BUSINESS GOMITOLI

Effetto lockdown: il lavoro a maglia solleva i conti della Filpucci Filati

La divisione aguglieria, una delle quattro dell’azienda toscana, pèesa ormai un terzo del totale dei ricavi ed è cresciuta del 20%. Molti dei clienti - distributori - si sono organizzati con portali online

di Silvia Pieraccini

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La divisione aguglieria, una delle quattro dell’azienda toscana, pèesa ormai un terzo del totale dei ricavi ed è cresciuta del 20%. Molti dei clienti - distributori - si sono organizzati con portali online


2' di lettura

Il boom dell'aguglieria aiuta Filpucci Filati a superare un anno difficile come il 2020. La riscoperta del lavoro a maglia durante il lockdown e anche dopo, nelle giornate trascorse in casa a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia, ha spinto le vendite di una delle quattro divisioni in cui si articola l'offerta della storica azienda del distretto tessile pratese, fondata nel 1967 da Leandro Gualtieri e nome di riferimento per i grandi brand del pret a porter.

«Nel 2020 l'aguglieria è diventata la prima linea della Filpucci per fatturato e, su 30,2 milioni di ricavi complessivi, ha pesato 11 milioni con una crescita del 20% sull'anno precedente», spiega Federico Gualtieri, figlio di Leandro e presidente dell'azienda. Rispetto alle altre divisioni dedicate ai filati per maglieria – il cardato (lana più basica) che ha retto l'urto e i filati fantasia di fascia alta e media che stanno soffrendo – i gomitoli hanno conquistato quote di mercato in Italia e all'estero, e oggi valgono appunto il 37% del totale, rispetto al 20-25% di due anni fa.

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«La tendenza è partita da qualche stagione – spiega Gualtieri – ed è esplosa durante i lockdown attuati dai vari Paesi, soprattutto in Nord Europa e soprattutto attraverso il canale online. Mentre le città chiudevano per Covid, i nostri clienti dell'aguglieria, che a differenza dei filati per maglieria sono dei distributori, si sono organizzati aprendo portali per le vendite online. Ora speriamo che questa tendenza si consolidi». L'expertise di Filpucci nell'aguglieria arriva da lontano, e si è irrobustito con l'azienda che Gualtieri possiede in Romania con le famiglie Lucchesi e Verzoletto (è fuori dal perimetro di consolidamento), e che fa solo questo tipo di produzioni con 23 milioni di fatturato.

La crescita dei filati per aguglieria è dunque servita ad attenuare la flessione di fatturato registrata da Filpucci nel 2020, che si è fermata intorno al 20%, in linea con l'andamento del settore (-22,7% la stima di Confindustria Moda). Ma Federico Gualtieri è fiducioso: «Il 2021 è partito bene, meglio del 2020 sia come fatturato che come portafoglio ordini che è in crescita del 40%, e adesso siamo pieni di lavoro per la produzione delle collezioni autunno-inverno. In fabbrica finora non abbiamo mai fatto cassa integrazione».

L'anno non sarà sufficiente per tornare ai livelli pre-Covid, ma Filpucci prevede di fare tre milioni in più del 2020, passando da 30,2 a 33,5 milioni.

A penalizzare le aziende di filati restano le restrizioni legate alla pandemia che impediscono fiere e trasferte: «Vedere un filato in modalità digitale non è come vederlo dal vivo – sottolinea l'imprenditore - anche se molte aziende di Feel the yarn (il concorso promosso dal Consorzio promozione filati presieduto dallo stesso Gualtieri, ndr) hanno aderito al nostro showroom virtuale». Per cercare di ovviare al problema della distanza con i clienti, Filpucci ha raccolto in una scatola di 30x30 centimetri i “telini” e la cartella colori della collezione primavera-estate 2022, e l'ha spedita a casa di 100 creativi e designer di maglieria. Una soluzione salva-spazio per aggirare uno dei problemi di chi lavora da casa.

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