I dati Inps

Effetto quota 100 nella Pa: a giugno l’età del pensionamento effettivo scende a 62,6 anni

Dall'ultimo monitoraggio Inps in calo anche la soglia del pensionamento anticipato effettivo dei lavoratori privati. Tenendo conto di tutti gli assegni erogati dall'ente il livello complessivo tende a salire

di Marco Rogari

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3' di lettura

Lentamente, ma continua a scendere. Proprio mentre si accende il dibattito sul dopo Quota 100, l'età media di decorrenza delle pensioni anticipate erogate dall'Inps ai dipendenti pubblici e ai lavoratori privati si abbassa, attestandosi nei primi sei mesi dell'anno, rispettivamente, a 62,6 e a 61,3 anni. La soglia effettiva di pensionamento di tutti i trattamenti complessivamente liquidati dall'ente tende invece a lievitare.

Nell'individuazione del momento in cui si accede all'assegno occorre tenere conto delle ”finestre” e dei tempi di gestione delle domande da parte dell'Istituto. Questo andamento, rilevato dall'ultimo Monitoraggio sui flussi di pensionamento condotto dall'ente guidato da Pasquale Tridico, in ogni caso si inserisce nella complessa partita che una parte della maggioranza e i sindacati si accingono a giocare con il governo per introdurre dal 2022 nuove forme flessibili di pensionamento tra i 62 e i 64 anni o ricorrendo eventualmente a uscite con 41 anni di contribuzione a prescindere dall'età anagrafica. Ipotesi che non sembrano convincere troppo il Mef, ma che dovranno essere valutate al tavolo di confronto tra il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, e Cgil, Cisl e Uil fissato per martedì 27 luglio.

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Pa, Quota 100 spinge verso il basso l'età di uscita anticipata

Nel pubblico impiego continua a scendere l'età media delle uscite anticipate anche se sale quella complessiva, soprattutto per effetto dei trattamenti di vecchiaia e ai superstiti. Sul fronte della Pa l'effetto Quota 100, insomma, continua a farsi sentire. Nel primo semestre del 2021 in media il momento di decorrenza dei pensionamenti anticipati è sceso a 62,6 anni, contro i 63,2 anni dello stesso periodo del 2020 e risultando comunque più basso del risultato finale dello scorso anno (63 anni).

Nel confronto con il periodo gennaio-giugno 2020 l'abbassamento della “soglia” si è rivelato più significativo per i lavoratori (da 63,1 anni a 62,3) rispetto alle lavoratrici pubbliche (da 63,2 a 62,8 anni). Allo stesso tempo, però, il parametro anagrafico medio dei i trattamenti di vecchiaia è lievitato a 67,1 anni (erano 66,1 nei primi sei mesi del 2021 e 66,5 al termine dello scorso anno). E in salita sono risultati anche quelli dei superstiti e delle invalidità previdenziali. Con il risultato di portare il livello anagrafico medio di pensionamento effettivo di tutta la gestione del pubblico impiego a 66,5 anni, in crescita rispetto ai 66,3 dello stesso periodo del 2020 e ai 65,6 anni di tutti gli scorsi 12 mesi.

Cala anche la soglia effettiva dei pensionati anticipati dei lavoratori privati

La rilevazione dell'Inps evidenzia come l'età media di decorrenza delle uscite anticipate del Fondo pensioni dei lavoratori dipendenti nel periodo gennaio-giugno di quest'anno si sia attestata a quota 61,3 anni, al di sotto dei 61,5 anni dello stesso periodo dello scorso anno e dei 61,4 anni di fine 2020. Sale però l'asticella per i trattamenti di vecchiaia (da 67 a 67,1 anni) e degli assegni ai superstiti (da 75,2 a 75,4 anni). Considerando tutti i trattamenti erogati dall'ente l'età media di pensionamento effettivo resta ferma a 67 anni.

Escono leggermente prima anche i commercianti

Si riduce leggermente anche l'età media dalla quale decorrono i trattamenti anticipati della gestione dei commercianti: da 62,4 a 62,3 anni. Mentre sale la soglia complessiva di pensionamento, in cui sono assorbiti tutti gli assegni liquidati dall'Inps, a 67 anni (66,9 nell'arco gennaio-giugno 2020 e 66,8 anni al termine dello scorso anno). Sostanzialmente stabile il livello anagrafico per gli artigiani: l'età media effettiva in cui cominciano ad essere percepite le pensioni anticipate è di 61,6 anni come a fine 2020 (61,7 nel primo semestre). Ma tenendo conto degli altri trattamenti (in particolare quelli ai superstiti), la soglia di uscita, sale a 66,9 anni (due mesi in più rispetto allo scorso anno).

Simile la situazione fotografata dall'Inps per la gestione dei coltivatori diretti e coloni, che mostra un leggerissimo innalzamento del parametro anagrafico per le uscite anticipate (61,1 anni contro i 61 del 2020) ma anche, per le ricadute delle altre tipologie degli assegni, una crescita dell'età media complessiva della gestione dai 70,4 anni dello scorso anno (70,1 nel primo semestre) ai 70, 8 anno alla fine dello scorso giugno. La gestione dei parasubordinati, che non prevede uscite anticipate, ha fatto registrare un aumento dell'età media di decorrenza delle pensioni liquidate dall'Inps dai 69 anni del 2020 (69,1 nei primi sei mesi) a 69,3 anni.

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