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Elbling: «Rafforzare gli strumenti comuni per affrontare le sfide internazionali»

L'ambasciatore tedesco in Italia, Viktor Elbling, è intervenuto a un incontro in presenza e in live streaming organizzato nella sede romana della 24ore Business School

Victor Elbling, ambasciatore tedesco in Italia

3' di lettura

Sui grandi temi che attraversano la nostra epoca, dalla guerra in Ucraina all'emergenza climatica, dalla pandemia alla crisi del gas e alla gestione dei flussi migratori, non è pensabile agire sulla base dei singoli interessi nazionali. La strada è rafforzare gli «strumenti comuni», a partire dalla creazione di un mercato unico dell'energia.

L'ambasciatore tedesco in Italia, Viktor Elbling, intervenuto a un incontro in presenza e in live streaming organizzato nella sede romana della 24ore Business School, ammette che l'ultimo caso del missile esploso in territorio polacco con il rischio (fortunatamente poi rientrato) di una escalation del conflitto pone in luce con evidenza il tema centrale della sicurezza in Europa. «È la nostra sicurezza in gioco», ed è un tema di politica europea e di risorse.

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Germania ferma nel sostegno all’Ucraina

Appare evidente che «dal 24 febbraio, giorno dell'invasione russa in Ucraina, siamo noi europei (e la NATO) a dover difendere i nostri interessi e i nostri valori». Il ripudio della guerra e del ricorso all'arma nucleare è chiaramente emerso nelle conclusioni del G20 di Bali. «La Germania resta ferma nel sostegno all'Ucraina», nella convinzione che l'Unione europea può e deve svolgere un «ruolo strategico», non cedendo a egoismi e visioni esclusivamente nazionali, anche attraverso il superamento dell'unanimità in settori decisivi come la politica estera e la difesa e attraverso la cooperazione anche negli armamenti.

Meccanismo comune di distribuzione sui migranti

«Noi paesi membri abbiamo voluto mantenere la sovranità in molti temi e ne stiamo pagando il prezzo». Sulla questione migranti, occorre finalmente spingere a livello europeo per un meccanismo comune di redistribuzione, per far fronte a un problema che ha natura strutturale. «Vogliamo erigere muri o governare il fenomeno?». Anche la Germania è un paese di primo approdo: «Dai 400 ai 600 migranti illegali al giorno si presentano alle nostre frontiere». Solo quest'anno sono 1.300 i migranti morti nel Mediterraneo, e solo il 12% degli sbarchi che avvengono in Italia sono gestiti dalle Ong.

No alla criminalizzazione delle Ong

La Germania è contraria a una criminalizzazione delle Ong. Vi è un tema spesso ignorato o non sufficientemente considerato: in Europa siamo alle prese con le conseguenze della denatalità e della questione demografica: «Abbiamo bisogno dei migranti, abbiamo bisogno di personale qualificato e non. Dal 2015 in poi sono circa 2 milioni, al di là di un milione di ucraini, i migranti giunti in Germania. Circa un milione ha trovato formazione e lavoro. Dobbiamo lavorare per integrare anche gli altri».

Relazioni bilaterali solide e strategiche

Le relazioni bilaterali tra Italia e Germania – osserva Elbling – sono da sempre strategiche, solide e improntate alla massima collaborazione, anche al di là dei governi che si succedono. «Giochiamo nella stessa squadra, e la Germania ha bisogno di un'Italia forte. Se c'è competizione a livello di imprese, questa non c'è tra i nostri due paesi, che hanno filiere comuni e un interesse comune a mercati aperti».

Accelerare il percorso verso le rinnovabili

Nel corso dell'incontro è stato poi affrontato il tema della scelta tedesca sul versante del nucleare. Sulla base di un larghissimo consenso espresso dall'opinione pubblica, la Germania ha abbandonato definitivamente l'opzione nucleare, a partire dall'incidente nella centrale di Fukushima. Si è deciso di chiudere tutte le centrali entro il 2022. Ne sono rimaste in piedi tre che verranno chiuse entro il 15 aprile del 2023 e l'obiettivo è di arrivare entro il 2030 all'80% dell'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. La guerra in Ucraina «ci porta ad accelerare, non a rallentare nel percorso verso le rinnovabili», e questo comporterà prevedere ingenti investimenti.

Grande attenzione al tema del rientro dal debito

Infine il tema della nuova governance economica europea. Si guarda con attenzione alle proposte avanzate dalla Commissione europea, che dal 2024 subentreranno alla disciplina di bilancio prevista dal Patto di stabilità. Certo in Germania c'è grande attenzione al tema del rientro dal debito: si andrà probabilmente verso un percorso più graduale di riduzione per i paesi (tra cui l'Italia) alle prese con un ingente debito pubblico (quattro anni che potranno anche essere estesi a sette) ma con precise indicazioni qualora l'impegno non venga rispettato, a partire dai fondi erogati con il NGEU.

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