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Effetto varianti: dalle micro zone rosse ai viaggi, tutte le restrizioni

Prolungato il divieto d’ingresso in Italia per chi proviene dal Brasile. Tamponi e quarantena obbligatoria per chi ha soggiornato in Austria

di Nicola Barone

Covid, Brusaferro: fase molto delicata, varianti si diffondono

4' di lettura

Ancora restrizioni sulla linea della massima prudenza per la diffusione preoccupante, perché sempre più estesa, delle varianti del coronavirus. In attesa delle mosse, anche europee, sul fronte della accelerazione della campagna vaccinale i primi passi del neonato governo sembrano indicare la volontà di mantenere la linea del rigore sul controllo dei contagi a partire dalla proroga (concordata) del divieto di spostamento fra Regioni fino al 25 febbraio. E visto quanto ribadito per i viaggi dall’estero, con la nuova ordinanza che prolunga il divieto d’ingresso in Italia per chi proviene dal Brasile (ammettendo il rientro solo in possesso di residenza anagrafica in Italia o per casi eccezionali) e impone tamponi e quarantena obbligatoria per chi ha soggiornato in Austria.

Dinamica in crescita della variante inglese

Sulla base dei risultati preliminari dell’indagine condotta da Iss e ministero della Salute insieme ai laboratori regionali, è emerso che quasi un caso su cinque delle infezioni Covid-19 è di variante inglese. Il risultato conferma che nel nostro Paese, così come nel resto d’Europa, si assiste a una circolazione sostenuta della variante che potrebbe sostituirsi in poco tempo a quella originale per via dalla sua maggiore trasmissibilità. Il che proietta un’ombra scura sulle ripercussioni sanitarie di una evenienza del genere, in termini di tenuta della disponibilità di posti letto e naturalmente di potenziale sviluppo di malattia grave. Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, nella settimana dal 3 al 9 febbraio 2021, ha messo in luce che in 17 Province l’incremento percentuale dei nuovi casi supera il 5% e questi aumenti marcati rappresentano «spie rosse delle varianti che incombono».

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Stop agli spostamenti differito, cresce l’arancione

Nella sua ultima riunione il vecchio esecutivo ha scelto la linea del decreto ponte, evitando di far scadere il divieto di spostamento fra Regioni ritenuto dai tecnici fondamentale per evitare il diffondersi dei contagi. Sarà dunque il governo guidato da Mario Draghi a decidere se proseguire o meno su quel solco. Intanto le nuove ordinanze valide da domenica hanno collocato Abruzzo, Liguria, Toscana e la provincia di Trento in zona arancione. Chiusi dunque bar e ristoranti anche a pranzo (resta consentito solo l’asporto fino alle 18 e la consegna a domicilio) e vietato uscire dal proprio Comune di residenza. Le tre regioni e Trento si sono aggiunte all’Umbria e alla provincia di Bolzano, anche se in entrambi i territori i governatori hanno già preso misure da lockdown. In Alto Agide un provvedimento del presidente Arno Kompatscher comporta (fino al 28 febbraio) saracinesche abbassate dei negozi e stop anche alla vendita d’asporto per i bar, obbligo di mascherine FFP2 sui mezzi pubblici, attività motoria e sportiva consentite solo in prossimità della propria abitazione.

Sulle scuole l’Umbria ricorre

È caos in Umbria sulle attività in presenza nei nidi e nelle materne, dopo che il Tar ha sospeso la chiusura dei servizi socio-educativi per la prima infanzia, per bambini fino a 36 mesi d’età, nella provincia di Perugia e nei comuni di quella di Terni dichiarati zona rossa per l’emergenza Covid, accogliendo il ricorso presentato da alcuni genitori. La stessa Regione Umbria ha proposto opposizione al Tar e ricorso al Consiglio di Stato contro il provvedimento di sospensiva ed intanto i Comuni vanno in ordine sparso.

Pescara e Chieti, casi in peggioramento

Inasprite le misure anche in Abruzzo. In arancione restano solo le province dell’Aquila e di Teramo mentre quelle di Pescara e Chieti, dove sono stati registrati i casi di variante del Covid, vanno in zona rossa. Il Pescarese e il Chietino e, in particolare, l’area metropolitana, stanno facendo registrare un repentino incremento dei contagi. Si stima che nella zona la metà dei casi sia riconducibile alla variante inglese. Solo nella giornata di sabato a Pescara città si è registrato il record di contagi in un solo giorno con 127 nuovi casi accertati nelle ultime ore. Nell’ultima settimana sono stati complessivamente 483, con una media di 69 contagi al giorno. Anche a livello provinciale, è il Pescarese a far registrare l’incremento più consistente, con 268 nuovi casi, secondo dato più alto di sempre, dopo il record di 303 del 6 febbraio. Al secondo posto c’è il Chietino, con 114 nuovi casi.

Nel Lazio nuovo Comune in zona rossa

Anche Roccagorga, in provincia di Latina, è diventato zona rossa. Le nuove misure restrittive, si legge nel testo dell’ordinanza firmata dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, decorrono dalle ore 6 del 15 febbraio e per i 14 giorni successivi. «In esito al monitoraggio e controllo dei dati in rapporto ai casi Covid-19 registrati, è emersa una situazione di particolare criticità presso il Comune di Roccagorga (Lt) che ha evidenziato anche la necessità di eseguire la caratterizzazione molecolare per l’accertamento dell’eventuale coinvolgimento della variante Vov 202012/01 (comunemente indicata come variante inglese) in un cluster di infezioni, come evidenziato dalla Relazione preliminare situazione epidemiologica fornita dal Seresmi in data 14 febbraio 2021».

Molise, ricoveri nelle intensive al limite

Il reparto di terapia intensiva dell’ospedale Cardarelli di Campobasso è ormai al limite con 11 ricoverati, due in più rispetto a ieri. Difficoltà anche in quello di malattie infettive con 74 pazienti, 5 in più rispetto a ieri. Si apprende dal report diffuso in serata dall’Azienda sanitaria regionale. Nelle ultime 24 ore in regione si sono registrati altri 2 decessi per cause riconducibili al Covid-19, 310 in totale dall’inizio dell’emergenza, 41 nuovi contagi di cui 17 a Termoli (Campobasso) comune in zona rossa, in diminuzione rispetto a ieri (112), a fronte di 341 tamponi refertati, ieri 1.271, 58 i guariti. La percentuale tamponi-positivi è 12%.

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