ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl voto nell’isola

Election day in Sicilia, centrodestra spaccato sul nome del candidato

Le dimissioni anticipate di Musumeci consentono di votare il 25 settembre insieme alle politiche. Il governatore uscente (sostenuto da Meloni) si ricandida ma l’accordo con Fi e Lega è lontano. Il centrosinistra in campo con Caterina Chinnici, scelta con le primarie di coalizione

di Nino Amadore

Musumeci si dimette: Per le regionali si vota il 25 settembre. Decisione dettata dal buonsenso

4' di lettura

Il giorno dopo le dimissioni via Facebook del presidente della Regione Nello Musumeci, l’ultima formalità è stata la lettura della lettera del governatore all’Ars, il parlamento siciliano, che era stato convocato proprio per “comunicazioni del presidente” e che è stato disertato dall’intera giunta regionale. Musumeci non si è visto, il presidente dell’Ars Gianfranco Micciché è tornato a sottolineare i rapporti, diciamo così, tesi tra il governatore e il parlamento regionale. Ulteriori schermaglie di una guerra che dura ormai da mesi e che, a questo punto, non si capisce dove porterà di preciso.

La ricandidatura di Musumeci

Si annuncia tempesta da queste parti sotto il cielo assolato di una Sicilia nella morsa della calura. Musumeci, dimissionario per «responsabilità» per favorire l’election day il 25 settembre, si dice «pronto a fare un passo di lato per il bene della coalizione» ma rilancia la propria candidatura a ogni occasione. «Il candidato? Il candidato del centrodestra è il presidente della Regione Siciliana uscente. Fino a quando la coalizione non dirà “no, Musumeci non può essere, ce n'è un altro” - dice il governatore siciliano -. La coalizione deve eventualmente trovare un candidato che non sia catanese, perché una delle accuse è questa, che sono catanese; che non sia antipatico, perché pare che io sia antipatico; che non sia alto 1,85. Quindi qualcuno con una statura un po' più bassa, che non sia stato mai coerente idealmente, cioè che abbia fatto il saltabanchi, che abbia avuto problemi giudiziari, perché chi non li ha avuti non può fare il presidente della Regione. È facile o non è facile trovare un candidato?».

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Per Forza Italia l’ipotesi Prestigiacomo

Facile certo non è anche perché la partita siciliana oltre che con le politiche si incrocia con altre caselle regionali e, dunque, finisce in una trattativa complessiva sui candidati alla presidenza delle regioni. E perciò, oltre al dato della litigiosità siciliana, va considerato quello degli equilibri nazionali dei partiti della coalizione. Forza Italia, per esempio, non fa mistero di voler esprimere stavolta direttamente il candidato alla presidenza anche se, a seguire un po’ dichiarazioni confidenziali e indiscrezioni, sembra di essere nel pieno di una commedia pirandelliana: per il momento la candidata in pectore alla presidenza della Regione per Forza Italia è l’ex ministra dell’Ambiente, la siracusana Stefania Prestigiacomo che è stata investita direttamente dal leader del partito Silvio Berlusconi.

Ma si dice anche che Micciché abbia seriamente pensato alla candidatura della direttrice della Fondazione Federico II Patrizia Monterosso: «È così brava - ha detto intervenendo all’inaugurazione della mostra “Golden Calf” di Ryan Mendoza - che potrebbe fare il presidente della Regione» e ha precisato subito dopo: «La mia considerazione non ha nulla a che fare con la politica. Per essere chiari: Monterosso non è candidata».

Ma sempre Micciché nei colloqui informali non fa mistero di voler ripetere la sua esperienza di presidente dell’Assemblea regionale siciliana il che porterebbe a escludere un candidato di Forza Italia alla presidenza della Regione.

Salvini: sceglierò presto il nome per la Lega

Un altro fronte è quello della Lega. Matteo Salvini da Lampedusa è stato chiaro: «Sceglierò presto il nome del candidato alla presidenza della Regione Sicilia. Ho fatto una riunione a Catania, le liste della Lega sono già pronte». Ma anche da queste parti i giochi non sono né fatti né semplici. Almeno un paio i nomi che circolano con insistenza. Uno è quello del segretario regionale della Lega, il deputato Nino Minardo; l’altro è quello di Alessandro Pagano, deputato nazionale che è stato assessore regionale al Bilancio e poi ai Beni Culturali nella giunta regionale presieduta da Salvatore Cuffaro fino al 2006.

Gli altri nomi

E comunque se vogliamo stare alle indiscrezioni continua a girare il nome di Raffaele Stancanelli, che è stato tra le altre cose sindaco di Catania e ora è eurodeputato di Fratelli d’Italia. Ed è tornato a circolare il nome del magistrato Massimo Russo, che è stato assessore balla Sanità nella giunta regionale guidata da Raffaele Lombardo. Il tutto mentre l’ex presidente della Regione Totò Cuffaro rilancia il progetto della Democrazia cristiana e tesse la tela per un’alleanza con Italia Viva di Matteo Renzi rappresentata in Sicilia dal senatore Davide Faraone. «Abbiamo già in mente ad una donna da presentare ai siciliani come ulteriore possibilità di voto - ha detto Cuffaro qualche giorno fa -. Deve essere una donna giovane, come sono giovani le scelte fatte dalla Dc».

Caterina Chinnici candidata del centrosinistra

Tra le candidature già decise, c’è quella di Caterina Chinnici, eurodeputata che si è affernata nelle primarie di coalizione del centrosinistra. E c’è quella dell’outsider Cateno De Luca, l’ex sindaco di Messina ora presidente del consiglio comunale peloritano, leader del movimento politico Sicilia Vera, che gioca una doppia partita: la candidatura alla presidenza della Regione e la partecipazione alle elezioni politiche. De Luca ha illustrato nei giorni scorsi ha illustrato il suo nuovo progetto: «Sud chiama Nord - De Luca sindaco d'Italia» sarà infatti presente con proprie liste sia alla Camera che al Senato.

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