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Elbaz firma una capsule per Tod’s e ne reinterpreta l’iconico mocassino

di Angelo Flaccavento


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3' di lettura

Quando ai primi di aprile è stato diffuso l’annuncio della imminente collaborazione tra Tod’s e Alber Elbaz, il popolo della moda, e non solo, ha tirato un sospiro di sollievo. La tenacia di Diego Della Valle, patron del colosso marchigiano, ha avuto la meglio sulla ritrosia di un creatore unico. Elbaz, autore assai amato e assai seguito dal tocco gioioso quanto sofisticato, era infatti inattivo dall’ottobre 2015 – quasi quattro anni, che per la cronologia modaiola corrispondono a un’era geologica – ovvero dalla fine alquanto brusca del rapporto con Lanvin.

L’esperienza lo ha molto segnato, ma Elbaz non ha perso un briciolo di giovialità: veste sempre di nero e predilige grandi papillon clowneschi; gli occhi pungenti e penetranti sono incorniciati da occhiali spessi, ma i capelli adesso sono ossigenati, in una nuance di biondo rossiccio che gli inglesi chiamano strawberry blonde. Oggi come allora, maneggia l’arte del colore con maestria sopraffina, ed è capace di parlare con la stessa intensità e chiarezza a demografie diverse - leggendari i suoi abiti sapientemente tagliati che donano a tutte.

«Non sono una persona di marketing. Quando si tratta di clienti, sono completamente trasparente e democratico. Amo le persone di tutte le origini, età e forme corporee. Questo è stato uno dei motivi per cui sono stato attratto dalla collaborazione con Tod’s: poter “vestire” tutti con le iconiche driving shoes», racconta. Lo incontriamo a Parigi, dove si è tenuto negli scorsi giorni il lancio della collezione. Intitolata Happy Moments, è parte del progetto Tod’s Factory, un programma free-form che nasce dall’idea di Della Valle di mettere in dialogo Tod’s con autori dal punto di vista forte, realizzando capsule collection una tantum e in season, distribuite nelle boutique con drop cadenzati che rispondono alle nuove esigenze e ai ritmi indiavolati del mercato.

«Sono stato presentato a Diego alcuni anni fa da Franca Sozzani, che adoravo, e da Anna Wintour, che adoro ugualmente – racconta Elbaz –. Entrambe caldeggiavano un incontro, che è avvenuto. Ci siamo tenuti in contatto e abbiamo fatto molte cene: amiamo entrambi il cibo. Poi un giorno Diego mi ha invitato a mangiare un piatto di pasta nelle Marche. Alla pasta non resisto. Ho accettato, visitando la sua fabbrica iper-moderna. Dietro i muri, ho incontrato un gruppo di persone appassionate e dedite, veri artigiani dall’incredibile sapere manuale, che danno vita a nuovi progetti. Ho incontrato la famiglia di Tod’s ma, in realtà, ho incontrato la famiglia di Diego. Apprezzo e rispetto la sua visione, e per questo ho accettato di collaborare a questo progetto speciale».

Happy Moments è una revisione e interpretazione d’autore del mocassino che ha fatto la fortuna del marchio, proposto nei colori vitaminici, nel neoprene e nelle pelli metallizzate che sono una delle sigle di Elbaz, e accompagnato da una selezione di t-shirt e borse. «L’idea iniziale era di creare una sneaker – conclude – ma il mercato ne è letteralmente saturo: aggiungerne una nuova non avrebbe avuto senso. Delle sneaker abbiamo preso però la suola, ovvero la rapidità e il dinamismo, che abbiamo unito al mocassino Tod’s, realizzando un ibrido inedito. Viviamo in città congestionate: muoversi a piedi è la scelta migliore. Queste Tod’s sono come auto per i piedi».

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