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Elezioni, da Conte a Salvini: per i leader il paracadute di più collegi

Il leader del M5S correrà in cinque collegi dislocati in 4 regioni, il capo della Lega a Milano e al Sud. Letta sceglie Lombardia e Veneto

Pd, Letta: un mese fa Draghi congedato da Conte-Salvini-Cav

2' di lettura

La legge elettorale con cui si sceglierà il prossimo Parlamento (il cosiddetto Rosatellum) permette a ciascun candidato di presentarsi in più collegi plurinominali, fino a un massimo di cinque. Ma è anche possibile presentarsi in un collegio uninominale (dove viene eletto chi ottiene più voti) e, allo stesso tempo, candidarsi in cinque collegi plurinominali. È il meccanismo della doppia (maggioritario/proporzionale) e pluricandidatura (più collegi plurinominali) che i leader politici sfruttano in varia misura per raccogliere consensi e garantirsi l’elezione. Quando un candidato risulta vincente sia nel collegio uninominale, sia in uno o più collegi plurinominali, l’elezione scatta nel collegio uninominale.

Con Giuseppe Conte, il leader del Movimento 5 Stelle, cade il tabù delle pluricandidature in casa pentastellata: l’ex premier correrà in cinque collegi della Camera, dislocati in 4 regioni diverse: Lombardia, Lazio, Puglia (dove è nato) e Campania (qui potrebbe trovarsi ad affrontare in una sfida a suon di voti l’ex capo politico del Movimento, Luigi Di Maio).

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Il segretario del Pd, Enrico Letta sarà candidato come capolista alla Camera in Lombardia e Veneto. «Mi candido a Vicenza, sfido la Lega nel cuore del Veneto - ha spiegato l’ex premier -. Imprenditori, commercianti, insegnanti si ricorderanno di chi ha tradito Draghi preferendo la Meloni. Noi abbiamo ascoltato le imprese, chi voleva stabilità e riduzione delle tasse sul lavoro».

Matteo Salvini sarà «orgogliosamente candidato» nella sua Milano ma non nel collegio uninominale: si metterà in gioco anche al sud, sicuramente in Basilicata come capolista della Lega. Il segretario della Lega ha sottolineato che correrà nella stessa regione di Raffaele La Regina, leader del Pd lucano e candidato del Pd finito al centro delle polemiche per un post contro lo Stato di Israele.

Le liste di Forza Italia non sono ancora chiuse: il leader Silvio Berlusconi dovrebbe essere candidato al Senato (a nove anni dalla sua decadenza dopo la condanna pe per frode fiscale nel processo sulla compravendita dei diritti Mediaset) nell’uninominale di Monza e capolista in cinque collegi plurinominali.

In via di definizione anche le scelte di Fratelli d’Italia. Per l’uninominale Giorgia Meloni dovrebbe confermare Latina, collegio della Camera nel quale venne eletta nel 2018 con il 41%.

Il leader di Azione Carlo Calenda correrà per l’elezione al Senato: «Mi candiderò all’uninominale di Roma» ha annunciato l’ex ministro. Oltre che nel Lazio, dovrebbe essere presente nel proporzionale del Piemonte.

Matteo Renzi, senatore uscente e alleato di Calenda per il Terzo Polo con Italia viva, ha annunciato così le sue scelte per l’elezione a Palazzo Madama: «Io sarò candidato a Milano, in Toscana e in 4-5 circoscrizioni. Non ho ancora capito se Berlusconi si candida a Milano o Monza. Se vuole fare un dibattito io sono disponibile».

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