Qualcuno sa leggere

elementare! \ Il Fantabarocco di Rosaria

di Franco Lorenzoni

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2' di lettura

Rosaria Ocello è stata una magnifica maestra elementare che morì, giovanissima, nel 1984. L’ho conosciuta nel Movimento di Cooperazione Educativa e nei primi anni in cui insegnavo alla Magliana, a Roma, sono andato a trovarla spesso in classe, cercando idee su cosa proporre a scuola.

Rosaria amava molto la fotografia e, da buona educatrice, le piaceva assai condividere con i bambini questa sua passione. Così metteva loro in mano la sua preziosa Minolta e giocava a scoprire cosa scegliessero di inquadrare.

Volendo affrontare il tema del Barocco, le venne in mente una modalità di approccio che ritengo geniale. Non stette tanto a parlarne in astratto, come troppo spesso facciamo noi insegnanti, ma porse loro diversi libri ed immagini che mostravano statue e costruzioni barocche di Roma. I bambini osservarono, disegnarono, e un giorno Rosaria chiese loro di sintetizzare in un solo segno, tracciato col carboncino, la loro idea di Barocco. Comparsero in classe 27 cartoncini con semplici curve o curiosi ghirigori. Il giorno dopo partirono dalla loro scuola di Quarto miglio, alla periferia di Roma, per trascorrere un’intera giornata a piazza Navona.

Una volta giunti nella magnifica piazza con calma, utilizzando il cavalletto che la maestra aveva insegnato ad usare, uno a uno cominciarono a cercare quale dettaglio delle tre fontane, delle statue del Bernini o della chiesa del Borromini, corrispondesse al segno che avevano tracciato in classe. Ci hanno messo alcune ore a cercare, scoprire e poi fotografare il barocco rintracciato di ciascuno. Solo un bambino, a dire di Rosaria, non aveva trovato una corrispondenza per il suo segno. Ma dopo una settimana, quando la maestra, nella sua camera oscura, stampò in bianco e nero in grande i dettagli fotografati dai bambini, si accorse che anche Pietro aveva trovato una corrispondenza tra il suo segno e una statua. Solo che non l’aveva trovata in un riccio o in un braccio, ma nell’ombra che la gamba della statua del fiume Nilo proiettava sulla parete curva che regge l’obelisco. La maestra non se n’era accorta, ma il bambino sì.

Questo ci raccontò Rosaria in un convegno del MCE, il giorno dell’inaugurazione della mostra che intitolò “Fantabarocco”.

Ho ripetuto più volte l’esperienza inventata da Rosaria perché sento che, quando troviamo modi per mettere in relazione tratti della sensibilità personale di ciascun bambino con la meraviglia dell’arte, tutto acquista maggior senso e spessore.

«Nelle nostre forme ci sono tante curve», hanno detto Simone e Maia, dopo la nostra visita a Piazza Navona, 33 anni dopo Rosaria. «Il Barocco è molto bello», ha aggiunto Alessandro che non parla come noi, esprimendosi a modo suo. «Per me il Barocco è una cosa storica, perché Bernini fa una cosa che era successa molto molto tempo fa. Ha avuto un po’ di fantasia perché lui non li ha potuti vedere Apollo e Dafne, se li è immaginati», ha aggiunto Seriana, all’uscita della galleria Borghese.

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