Alla Fiera di Milano / Rho

Eicma riparte con 820 espositori. Italia leader di produzione moto

Gli espositori quest’anno arrivano da 35 Paesi. Tra le novità ci saranno spazi dedicati alle eBike, alle start up e al futuro della mobilità su due ruote

di S.Mo.

Moto, bici e accessori. Le imprese del made in Italy delle due ruote si preparano alla grande fiera Eicma

2' di lettura

Cinque padiglioni occupati all’interno del quartiere fieristico di Milano, a Rho, e più di 820 marchi presenti. Riparte così l’esposizione del settore motociclistico, Eicma, in programma il 23 (per la sola stampa), il 24 (per operatori e stampa) e dal 25 fino al 28 per tutti. L’evento sta recuperando dopo l’anno della pandemia. I numeri realizzati prima del 2020, quando gli espositori erano sempre oltre i mille, sono ancora lontani, ma si spera nella ripresa.

Manca all’appello Ducati, grande assente di quest’anno, e tuttavia i vertici dell’associazione di settore minimizzano la questione. «È stata probabilmente una scelta dettata da prudenza, forse eccessiva», commenta Paolo Magri, presidente di Ancma (l’associazione di categoria del settore).

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Gli espositori quest’anno arrivano da 35 Paesi. Tra le novità ci saranno spazi dedicati alle eBike, la bicicletta elettrica che nel 2021 ha avuto un boom di vendite, alle start up (con 15 realtà innovative che proporranno prototipi o soluzioni alternative) e al futuro della mobilità su due ruote. Eicma, ha sottolineato Luca Palermo, amministratore delegato di Fiera Milano «rappresenta un evento in continua evoluzione, ricco di sfide e di nuovi traguardi». Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha parlato di «occasione data a tanti appassionati di tornare in presenza, si tratta di un evento importante per l’intero comparto che garantisce un’occupazione rilevante».

Sebbene per le fiere si parli sempre di più di un possibile modello ibrido per il futuro, un po’ in presenza e un po’ virtuale, il presidente dell’evento fieristico, Pietro Meda, spiega perché la fiera deve tornare in presenza: «Siamo sempre più convinti che non può essere una soluzione virtuale a sostituire completamente l’esperienza di visita».

Guardando i dati del settore in Europa, è una ricerca di Oxford ad evidenziare il contributo italiano. Nel report si parla di un giro di affari di 21,4 miliardi, di cui il 23% è rappresentato dall’Italia, che detiene il primato, seguito da Germania (20%), Francia (13%), Inghilterra (11%), Spagna e Austria (7%).

La ricerca sottolinea l’importanza degli effetti nell’indotto: ogni euro prodotto dal settore primario produce un effetto secondario di 1,8 euro in altri tipi di industrie. Complessivamente i lavoratori occupati nel settore sono 25mila.

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