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El Mencho sogna in grande e suona la carica al cartello messicano di Jalisco

Il suo nome all’anagrafe è Nemesio Oseguera Cervantes, ma tutti lo conoscono come el Mencho. È lui il leader del Cartello Jalisco-Nueva Generacion che, dopo la cattura del Chapo Joaquin Guzman, aspira a diventare il narco-padrone del Messico

di Roberto Galullo e Angelo Mincuzzi

3' di lettura

Il suo nome all’anagrafe è Nemesio Oseguera Cervantes, ma tutti lo conoscono come el Mencho. È lui il leader del Cartello Jalisco-Nueva Generacion che, dopo la cattura del Chapo Joaquin Guzman, aspira a diventare il narcopadrone del Messico.

Ascolterete il racconto delle sue mosse sanguinarie nello scacchiere internazionale del narcotraffico nella quinta e nuova puntata di “Narcovid – Fiumi di denaro per i re della droga ai tempi della pandemia”, da oggi disponibile solo su Apple Podcast . Anche questa puntata è ricca di fatti, storie, ricostruzioni e voci originali che, in questo articolo, si accennano solo. 

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Cervantes – nato poverissimo a Michicoan 56 anni fa – usa le rotte del Pacifico per muovere tonnellate di droga, importando cocaina dalla Colombia ed efedrina dalla Cina attraverso il porto di Manzanillo, a Colima. Ha contatti in Colombia, Perù, Bolivia, in tutta l’America centrale e negli Stati Uniti. Grazie a Los Cuinis, il cartello che viene considerato il braccio operativo del riciclaggio di denaro, avrebbe messo radici anche in Brasile e Uruguay. Il suo è considerato, in altre parole, il più internazionale tra i cartelli messicani. Per questo, oggi, è il più temuto dentro e fuori i confini patri.

Taglie milionarie

Su quest’uomo – tra i più ricchi narcotrafficanti del mondo – gli Usa dal 2018 hanno messo una taglia di 10 milioni di dollari. Il Messico offre una propria ricompensa di 30 milioni di pesos, vale a dire circa 1,6 milioni di dollari. L’Agenzia antidroga degli Stati Uniti stima che el Mencho abbia incamerato un patrimonio personale che oscilla tra 500 milioni e un miliardo di dollari.

La malvagia creatura del Mencho in appena un decennio è cresciuta rapidamente in dimensioni e forza. Usando una violenza senza pari. Il Cartello Jalisco Nueva generacion sta inondando gli Stati Uniti di fentanil – un oppioide sintetico che comincia a dilagare anche in Europa – e lo fa sfruttando le piattaforme dei social media come Snapchat, Facebook, Instagram, Tik Tok e YouTube. Basta un clic sullo smartphone e le pillole arrivano direttamente a casa. Secondo i calcoli del Pew research center, l'85% degli americani ha uno smartphone in grado di scaricare diverse applicazioni che vanno dai servizi di messaggistica istantanea alle piattaforme mobili di condivisione video.

«Stanno usando queste piattaforme per inondare l’America di fentanil. La facilità con cui i trafficanti di droga possono operare sui social media e altre popolari applicazioni per smartphone sta alimentando l’epidemia di overdose senza precedenti della nostra nazione», ha detto il capo della Dea, Anne Milgram, che ha anche rivelato che nel 2021 l’Agenzia ha sequestrato 20,4 milioni di pillole e quasi 7 quintali di fentanil.

Fentanil a fiumi

Il fentanil, come il nero, negli Stati Uniti si porta su tutto. Si sposa benissimo con le metamfetamine e, nei momenti da sballo senza freni, con cocaina ed eroina. Una miscela esplosiva, quest'ultima, che nelle trasgressive serate americane i consumatori chiamano speedballs. E volete che la ‘ndrangheta non abbia capito dove tira il vento? Finora nel porto di Gioia Tauro sono state sequestrate 50 milioni di dosi di fentanil che a 20 dollari l'una fanno circa 90 milioni di euro.

L’ex ambasciatore americano, Roger Francisco Noriega, ha dichiarato che «la disponibilità di fentanil, che è tra le 30 e le 50 volte più potente dell'eroina, è cresciuta drammaticamente negli ultimi 5 anni, con la maggior parte della catena che parte dalla Cina e attraverso il Messico raggiunge gli Usa. I produttori cinesi rivestono un ruolo da protagonista nel fiorente ma mortale commercio del fentanil. Per anni le autorità cinesi hanno professato la volontà di assecondare la domanda statunitense di aumentare i controlli ma si sono mossi solo nella direzione di frenare il redditizio commercio, come risposta alle crescenti pressioni americane».

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