciclici in Europa potrebbe infatti sostenere la moneta unica nonostante l’assenza di chiari segnali di inversione di politica monetaria da parte della Bce”. Secondo il 53% degli operatori infatti il cross euro/dollaro rimarrà sui valori attuali mentre per il 30% l’euro tornerà a crescere (con un 2% che vede forti rialzi) mentre per il 17% si indebolirà rispetto al greenback.

Spread: operatori vedono effetto Draghi, per 69% resterà sotto 100 pt

Se un mese fa, prima dell’incarico di formare il governo all’ex presidente Bce, solo il 5% si attendeva uno spread stabile fra i 50 e i 100 punti, oggi questa percentuale è balzata al 69%. Un ulteriore 26% si attende che lo spread navighi fra i 100 e i 150 punti e il rimanente 5% che possa risalire fra i 150 e i 200 punti. “Con il recupero della fiducia che ha fatto seguito alla formazione del nuovo governo e al netto di eventi contrari – spiega Mocio - si registra un continuo miglioramento circa le prospettive dello spread Btp-Bund, che la maggior parte degli operatori vede tra i 50 e i 100 punti per il 2021”.

Prezzi greggio continueranno a crescere, sostegno a inflazione

Il prezzo del greggio continuerà a crescere e contribuirà a una ripresa sostenuta dell’inflazione. Secondo il 56% degli operatori, i prezzi delle commodities stanno iniziando a riflettere una ripresa dell’economia alla luce dei progressi realizzati nelle campagne di vaccinazione a livello mondiale (specie negli Usa) e dunque la spinta sui prezzi energetici potrebbe tradursi in un sostegno all’inflazione headline. Secondo il rimanente 44%, invece, i recenti aumenti sono solo temporanei, dovuti al maltempo che ha flagellato gli Usa da una parte e alla conferma dei tagli alla produzione decisi dall’Opec+ ma sono destinati a essere riassorbiti nei prossimi mesi. Una tesi questa che al momento appare condivisa anche dallo stesso presidente della Fed, Jerome Powell, secondo cui gli aumenti dell’inflazione sono di natura solo temporanea e di conseguenza la banca centrale Usa non appare intenzionata ad agire per frenare la recente impennata dei rendimenti sui bond a lungo termine.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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