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Einova arriva in Italia. La ricarica wireless raddoppia con lo sterilizzatore

i chiama Mundus Pro e lo ha sviluppato Einova, divisione e nuovo brand premium di Eggtronic

di G.Rus

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i chiama Mundus Pro e lo ha sviluppato Einova, divisione e nuovo brand premium di Eggtronic


5' di lettura

Si chiama Mundus Pro e lo ha sviluppato Einova, divisione e nuovo brand premium di Eggtronic, azienda italiana nata a Modena nel 2012 ed emigrata in Silicon Valley per diventare un'eccellenza su scala internazionale nel mondo dell'elettronica di potenza e dei caricabatterie senza fili. Di cosa si tratta? Di una “scatola” bianca, dal design minimale ed elegante, in cui riporre lo smartphone per ricaricarlo in modalità wireless, grazie alla presenza di due punti di charging da 10W certificati Qi e una porta Usb-A da 18W addizionale, per caricare comodamente un terzo dispositivo, smartwatch in primis. Ma non solo. Mundus Pro, infatti, svolge anche il compito di sterilizzatore per qualsiasi piccolo oggetto personale di uso quotidiano e i diretti interessati lo accreditano del sistema germicida più completo al mondo disponibile in un dispositivo UV-C (in grado cioè di emettere luce ultravioletta).
I test condotti da due laboratori indipendenti (Intertek e Gmicro) su diversi patogeni sembrano affermare l'assunto: il prodotto elimina 99.99% di virus e batteri in un solo ciclo da 8 minuti sfruttando la tecnologia proprietaria integrata nelle lampade e nei Led e una superficie catalitica in biossido di titanio che potenzia significativamente l'effetto igienizzante. Con Mondus Pro (in vendita a 149 euro a listino), si apre insomma una nuova frontiera nel campo dei dispositivi di alimentazione all'insegna di quello che è un marchio di fabbrica della società emiliana, e cioè la ricarica wireless.

Dagli alimentatori ai power bank: obiettivo mercato consumer

Mundus Pro è solo l'ultima delle tante creazioni di Einova, che sbarca ufficialmente sul mercato italiano ed europeo dopo essersi fatta le ossa negli Stati Uniti (fra gli advisor della società c'è anche David Tupman, ex Vp di Apple per iPhone e iPad) e con la convinzione che ci sia lo spazio per creare una nuova categoria di prodotti di “power technology” nel mercato consumer. Francia e Italia sono i primi Paesi in cui tutto il catalogo del nuovo marchio sarà disponibile sia nel canale di vendita fisico (grande distribuzione, negozi specializzati, fashion e design store) che in quello online (Amazon e i principali siti di e-commerce); a seguire, entro il primo semestre del 2021, verranno toccati tutti i principali mercati del Vecchio Continente.Tre sono le classi di prodotto con le quali Einova si presenta all'attenzione degli utenti finali e nell'ordine parliamo di alimentatori a filo, apparecchi per la ricarica wireless e power bank. Fra i primi il fiore all'occhiello è forse Sirius (99,90 euro), un power adapter per notebook da 65 Watt con presa a doppia posizione salito alla ribalta negli Usa per le sue dimensioni miniaturizzate. La tecnologia di ricarica senza fili di Eggtronic, già adottata da aziende di diversi settori industriali (compreso l'automotive), è invece alla base di altri prodotti Einova, come le iconiche Wireless Charging Stones (79,90 euro), dove la piattaforma Qi fast charge è integrata in vere e proprie pietre di marmo e travertino, o il Wireless Valet Tray (89,90 euro), un vassoio svuota tasche con funzionalità di caricabatterie wireless veloce per smartphone. Chiudono la carrellata i power bank, fra cui spicca il nuovissimo Power Bar (149 euro), unità wireless certificata Apple MFI per caricare MacBook, iPhone, Airpods ed Apple Watch contemporaneamente e con il vantaggio di essere compatibile anche con tutti i prodotti dotati di porta Usb-C e ricarica wireless Qi.

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Tecnologie brevettate in tre Continenti

A muovere il motore di Einova c'è, come detto, un ampio ventaglio di tecnologie protette da oltre 170 brevetti internazionali (concessi in tre continenti, dagli Usa al Giappone) e sviluppate da un team di circa 60 ingegneri elettronici e meccatronici distribuiti fra le sedi di Modena, San Francisco e Guangzhou, in Cina. La definizione che Igor Spinella, Ceo e Cto oltre che founder della scaleup emiliana, dà della sua creatura è non a caso quella di “un'azienda tecnologica che fornisce e trasmette energia e che lo vuole fare in modo sostenibile”. Oltre che profittevole. Il business delle ricariche wireless vale infatti, su scala mondiale, circa 20 miliardi di dollari l'anno ed è un mercato in continua espansione, al pari di quello dell'elettronica di potenza nel suo complesso, che supera attualmente i 100 miliardi di dollari. Ed è ovviamente in questo universo che la società, anche grazie al neonato marchio Einova, vuole giocarsi le proprie carte.Dopo un 2020 che si sta avviando a chiudersi, come ha confermato Spinella, con una crescita a tutti i livelli, il 2021 vedrà un'ulteriore accelerata delle attività in ambito retail e B2B (anche grazie al previsto nuovo round di finanziamento Series B) e il lancio di una nuova divisione circuiti integrati che produrrà i primi microchip (destinati ad applicazioni di power conversion e wireless power) a partire dai primi mesi del nuovo anno. È un work in progress senza fine, quello di Einova, e lo confermano anche le altre chicche a cui l'azienda sta lavorando da tempo, a cominciare dalla tecnologia di ricarica wireless capacitiva ad alte prestazioni Qi++, in grado di garantire totale libertà di posizionamento del dispositivo con un livello di efficienza superiore al 90%.Il futuro della ricarica Il sogno dichiarato di Einova, a tendere, è quello di un mondo senza fili, in cui l'innovazione delle tecnologie di ricarica e dei microcontrollori che gestiscono i carichi di energia nei dispositivi di charging colmeranno il gap evolutivo delle batterie degli oggetti connessi che popoleranno case e uffici, smartphone e computer ovviamente in testa. L'idea è insomma quella di andare oltre il concetto di base di una ricarica localizzata e di sfruttare diverse superfici in grado di erogare, distribuire e scambiarsi energia nei punti in cui il dispositivo o i dispositivi la richiedono. Che siano tavoli, muri o altri oggetti casalinghi poco importa.

Ma quando potremo vivere in ambienti così organizzati?

Secondo Spinella servirà ancora qualche anno per avere accessori e mobili di arredo compatibili con un certo numero di prodotti di poche marche trainanti. “Se parliamo di tecnologie wireless già diffuse, come Qi, vedo come fattore determinante la loro adozione da parte di multinazionali capaci di lanciare ecosistemi di device compatibili. Il percorso verso una smart home completamente wireless – dice ancora il Ceo - sarà comunque lungo, e per motivi più legati alla standardizzazione che non a ragioni tecnologiche. Per la ricarica a lungo raggio in ambito domestico, invece, meglio non farsi troppe illusioni. “L'idea di trasmettere a distanza alte potenze – conclude infatti Spinella - va in conflitto con la sicurezza e la compatibilità elettromagnetica, l'efficienza energetica e i costi. E questo conflitto, in termini pratici, si traduce nella limitazione delle tecnologie di charging a distanza a specifici campi di applicazione non consumer”.


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