mercati orientali

Effetto-Kim: Borsa di Tokyo perde quasi l'1%, salgono yen e oro

dal nostro corrispondente Stefano Carrer

(Ansa/Ap)

2' di lettura

TOKYO - La bomba di Kim scuote anche i mercati finanziari internazionali, inducendo gli investitori globali a ridurre la loro propensione al rischio e a indirizzare più risorse verso i cosiddetti beni-rifugio, senza però sconfinare nel panico. La Borsa di Tokyo ha chiuso con l'indice Nikkei in ribasso dello 0,93% a quota 19.508,25 punti, mentre la Borsa di Seul - dopo un avvio in discesa di quasi il 2% - ha mostrato di saper recuperare circa la metà del rosso iniziale, agevolata dai robusti ultimi dati sull'export sudcoreano (che hanno rassicurato gli investitori esteri sullo stato di salute della quarta economia asiatica).

Sul fronte valutario yen e franco svizzero hanno guadagnato terreno, mentre il won sudcoreano ha perso circa l'1% sul dollaro. Le quotazioni dell'oro sono salite intorno ai massimi da quasi 10 mesi, al pari dei prezzi dei bond superlong nipponici. Oggi, comunque, i mercati finanziari americani saranno chiusi per il Labor Day: vari investitori in Asia restano alla finestra in attesa di avere un orientamento da Wall Street.

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Una prima reazione negativa era nell'aria, dopo il test nucleare di ieri e la baldanza cui il leader nordcoreano Kim Jong Un ha affermato di avere a disposizione bombe all'idrogeno in grado di essere montate su missili balistici intercontinentali. Non aiuta che il presidente americano Donald Trump non solo non abbia escluso ipotesi di interventi militari, ma abbia minacciato di interrompere i rapporti commerciali con qualsiasi Paese che faccia affari con la Corea del Nord. E si sa che il 90% dei rapporti economici internazionali di Pyongyang avviene con la Cina.

Vari analisti gettano pero' acqua sul fuoco e non si attendono sfracelli. “Gli operatori sono ormai abituati alle azioni nordcoreane di questi tempi”, osserva Yunosuke Ikeda, strategist valutario di Nomura Securities, citando il relativo assestamento dello yen a un lieve rafforzamento poco sotto quota 110 sul dollaro, dopo essersi rafforzato fin sulla soglia di un cambio 109. Anche gli esperti di Citigroup propendono per una “modesta risk aversion” dei mercati, con il focus che si sposta sulla riunione di oggi del Consiglio di Sicurezza, dove si dovrebbe parlare di nuove sanzioni. Uno sviluppo che in fondo ha aiutato a frenare i timori di una escalation militare, che non appare all'orizzonte immediato.

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