GLI ANNUNCI DELLA CAMPaGNA ELETTORALE

Elezioni 2018: dalla giustizia sociale al «futuro», le proposte per nuovi ministeri

di Riccardo Ferrazza

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3' di lettura

Forse ispirati dal ministero per la Solitudine istituito dalla premier britannica Teresa May per far fronte al fenomeno diffuso di vite allo stato di abbandono, i partiti italiani si sono lanciati in numerose proposte per l’istituzione di nuovi dicasteri. Alcuni stravaganti. Nella squadra dei possibili ministri del Movimento 5 Stelle presentata dal candidato premier Luigi Di Maio, c’è Filomena Maggino, docente di statistica sociale all’università della Sapienza, designata al (per ora inesistente) ministero per la qualità della vita e il benessere delle famiglie. «L’Italia con il nostro governo cambierà - ha detto Di Maio - e diventerà un Paese in cui è bello fare figli ed è bello crescerli in salute e istruirli». Anche Beatrice Lorenzin, schierata con il centrosinistra, ha parlato di «un grande ministero della famiglia, del benessere della salute delle persone da quando sono piccole a quando sono anziane». Ma la ministra uscente della Salute ha anche spiegato di volerci inserire « la lotta alla droga».

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L’aveva annunciato sempre Di Maio ma poi se ne sono perse le tracce: un ministero della meritocrazia. Una proposta che, disse il capo politico del M5S al pubblico giovane di Skuola.net, «finalmente dia la possibilità al governo di fare politiche che permettano ai giovani e ai meno giovani meritevoli di raggiungere gli obbiettivi della loro vita».

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Non uno ma tre nuovi ministeri è, invece, l’idea di Giorgia Meloni. Accanto a quello per il turismo e made in Italy e all’aggiunta della parola “professioni” al ministero del Lavoro (si dovrà occupare «anche di quei milioni di lavoratori autonomi, partite Iva, professionisti che sono stati in questi anni abbandonati e trattati come se fossero figli di un Dio minore»), la leader di Fratelli d’Italia ha parlato di un inedito ministero per la giustizia sociale. Con quali competenze? «È un ministero - ha spiegato - che combatte tutte le ingiustizie che ci sono in Italia, che combatte l’ingiustizia di avere pensionati d’oro e pensioni di invalidità a 270 euro al mese, che combatte l’ingiustizia di spendere per un immigrato clandestino più di quanto spende per un pensionato sociale italiano, che combatta tutte le cose ingiuste e le sacche di privilegio che in Italia resistono». Più che un ministero un programma politico.

«Dare voce agli anziani significa dare voce alla parte più saggia del Paese», ha detto in campagna elettorale l’81enne Silvio Berlusconi. «Nel nostro prossimo governo - ha annunciato il leader di Forza Italia ed ex premier non candidabile a queste elezioni per effetto della legge Severino - ci sarà à una novità importante: il ministero della terza età». L’alleato di centrodestra Matteo Salvini ha a sua volta annunciato un ministero della montagna: «Da Roma non si sono mai occupati delle nostre vallate e dei nostri fiumi - ha detto il segretario della Lega facendo risuonare toni che erano tipici del suo predecessore, Umberto Bossi -, il mio impegno è che se ne occuperà solo gente di montagna»).

La proposta più originale arriva però da Dieci Volte Meglio, il movimento nato proprio per le elezioni di domenica. «Siamo il partito dell’innovazione: vogliamo il ministero del futuro» ha annunciato la co-fondatrice Emilia Garito, convinta che «la vecchia politica è ancorata all’idea di un paese che non c’è più, sembra incapace di comprendere il veloce cambiamento in atto nella società e nel tessuto economico. Un cambiamento che, per produrre effetti positivi, va gestito da persone preparate e con una visione strategica». E un ministero del futuro è quello che ci vuole.

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