sicurezza

Elettrico, via libera dell’Arera al mercato delle capacità

Il capacity market ha ottenuto il parere favorevole dell’Autorità per l’energia e l’ambiente e ora l’atteso meccanismo è pronto a partire

di Celestina Dominelli


Terna, confronto con il territorio su ruolo reti per rinnovabili

2' di lettura

Arriva finalmente a traguardo il meccanismo che disciplina il mercato italiano della capacità elettrica (capacity market). Lo schema di decreto definitivo del ministero dello Sviluppo Economico, che prevede una remunerazione specifica per quegli impianti termoelettrici che si impegnano a mantenere la capacità produttiva e a metterla, in caso di necessità, a disposizione del sistema, ha incassato il parere favorevole dell’Autorità per l’energia e l’ambiente e ora il capacity market è pronto a partire.

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Il settore aspettava da tempo il provvedimento e nelle ultime settimane si sono moltiplicati gli appelli di operatori e istituzioni, a cominciare dalla stessa Arera, affinché il Mise emanasse il decreto attuativo entro la scadenza del 4 luglio, quando entrerà in vigore il regolamento europeo sul mercato interno. Una volta adottato il decreto, sarà possibile effettuare le prime aste, indette da Terna, con cui i titolari degli impianti potranno mettere a disposizione dello stesso gestore della rete elettrica una certa capacità produttiva nel medio termine.

In base ai calcoli del Mise, il beneficio economico netto atteso per il sistema con il capacity market è stimabile in circa 1,6 miliardi di euro/anno, sulla base di simulazioni effettuate per il 2022, che indicano un costo in termini di erogazione del premio per i partecipanti a questo meccanismo pari a 1,75 miliardi di euro a fronte di minori costi sui mercati per 3,35 miliardi di euro, sulla base delle simulazioni effettuate per il 2022.

«L’introduzione del mercato della capacità – ha commentato il sottosegretario Davide Crippa - si inserisce in modo complementare nel quadro più ampio di interventi finalizzati a rendere i mercati dell’energia elettrica più efficienti, aperti alla partecipazione di tutte le risorse, con particolare attenzione all’integrazione della generazione da fonti rinnovabili, dei sistemi di accumulo e della gestione della domanda, e sempre più integrati a livello europeo». Il capacity market, ha aggiunto Crippa, «forrnirà un contributo fondamentale per gestire in sicurezza la transizione ad un sistema energetico decarbonizzato, in linea con il Pniec (il Piano nazionale energia e clima, ndr) con benefici attesi anche in termini di minori tensioni sui prezzi all’ingrosso e di minor rischio di interruzioni del carico».

A settembre partirà il tavolo di consultazione che porterà all’adozione delle misure necessarie a traghettare il sistema dal 2024 in poi. Quindi, il meccanismo rimarrà in vigore per il 2022 e il 2023, in accordo con il gestore della rete elettrica e con l’Arera. Senza l’adozione del Capacity Market, spiega il Mise in una nota, non sarà possibile raggiungere l’obiettivo di dismissione della capacità a carbone al 2025 né quello della crescita ulteriore della generazione da fonti rinnovabili (+12 GW al 2025) assicurando al contempo l’adeguatezza del sistema e la sicurezza delle forniture.

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