la prima rivoluzione ittica della storia

Effetto Sardine sul voto in Emilia: da «Piazza Maggiore» al successo di Bonaccini

Il primo commento: «C'è chi dice che siano i gesti folli a cambiare il corso della storia, ma noi preferiamo pensare che siano i gesti ordinari a cambiare il mondo in cui viviamo»

di Nicoletta Cottone


Regionali, Zingaretti: "Immenso grazie alle Sardine per scossa democratica"

3' di lettura

«C'è chi dice che siano i gesti folli a cambiare il corso della storia, ma noi preferiamo pensare che siano i gesti ordinari a cambiare il mondo in cui viviamo». É il commento comparso sulla pagina Facebook “6000 Sardine”, subito dopo la chiusura delle urne in Emilia Romagna. Elezioni che hanno decretato la vittoria di Stefano Bonaccini, la sconfitta della candidata leghista Lucia Borgonzoni e una Waterloo del M5s. Tante piccole Sardine che hanno nuotato contro la corrente, risvegliando la società civile: «L’alta affluenza è la nostra vittoria», ha commentato il leader del movimento Mattia Santori. Cala il sipario sulla «favola» delle Sardine, ma solo temporaneamente: si riaprirà a Scampia.

Un campanello di troppo e una scusa di meno
I fondatori delle Sardine hanno scritto su Facebook: «Avete suonato un campanello di troppo e chiesto uno 'scusa' di meno. Ma alla fine avete perso. Sonoramente. Nonostante la marea di soldi che continuiamo a non sapere da dove provengano. Nonostante la sregolatezza e i media ossessionati dalle 'salvinate' di turno». Ora si aspettano che «i media passino al setaccio ogni vostra imprudenza, ogni vostro errore, ogni vostra leggerezza, un trattamento che tocca a chi perde. E che a maggiore ragione è doveroso quando a perdere è chi ha giocato sporco. Per il vostro mantra delle elezioni subito, oggi dovremmo andare al voto a Forlì e a Ferrara. Secondo il vostro mantra del consenso che tutto concede dovreste chiedere permesso prima di entrare a Bibbiano o a Riace, la prossima volta».

Ora tocca a noi
«Adesso tocca a noi. Non ci siamo montati la testa quando abbiamo riempito 142 piazze in tutta Europa, non ce la monteremo adesso che arriva la prima buona notizia da tanto tempo a questa parte. Inizia la fase più dura. Saremo attenti e vigili dove si è già votato, saremo presenti e agguerriti dove si voterà, soprattutto se lo stile a cui ci avete abituato in Emilia-Romagna e Calabria verrà ripresentato in Puglia, Campania, Marche, Toscana, Liguria, Valle d'Aosta», hanno scritto su Facebook i quattro fondatori bolognesi delle sardine Mattia Santori, Andrea Garreffa, Giulia Trappoloni e Roberto Morotti .

Dal “Crescentone” alle urne
A soli due mesi dal debutto - il 14 novembre a Bologna - è stato un successo. I quattro amici hanno dato il via, poco più di due mesi fa, a un evento d’opposizione: “6000 sardine contro Salvini”. Ora sono gli organizzatori della «prima rivoluzione ittica della storia»: sul “Crescentone”, un marciapiede al centro di piazza Maggiore, hanno radunato 6mila persone, un numero superiore ai 5.750 posti del Paladozza, dove Salvini ha lanciato la candidatura di Lucia Borgonzoni alla poltrona di governatrice. Fino all’affluenza boom alle regionali dell’Emilia che ha decretato il successo di Stefano Bonaccini.

LA MAPPA DEL VOTO REGIONALE: 2014 E 2020

Il lavoro prosegue dietro le quinte: appuntamento a Scampia
«Non siamo nati per stare sul palcoscenico, ci siamo saliti perché era giusto farlo». Ora il lavoro proseguirà dietro le quinte: «Non ci vedrete in Tv o sui giornali. La nostra responsabilità è pari a quella che si è assunta ogni persona che oggi si è infilata il cappotto ed è andata a fare una croce da protagonista. «È tempo di far calare il sipario e lavorare dietro le quinte per preparare un nuovo spettacolo con tutti voi che vorrete continuare a non essere uno spettatore qualunque. Ci vediamo a Scampia».

Quando il campanello dell’odio suona a vuoto
Le Sardine, che hanno fatto una bandiera della loro opposizione al populismo, al sovranismo e al razzismo, rivendicano l’affluenza boom, frutto della costante mobilitazione. «Siamo nati - hanno dichiarato - dicendo che eravamo contro il populismo. Oggi siamo consapevoli che, se lo vogliamo, oltre che 'contro' possiamo essere 'meglio'. E possiamo esserlo con mezzi sconosciuti a chi fa propaganda di mestiere: gratuità, relazioni umane, creatività ed empatia». I riconoscimenti all’assist alla spallata di Stefano Bonaccini alla Bergonzoni arrivano da tutte le parti. A partire dal riconoscimento pubblico del segretario del Pd Nicola Zingaretti: «Un immenso grazie al movimento delle sardine». Ringrazia anche il sindaco di Firenze Dario Nardella: «Ha vinto il buon governo, ha vinto la partecipazione democratica, ha vinto l’energia civica scatenata dalle Sardine, ha vinto la solidità di una forza politica. Caro Salvini il campanello dell’odio suona a vuoto».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...