OLANDA

Eindhoven coperta dalla più grande installazione luminosa di sempre (80 km quadrati)

“Connecting the Dots” è stata realizzata da tre artisti grazie a 1500 fari, mille palloni luminosi rossi e 20mila punti luce esposti alle finestre

di Enrico Marro

default onloading pic
(Foto: Bart van Overbeeke)

“Connecting the Dots” è stata realizzata da tre artisti grazie a 1500 fari, mille palloni luminosi rossi e 20mila punti luce esposti alle finestre


2' di lettura

Si chiama “Connecting the Dots” ed è la più grande opera d’arte luminosa mai realizzata. Un’installazione gigantesca, che copre 80 chilometri quadrati di area, proiettando sull’intera città di Eindhoven, in Olanda, un’enorme cupola blu “disegnata” grazie a oltre 1.500 fari Led, a mille palloncini di luce rossa nel cielo (ciascuno del diametro di quasi un metro) e a più di 20mila punti rossi alle finestre delle case. Il concept dell’opera è unire con la luce un mondo diviso dalla pandemia, coinvolgendo tutti i cittadini nella “realizzazione” dell’installazione, perché ogni famiglia ha esposto la sua luce dalla finestra.

L’illuminazione di Evoluon, il centro congressi a forma di “disco volante” costruito nel 1966 da Philips (Foto: Cristopher Lund)

Visibile fino a 60 chilometri di distanza, “Connecting the Dots” ha tre elementi distinti , nati dalla creatività di tre diversi artisti. Il primo è costituito dalla cupola blu che proietta la luce sopra Eindhoven: è un’opera dell’artista della luce finlandese Kari Kola, che quest’anno ha creato l’illuminazione della montagna “Savage Beauty” in Irlanda. Kari ha ottenuto un particolare riconoscimento nel 2018, quando ha illuminato il famoso sito archeologico di Stonehenge, in Gran Bretagna. La cupola blu vuole creare una connessione con la natura e il pianeta.

Loading...

Una delle mille palle di luce rossa in volo sopra Eindhoven (Foto: Bas Gijselhart)

Il secondo elemento della maxi installazione si deve all’artista olandese Ivo Schoofs: è un mare di eterei punti rossi che galleggiano sulla città, diffondendo luce ovunque. Questi punti (in realtà oltre mille palloni luminosi, costruiti con materiali completamente riciclabili) simboleggiano il senso di connessione di cui la gente ha bisogno durante la pandemia.

Uno dei 20mila punti luce rossi costruiti dai bambini delle elementari su progetto del designer Hugo Vrijdag (Foto: Vincent van den Hoogen)

Il terzo elemento è costituito dai 20mila punti luminosi rossi, realizzati da altrettanti bambini delle scuole elementari di Eindhoven su ispirazione del designer olandese Hugo Vrijdag, ed esposti dai cittadini alle finestre delle loro abitazioni.

Ogni anno circa 750mila persone visitano le grandiose installazioni d’arte di Glow, il festival della luce che si tiene in novembre nella città olandese. Nonostante la sua cancellazione, gli organizzatori dell'evento e il Comune di Eindhoven (che quest’anno festeggia il suo centenario) hanno voluto creare un momento speciale, in cui è la luce a unire un pianeta colpito dal coronavirus e dal distanziamento sociale. “Connecting the Dots” brilla sui cieli d’Olanda per raccontare proprio questo: anche se siamo divisi dalla pandemia, nessuno di noi è davvero solo a questo mondo.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti