GLI ELETTI

Elezioni 2018: Casini, Bonino e Prestigiacomo i decani del nuovo Parlamento

di Riccardo Ferrazza


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(Agf)

3' di lettura

Alle elezioni politiche del 1983 la Democrazia cristiana portò alla Camera due esordienti: uno si chiamava Sergio Mattarella; l’altro, più giovane (28 anni), era Pier Ferdinando Casini. Un quarto di secolo dopo il primo si ritrova al Quirinale a ricoprire il più alto ruolo istituzionale, il secondo è stato eletto domenica scorsa per la decima volta consecutiva in Parlamento. Nella nuova legislatura potrà vantare il titolo di parlamentare più longevo con otto mandati a Montecitorio e due al Senato.

Casini, oggi 62enne, rieletto nel collegio uninominale della sua Bologna ma ospitato dagli ex avversari del Pd, è l’unico sopravvissuto di un trio di giovanotti che nell’estate di venticinque anni fa ricevette il primo tesserino parlamentare. Tutti avrebbero fatto carriera politica. Oltre a Casini c’erano Gianfranco Fini (all’epoca 31enne, deputato Msi, futuro presidente della Camera) e Francesco Rutelli, 29 anni e in seguito candidato premier del centrosinistra nel 2001 ma allora ancora esponente radicale. Rutelli uscì nel 2008, Fini nel 2013, Casini ha resistito: al dissolvimento della Dc, all’estromissione dal partito che aveva fondato (l’Udc) e da ultimo all’onda d’urto del Movimento 5 Stelle, con i cui parlamentari ha battagliato nel corso del suo ultimo, delicato incarico, quello di presidente della commissione di inchiesta sulle banche.

I PARLAMENTARI RIELETTI CON PIÙ MANDATI

Senza tenere conto del presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, tra i neo-eletti solo una persona può dire di aver fatto parte del Parlamento prima dell’arrivo dell’ex leader centrista, anche se rispetto a lui è stata più discontinua: è Emma Bonino, arrivata a Montecitorio nel 1976, anche lei a 28 anni. L’ex ministro degli Esteri del governo Letta e già commissario europeo indicato dall’esecutivo Berlusconi, è stata eletta nel collegio di Roma Gianicolense e ha festeggiato i suoi settanta anni (li compie proprio oggi) con la sua ottava volta.

Per trovare gli altri veterani della legislatura che verrà inaugurata il 23 marzo occorre guardare nel centrodestra. A quota otto mandati c’è anche Ignazio La Russa: esponente del Msi e poi di An (partiti entrambi guidati da Fini) e arrivato in Parlamento nel 1992, l’ex ministro della Difesa (70 anni) sarà uno dei 17 senatori di Fratelli d’Italia. Pure Maurizio Gasparri viene dalla stessa storia di destra e anche lui si è conquistato uno dei 315 seggi senatoriali come membro del gruppo di Forza Italia. Nell’elenco dei senior compare anche Roberto Calderoli: il rieletto senatore della Lega ha un curriculum parlamentare più esteso di quello del fondatore del Carroccio Umberto Bossi (anche lui confermato) che batte per otto mandati a cinque. La Russa, Gasparri e Calderoli entrarono alla Camera nel 1992, non hanno mai saltato un giro e tutti e tre sono stati ministri nei governi Berlusconi (rispettavamente Difesa, Comunicazioni e Riforme): caratteristiche che li accomunano a un altro esponente di centrodestra,Elio Vito, presidente uscente della commissione Difesa arrivato in Parlamento con i radicali nel 1992. Di quel gruppo faceva parte, oltre a Marco Pannella, anche una donna: Emma Bonino.

Sarà il settimo giro parlamentare, a dispetto dell’età (51 anni), per Stefania Prestigiacomo. Tre volte ministro nei governi Berlusconi, anche lei diventata deputata per la prima volta a 28 anni, la stessa età da matricola di Casini e Bonino. L’esponente di Forza Italia è forse una dei pochi sopravvissuti della prima pattuglia di parlamentari azzurri del 1994. Domenica si è aggiudicata uno dei 33 collegi uninominali della sua isola, la Sicilia.

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