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EiTowers: con riassetto punta tutto su tv-radio. Dividendo da 40mln per i soci

Il gruppo sta pensando a cedere gli asset nelle telecomunicazioni e si concentrerà sul core business: il refarming delle frequenze tv e l'impatto Covid sul settore i temi delicati del 2020

di Andrea Fontana

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Il gruppo sta pensando a cedere gli asset nelle telecomunicazioni e si concentrerà sul core business: il refarming delle frequenze tv e l'impatto Covid sul settore i temi delicati del 2020


3' di lettura

EiTowers punta tutto sulla televisione, una scelta che insiste sul core business della società brianzola delle torri che ospitano gli apparati di trasmissione ma che nel prossimo biennio dovrà fare i conti con il riassetto delle frequenze, per fare spazio all'avanzata della tecnologia 5G, e nell'immediato con l'impatto dell'emergenza Covid sulle emittenti clienti.

Cedola ai due soci, ora torri tlc in vendita guardando a Rai Way

Il gruppo ha appena staccato ai propri azionisti, cioè il fondo F2i e Mediaset, un dividendo da complessivi 40 milioni di euro relativo all'esercizio 2019 e ha in corso un nuovo riassetto: dentro le infrastrutture di rete ex Tim-Rete A, acquistate a dicembre per 177 milioni di euro, in uscita le 1600 torri per le telecomunicazioni sui cui sembra forte l'interesse delle “tower companies” internazionali. Il profilo societario che uscirà da questi movimenti dovrebbe poter puntare dritto al progetto, congelato nel 2015, della creazione di un polo unico delle torri di trasmissione per il broadcasting mettendo insieme le proprie 2400 alle quasi altrettante in capo a Rai Way: la combinazione avrebbe poco più dell'80% dei tralicci dedicati alle tecnologie per la tv in Italia.

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Nel 2019 ricavi per 284 milioni, piccole acquisizioni su radio e tlc

Il 2019 di EiTowers, a livello di gruppo, ha portato ricavi per 284 milioni di euro (225 milioni della capogruppo per i servizi dedicati alle tv, 47 milioni dalle telecomunicazioni, 10 dalla radio) e un margine operativo lordo pari al 61% del fatturato mentre sono continuate le piccole acquisizioni soprattutto nel business tlc (per una ventina di milioni) e radiofonico (5 milioni) per completare la presenza sul territorio nazionale.

Riassetto frequenze tv e il settore media sotto pressione

Il 2020 si è presentato innanzi tutto con l'incognita degli impatti del lockdown sull'attività, con gli operatori televisivi e radiofonici che devono fare i conti con circa 500 milioni di euro di introiti pubblicitari in meno nei primi cinque mesi dell'anno, mentre prenderà il via la risistemazione delle frequenze televisive, in particolare la banda 700Mhz, destinate al 5G e alla telefonia mobile. La conversione delle venti frequenze nazionali attuali in quelle con la nuova tecnologia DVB-T2, che dovrà completarsi entro il giugno 2022, potrebbe comportare – in base a quanto scrive la stessa EiTowers nei propri documenti di bilancio – degli effetti negativi sui risultati, anche se il management punta a compensare questi impatti sia attraverso efficienze e nuovi servizi ai clienti attuali sia verso le emittenti locali destinatari di nuove frequenze. Quanto invece la diffusione dei contenuti in streaming possa erodere la domanda di servizi per gli apparecchi del digitale terrestre è invece un quesito da verificare nel lungo periodo.

Il dossier Towertel e l'appeal degli asset telefonici

Nel breve invece il 2020 dovrebbe essere l'anno della separazione dagli asset dedicati alla telefonia oggetto, in generale, di un chiaro processo di consolidamento in Europa che vende attori protagonisti grandi fondi infrastrutturali o tower companies con decine di migliaia di torri in portafoglio. Gli analisti finanziari di Credit Suisse hanno di recente calcolato che, negli ultimi cinque anni, ci sono state operazioni d'acquisizione in Europa relative a circa 80mila torri di telecomunicazione e che lo spazio per nuove transazioni in Italia, come in Spagna e negli altri Paesi europei, è ancora ampio.

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Il report sottolinea la necessità per gli operatori di telefonia mobile di incrementare le postazioni a disposizione per poter gestire un traffico dati in continua ascesa: secondo le stime di Ericsson, ad esempio, il traffico a livello globale è destinato a quadruplicarsi entro il 2025. Per quanto riguarda il gruppo EiTowers, questi asset tlc, già separati nella controllata Towertel, hanno generato lo scorso anno 40 milioni di euro di margine operativo lordo, cifra che l’anno scorso ha beneficiato di un effetto contabile sui costi per circa 9 milioni. Per la cessione sono alla finestra diversi gruppi ed è stata concessa una esclusiva agli americani di Phoenix International Towers.

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