zuck sotto pressione

Elezioni Europee, così Facebook controllerà i post a scopi elettorali

di Biagio Simonetta


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Foto Afp

3' di lettura

Obiettivo dichiarato: evitare un nuovo Russiagate. Da un po' di tempo, quando si avvicinano le scadenze elettorali, Facebook alza i livelli di allerta sui contenuti politici, con lo scopo di evitare che fake news confezionate ad arte possano influire sul sentimento dell'elettorato. Lo ha fatto per le recenti elezioni di mid term negli Stati Uniti. E lo farà anche in Europa (Italia compresa) per le prossime elezioni europee. L'annuncio, più o meno ufficiale, arriva da una conversazione fra un membro di Facebook e l'agenzia Reuters. Il social network di Mark Zuckerberg aumenterà i controlli sui contenuti a sfondo politico in India, Nigeria, Ucraina e nei Paesi UE. Si tratta di stati dove, nel corso del 2019, sono previsti appuntamenti elettorali molto importanti. In Europa, le elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo sono in calendario per maggio.

Archivi per sette anni
Sotto la pressione delle autorità di tutto il mondo, Facebook l'anno scorso ha introdotto diverse iniziative per aumentare la supervisione degli annunci politici. Il caso Russiagate è stato uno dei capitoli più delicati della storia del social network, e non è ancora chiuso del tutto. Per questo le cose stanno cambiando. Ad esempio in Nigeria, a partire da oggi solo gli inserzionisti residenti nel Paese africano sono in grado di pubblicare annunci elettorali. La stessa politica entrerà in vigore in Ucraina a febbraio (in Nigeria ci sono le elezioni presidenziali il 16 febbraio, mentre in Ucraina il 31 marzo). In India, dove si voterà per il rinnovo del parlamento in primavera, Facebook inserirà gli annunci elettorali in una libreria online ricercabile, ha fatto sapere Rob Leathern, direttore del product management del social network.

«Stiamo imparando da ogni paese - ha detto Leathern alla Reuters - Sappiamo che non saremo perfetti, ma il nostro obiettivo è migliorare continuamente»
Facebook ritiene che tenere gli annunci in una biblioteca per sette anni sia una buona mossa nella lotta contro le interferenze. La biblioteca assomiglierà agli archivi già usati negli Stati Uniti, in Brasile e in Gran Bretagna l'anno scorso. Librerie online che contengono ogni informazione sugli annunci politici: chi li acquista e per quale partito. A tutto ciò si integra un servizio prestato da un team parallelo che lavora sull'identificazione di comportamenti politici problematici non correlati agli annunci. Anche in questo caso, l'attenzione del team dedicato si amplifica a ridosso del periodo elettorale e scandagli tutti i post sospetti (come quelli a sfondo razziale)

Cosa cambia per le Europee
Gli archivi digitali degli annunci sono pronti anche per le elezioni Europee di maggio. Ma non è ancora chiaro se anche per queste ultime varrà la regola delle inserzioni rese possibili esclusivamente a persone (o società) con residenza fiscale in un particolare Stato. La libreria digitale degli annunci, invece, ci sarà. E di certo all'interno di questi archivi finiranno anche inserzioni su temi non direttamente politici ma comunque riconducibili alla politica. Un esempio: l'archivio americano di Facebook include annunci su argomenti molto dibattuti come il cambiamento climatico e la politica sull'immigrazione, anche se non sembravano essere direttamente correlati a un partito o al voto stesso. In vista delle Europee, insomma, dovrebbe anche cambiare il modo in cui l'utente fruirà degli spot elettorali su Facebook, che saranno molto più espliciti. L'obiettivo è quello di fornire alle persone, le informazioni necessarie su ciò che stanno vedendo.

Una soluzione globale
Va detto che sempre nel 2019 anche i cittadini di Australia, Indonesia, Israele e Filippine saranno chiamati alle urne, e Facebook ha fatto sapere di essere al lavoro anche lì. La speranza del team “elettorale” della società di Zuckerberg è quella di avere un set di strumenti che si applichi agli inserzionisti a livello globale entro la fine di giugno. E di certo le elezioni in programma da qui a maggio potranno contribuire a trovare strumenti migliori.
«Il nostro obiettivo è arrivare a una soluzione globale. - ha detto alla Reuters Harbath, direttrice della politica globale e sensibilizzazione di Facebook - E così, fino a quando non potremo raggiungerlo, dovremo esaminare le diverse elezioni e ciò che pensiamo di poter fare».

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