Alla ricerca di un governo

Elezioni 2018: Flat tax e reddito di cittadinanza: l’alleanza dei vincitori Lega-M5S costerebbe 80 miliardi

di A.Gagliardi e A.Marini


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(Mahi - Fotolia)

3' di lettura

Lega e Movimento cinque stelle sono il partito più votato nel centrodestra e il partito con più suffragi in assoluto nelle elezioni politiche del 4 marzo. Se alla fine l’ipotesi di un’alleanza di governo dovesse prendere forma, i punti di partenza sarebbero i loro cavalli di battaglia: per la Lega la Flat tax, per i 5 stelle il reddito di cittadinanza. Misure che costerebbero assieme circa 80 miliardi (considerando i 63 miliardi della tassa piatta e i 17 miliardi del reddito minimo), anche se entrambi i partiti assicurano che le coperture ci sono.

L’imposta piatta al 15%
La riforma del sistema tributario con l’introduzione di un’unica aliquota fiscale (Flat tax) per famiglie e imprese è il primo punto del programma comune del centrodestra. La Lega (a differenza di Forza Italia che prevede un’aliquota iniziale più soft al 23%) è per una terapia shock, con flat tax al 15%, da applicare a imprese e famiglie. La famiglia, non più il contribuente, viene identificato, infatti come «nucleo fiscale». Una deduzione fissa di 3mila euro per le famiglie meno abbienti, secondo la Lega garantirà inoltre il rispetto del criterio costituzionale della progressività che viene altresì rafforzato dal mantenimento di una No Tax Area fino a 7.000 euro . Sono due gli scaglioni per l'ottenimento di una deduzione fissa di 3.000 euro. Il primo scaglione è formato da tutti i redditi famigliari fino a 35.000 euro entro il quale ad ogni componente il nucleo famigliare spetta la deduzione e il secondo scaglione invece da 35.000 a 50.000 euro che prevede la deduzione fissa solo per i famigliari a carico.

Le coperture della flat tax
Secondo la Lega il primo anno la flat tax al 15% assicurerà 103 miliardi di introiti sulle persone fisiche e 18 miliardi sulle società di capitali. Considerando gli incassi da circa 184 miliardi con il sistema attuale Irpef-Ires come recuperare i 63 miliardi mancanti? Si parte con «l’emersione del sommerso che in Italia vale 400 miliardi - spiega il responsabile economico Armando Siri - e incassi il primo anno di circa 28 miliardi in più in termini di tasse riscosse». A seguire 6 miliardi di maggiori incassi Iva; 1,5 miliardi da imposte sui nuovi occupati; e 1,3 miliardi dalle imposte aggiuntive per incremento del Pil. Ma sostegno alla flat tax arriverebbe anche dalla rottamazione delle cartelle esattoriali Equitalia che dovrebbero garantire incassi di circa 35 miliardi il primo anno (60 nel biennio). In tutto 72,3 miliardi che andrebbero a coprire il “buco” da 63 miliardi dovuto all’abbassamento delle aliquote.

Reddito di cittadinanza da 17 miliardi
Il reddito di cittadinanza è invece una misura di contrasto alla povertà che costituisce il cavallo di battaglia del M5s. Beneficiari sono potenzialmente gli oltre 9 milioni di italiani che non raggiungono i 9.360 euro l’anno: si va da 780 euro netti al mese per i single a 1.950 euro per famiglie con due figli. Si tratta di un reddito minimo condizionato alla ricerca di un lavoro e accompagnato dal rafforzamento delle politiche attive. Il costo? Secondo Luigi Di Maio 17 miliardi. Di questi, 2 miliardi serviranno a finanziare la riforma dei centri per l'impiego su cui non a caso ha insistito Di Maio da Vespa nella puntata di Porta a Porta del 2 marzo.

Le coperture: meno spese militari e costi della politica
Secondo il M5S le coperture per il reddito di cittadinanza verrebbero dall’intervento su 25 voci. Tra quelle che permettono introiti maggiori: risparmio con acquisto centralizzato Consip (5 miliardi), tagli spese militari (2,5 miliardi), aumento canoni ricerca sugli idrocarburi (2,5 miliardi), riduzione della percentuale di deducibilità degli interessi passivi per banche ed assicurazioni (900 milioni), eliminazione delle auto blu delle aziende ospedaliere (800 milioni), riduzione pensioni d’oro (700 milioni).

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