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Elettriche e ibride entrano in car list

di Simonluca Pini


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(Daimler AG)

3' di lettura

L’elettrificazione è diventata una costante quando si parla di futuro della mobilità. Grazie al lento ma progressivo calo delle vetture a gasolio, le alimentazioni alternative saranno sempre più presenti tra le scelte dei fleet manager. Viste le novità in arrivo e le diverse tecnologie abbinate ai nuovi modelli, è fondamentale fare chiarezza tra i diversi sistemi di trazione a alimentazione quando si parla di veicoli green. L’elettrificazione è un tema che i fleet manager devono dominare alla perfezione perché cambia il loro modus operandi nella definizione delle car list.

Partendo dalle vetture elettriche EV (Electric vehicle) si parla di Bev (Battery electric vehicle) indicando un’abbreviazione per indicare un veicolo elettrico privo di motore a combustione interna. La propulsione è data da un motore elettrico che utilizza l’energia accumulata nella batteria di trazione e l’autonomia può arrivare nei modelli più performanti a 500 chilometri. Percorrenze maggiori saranno assicurate dalle batterie allo stato solido, ancora in via di sviluppo da parte di gruppi come Toyota o Bmw.

Tra le novità Bev spiccano la nuova Audi E-Tron o la Jaguar I-Pace. Passando alle cosiddette “ibride alla spina”, la sigla Phev (Plug-in hybrid electric vehicle) identifica i veicoli con propulsione/trazione sia elettrica sia a combustione interna. Questi veicoli hanno quindi due motori (uno elettrico, l’altro tipicamente benzina o diesel), alimentati rispettivamente da una batteria di trazione e da un serbatoio di carburante. La differenza rispetto ad una vettura ibrida (non plug-in) sta nel fatto che la ricarica della batteria di trazione può avvenire anche da rete elettrica (mentre nei veicoli ibridi non plug-in avviene solo da recupero di energia in frenata). La ricarica delle vetture plug-in hybrid avviene esattamente come per le auto elettriche pure, con gli stessi standard di connettori e le stesse modalità di ricarica utilizzando le stesse colonnine di ricarica su strada e privatamente. Inoltre, anche per le Phev, il recupero di energia in frenata (freno rigenerativo) contribuisce ad estendere l’autonomia del veicolo in elettrico.

Tra i modelli plug-in hybrid troviamo un sempre più numeroso elenco di modelli, tra cui la Hyundai Ioniq e la recente Volvo V60 Plug-in Hybrid. Grazie alla motorizzazione elettrica, i modelli Phev arrivano ad una autonomia a zero emissioni di massimo 50 chilometri. La sigla Erev (Extended-Range Electric Vehicles) identifica particolari tipi di auto elettriche Ibride Plug-In PHEV, come la Bmw I3 Rex, in cui il motore a combustione interna è impiegato solamente come generatore di corrente per ricaricare la batteria di trazione quando il livello di carica è basso. Nelle Erev la trazione è sempre e solo elettrica e il motore a combustione interna non viene mai utilizzato per generare motricità. A seguire troviamo i modelli ibridi tradizionali, spinti da un motore elettrico e uno termico. Questi propulsori lavorano insieme per rilasciare maggiore potenza e reattività, a seconda dell’esigenza.

Il motore elettrico entra in funzione nelle partenze da fermo con l’energia accumulata nelle batterie e dà la spinta necessaria per raggiungere basse velocità. Superata una certa velocità e nei momenti in cui c’è bisogno di maggior potenza, parte il motore a benzina. Quando si è fermi entrambi i motori si spengono automaticamente, così da non sprecare energia. Si parla di auto mild-hybrid con riferimento al livello “base” dell’elettrificazione dell’auto, quell’ibrido in parallelo puro (mild hybrid, appunto) dove il motore elettrico non fornisce mai spinta alle ruote motrici, ma si limita ad “aiutare” quello a benzina o diesel piazzato sotto il cofano.

Insomma, niente modalità di marcia puramente elettrica. Questi nuovi sistemi mild hybrid si differenziano dai primi visti su alcuni modelli dei primi Anni 2000 come le Honda Jazz e Insight soprattutto per la rete elettrica a 48 Volt che ottimizza la funzione stop&start con un motore/generatore che recupera energia in frenata, offre una spinta o “boost” al motore termico e in alcuni casi provvede a spegnerlo in fase di veleggiamento a velocità costante. Tra i modelli mild hybrid troviamo la nuova Audi A6 Avant spinta dal 3.0 diesel.

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