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Elezioni 2018, si profila un Parlamento senza maggioranza

di Barbara Fiammeri

1' di lettura

Dai primi dati affluiti in queste ore emergono alcuni dati politici significativi: il primato del M5s; il testa a testa per la guida della coalizione di centrodestra tra Forza Italia e la Lega; il forte ridimensionamento del Pd di Matteo Renzi. Se lo scrutinio confermerà i numeri degli exit poll, per la formazione di un nuovo governo servirà un'alleanza tra forze politiche che sono state avversarie in questa campagna elettorale.

Anche il centrodestra nell'attuale formazione non avrebbe infatti la maggioranza parlamentare. Lo stesso vale per il M5s e naturalmente per il centrosinistra. Spetterà dunque a Sergio Mattarella tentare di aprire una breccia per far dialogare le forze politiche e rendere possibile la formazione del governo.

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Si annuncia quindi una fase molto complessa e non di breve durata. Un passaggio fondamentale arriverà a fine mese, quando Camera e Senato saranno chiamati ad eleggere i loro presidenti. In entrambi i rami del Parlamento occorre infatti la maggioranza assoluta.

Nel caso del Senato il risultato è più a portata di mano in quanto dopo la quarta votazione vanno al ballottaggio i due senatori che nelle precedenti votazioni hanno raccolto il maggior numero di consensi.

Alla Camera invece si va a oltranza. Come accadeva ai tempi della Prima Repubblica, le forze politche saranno chiamate a trovare un'intesa. Da questo dialogo potrebbero nascere delle convergenze utili anche in funzione della formazione del Governo.

Nel frattempo rimarrà in carica l'attuale esecutivo. Molto probabilmente spetterà quindi a Paolo Gentiloni, l'attuale premier, approntare il Def e rappresentare l'Italia ai prossimi vertici europei.

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