I 100 anni della compagnia olandese

Elbers (Klm): porte aperte ad Alitalia nella jv per i voli sul Nord Atlantico

Dopo il via libera alla JV con Air France, Delta e Virgin Atlantic sui voli per il Nord America

dalla nostra inviata Mara Monti


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3' di lettura

AMSTERDAM - Porte aperte ad Alitalia nella joint venture per i voli sul Nord Atlantico insieme a Air France, Klm, Delta Air Lines e Virgin Atlantic. A dirlo è il presidente e Ceo di Klm, Pieter Elbers: «La nuova joint venture è partita all’inizio dell’anno ed è nostra intenzione coinvolgere Alitalia. Da parte nostra porte aperte». Il numero uno della compagnia olandese, e membro del consiglio di amministrazione del gruppo Air France-Klm, ha parlato nel corso della conferenza stampa all’Hangar 12 dell’aeroporto di Schiphol per i 100 anni del vettore il prossimo 7 ottobre. La partnership sul Nord Atlantico è uno dei capitoli dell’accordo che Alitalia sta discutendo insieme alla compagnia americana Delta Air Lines insieme alla quale collaborano da anni in Sky Team .

«La Joint venture apporta numerosi vantaggi - ha chiarito il Ceo, riconfermato dopo la recente decisione del governo Olandese di entrare in Air France Klm con una quota del 14% -. Klm vanta una posizione relativamente limitata sugli scali londinesi, a differenza di Virgin Atlantic, ma è molto forte sugli aeroporti regionali del Regno Unito». Con questo nuovo accordo Klm opera da feeder per Virgin Atlantic sui voli verso gli States in partenza da Londra, «un risultato per noi ottimale». La forte presenza del vettore olandese negli scali secondari inglesi è dovuta all’acquisizione di Air UK nel 1997.

Tra gli sviluppi futuri, il Ceo non ha escluso una collaborazione tra le due modalità di trasporto treno-aereo, già avviata sui collegamenti tra Bruxelles e Amsterdam. Attraverso la collaborazione con Thalys, la società ferroviaria di alta velocità che copre, tra l’altro, le direttrici Bruxelles-Amsterdam, Klm ha potuto cancellare i collegamenti tra l’aeroporto di Amsterdam e la capitale belga; al loro posto, il vettore riserva posti sui treni Thalys. Lo stesso avviene per Air France. «La collaborazione tra treno e aereo è destinata ad ampliarsi soprattutto per via della congestione degli aeroporti in Europa, principale causa dei ritardi nei voli. Per ora non abbiamo un progetto imminente di ampliamento della collaborazione, ma in futuro sono convinto che si andrà in questa direzione, soprattutto nel corto raggio, per mitigare la pressione sugli aeroporti », ha commentato il Ceo. In prospettiva, alla luce della saturazione dell’aeroporto di Schiphol, non si esclude una migrazione parziale di voli all’aeroporto di Lelystad, poco distande da Amsterdam e controllato da Schiphol Group.

Sull’ipotesi di integrazione tra treno e aereo stanno lavorando anche i commissari di Alitalia: «Per i collegamenti tra Roma e Milano l’utilizzo delle diverse modalità treno-aereo può essere una soluzione per sfruttare la scarsa capacità in modo diverso».

La compagnia olandese che ha fatto la storia dell’aviazione civile, primo vettore al mondo che opera ancora con il suo nome originario, è nata nel 1919, ha inaugurato il primo collegamento da Londra ad Amsterdam l’anno successivo e il primo volo intercontinentale nel 1924 per Batavia (ora Jakarta) operato con un Fokker F-VII. Oggi la nuova sfida è legata all’ambiente e alla riduzione delle emissioni di C02 di cui il settore aeronautico è responsabile per il 2-3% sul totale mondiale. I nuovi aerei che entreranno in flotta avranno anche questo scopo. Come il nuovo Boeing 787-10 Dreamliner atteso domenica, arrivato con un giorno di ritardo, all’aeroporto di Amsterdam: Klm sarà la prima compagnia europea ad introdurlo nella flotta. questo nuovo velivolo sarà equipaggiato con motori Rolls Royce Trent 1000 in grado di emettere il 31% in meno di C02 e di ridurre la rumorosità del 50% rispetto a un Boeing 747-400. «Klm ha sempre avuto un ruolo pionieristico per il settore del trasporto aereo - ha commentato Elbers -. Il Boeing 787-10 si integra perfettamente con la nostra strategia e rappresenta per noi un traguardo importante per costruire un’aviazione sostenibile anche per l’ambiente».

    Sul fronte dei risultati, i dati 2018 di Klm evidenziano 1,3 miliardi di euro di investimenti, circa 11 miliardi di ricavi a fronte di 43 milioni di passeggeri trasportati. A livello di gruppo, la recente decisione di Air France e Klm di scambiare alcuni ordini rimanenti da Boeing e Airbus vanno nella direzione di armonizzare e semplificare la flotta. Lo swap significa che nel periodo 2021-2023 i sei Boeing 787 rimanenti ordinati per Air France saranno trasferiti a Klm e gli attuali 7 Airbus A350-900 in ordine per Klm saranno trasferiti ad Air France. Alla fine del 2023 Air France avrà 28 A350 e 10 B787 mentre Klm arriverà ad avere 27 B787.

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